Copertina InterNati

Internati

L’interismo tra filosofia di vita e meravigliosa malattia

“Essere interista è come uscire con una persona meravigliosa, bellissima, intelligente, ma che ogni tre giorni sparisce per due settimane senza motivo. E tu non solo la perdoni: le compri pure dei fiori.”

C’è chi tifa e c’è chi vive la propria squadra. Cecio e Mam appartengono alla seconda categoria: interisti fin nel Dna, cresciuti a pane, sofferenza e triplette. Da anni condividono con un gruppo di amici la loro fede nerazzurra nella chat WhatsApp InterNati, un segretissimo e animatissimo covo di animi impavidi, ironici e irrimediabilmente malati d’Inter. Tra esultanze al cardiopalma, crisi di nervi al novantesimo e litri di caffè (o di birra), i due autori ci conducono in un viaggio esilarante dentro la mente e il cuore del tifoso interista. Storie vere, aneddoti assurdi, superstizioni inspiegabili e battute al vetriolo si intrecciano in un racconto corale che celebra la passione più irrazionale e bellissima del mondo: quella per l’Inter. InterNati è un inno all’amicizia, alla follia calcistica e a quella fede indelebile che, nonostante tutto, non si spegne mai. Perché essere interisti non è una scelta. È una condanna meravigliosa.

Editore: Rizzoli

Autore:

Francesco «Cecio» Bonomo

Nasce a Milano nel luglio del 1955 da famiglia interista da ambo i rami. Diventa «Cecio» praticamente subito: la sorella più grande non sa pronunciare l’impegnativo Francesco, che viene dimenticato da tutti o quasi. Nel marzo del ’61 subisce a San Siro la stessa folgorazione che colpisce John Belushi nella chiesa Gospel: vede la luce e ha i colori del cielo e della notte. Da quel momento nulla sarà più come prima. Alla fine del liceo i genitori lo spediscono negli Stati Uniti per cercare di distrarlo dalla fissazione; lui lavora, diventa uomo, ma il giorno del ritorno in patria chiede di andare a San Siro direttamente da Malpensa, senza passare da casa. Pensionato con quarant’anni di industria tessile alle spalle, si occupa di energie rinnovabili d’inverno e fa il gelataio da marzo a ottobre su una spiaggia di Mallorca. Ha due figlie femmine e un figlio maschio (più interista di lui) e la stessa moglie, compagna, complice e amica, da quasi quarant’anni. Avendo sempre scritto di Inter per puro diletto, dalla nascita della chat InterNati nel 2017 veste i panni di storico e custode della memoria nerazzurra, guadagnandosi il nickname di «Vate».

Massimo «Mam» Gagliani

Lo chiamano «Mam» da quando ha memoria, un nome nato per gioco, regalo di sua sorella Iaia.  «Mam» non è più andato via: è diventato il nome dell’amicizia, degli scherzi e del calcio fangoso nei prati di provincia. È il fanciullo senza età, fuori dalle regole della professione. Dentista per tradizione, ormai superati i sessanta, ha dedicato metà della sua vita all’Università, coltivando il lavoro con innata curiosità, senza mai trascurare il gioco e ha deciso di viaggiare tra fotografia, scrittura, cavalli, calcio, e quant’altro trovi stimolante per non perdere la fantasia. Ha una moglie, Alessandra (medico dell’anima e del cuore), e tre fantastici demonietti: Trikky (Valentina, avvocato), Cioci (Giacomo, dirigente nel mondo del calcio) e Titto (Alessandro, intelligenza non codificabile).