Il 31 marzo 2026, per la terza volta consecutiva, l’Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dare la colpa a un rigore fallito o a un capriccio della sorte è un errore, perché la Nazionale non è il problema ma il sintomo, il punto d’arrivo di una filiera che ha deciso di curare le foglie anziché le radici. Ivan Zazzaroni attraversa le macerie di questo fallimento con un’analisi schietta e necessaria, denunciando come il calcio – storicamente strumento di mobilità sociale del Paese – si sia trasformato in un servizio a pagamento che seleziona per censo e non per merito. «Giocano solo i ricchi» scrive, e non è una provocazione, ma la constatazione di un paradosso: in un sistema che ha triplicato i dirigenti e dimezzatoi talenti, l’accesso al campo è filtrato da barriere economiche insormontabili. Dalle scuole calcio ridotte a franchising alle quote annuali che pesano sui bilanci familiari come affitti, il pallone ha smesso di rotolare negli oratori e nelle periferie per chiudersi in recinti d’élite, dove i bambini diventano clienti e il talento un fattore secondario. Attraverso un serrato confronto con i modelli europei – dalla coerenza tecnica della cantera spagnola alla programmazione metodica della Germania – l’autore mette a nudo un sistema che brucia le tappe e usa i giovani come pedine di bilancio, dimenticando che il talento ha bisogno di tempo, protezione e, soprattutto, di quella «fame» che si coltiva solo nello spazio libero del gioco. Questo libro non è solo un atto d’accusa contro l’avidità e l’indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Bisogna ripartire dalla base, abbattendo le barriere che tengono fuori troppi ragazzi e restituendo ai bambini il diritto all’errore e al divertimento: sono questi i passaggi fondamentali da fare oggi, per vincere domani.
Diavoli con la racchetta
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:58:16+02:00Protagonisti e retroscena di uno sport amatissimo, quindici storie legate alla racchetta, meravigliose, avvincenti, a volte crudeli, dalla prima finale di Wimbledon a oggi. Lo sguardo puntato su quel rettangolo dove si concentrano sogni, drammi, scontri generazionali e sociali, resurrezioni. “Il tennis è una combinazione perfetta di gesti violenti inseriti in un contesto di totale tranquillità”, ha detto una volta Billie Jean King. Niente di più vero: ogni match è un thriller, perché il tennis “lo ha inventato il diavolo”. Stefano Semeraro, giornalista e scrittore con una lunga esperienza nel racconto sportivo, ci guida in un percorso emozionante tra alcune delle sfide più leggendarie mai giocate su un campo da tennis. Ogni capitolo è dedicato a un incontro simbolo, in cui tecnica, tensione e talento si intrecciano in storie uniche, capaci di raccontare non solo lo sport, ma anche l’anima dei suoi protagonisti. Dalla rivalità epica tra Federer e Nadal alle battaglie senza tempo di Borg e McEnroe, fino agli incontri che hanno consacrato nuove stelle come Sinner e Alcaraz o segnato momenti di svolta, il volume non è solo una raccolta di partite: è un viaggio nel cuore del tennis. Con uno stile avvincente e ricco di aneddoti, Semeraro ci porta dietro le quinte, rivelando dettagli curiosi, emozioni nascoste e il lato più umano di grandi campioni e campionesse. Un libro pensato per chi ama il tennis, ma anche per chi vuole scoprire cosa si cela dietro ogni colpo, ogni sconfitta, ogni vittoria.
Il coraggio di chi trema
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:43:01+02:00Mancano 720 minuti al sogno. Poi 630. Poi 540. Il tempo si accorcia e il primo scudetto, con la maglia della Roma, prende forma, partita dopo partita, fino a sciogliersi in un pianto liberatorio che contiene anni di sacrifici, ostinazione e silenzi. Valentina Giacinti non è stata una predestinata. È cresciuta in un calcio femminile ai margini, tra campi sgangherati e llenamenti serali, quando il massimo campionato viveva lontano dai riflettori. Poi i numeri hanno parlato: i 41 gol in una stagione con il Mozzanica, la Supercoppa italiana, la fascia di capitana del Milan, oltre 200 reti in serie A, le partite con la Nazionale e l’ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano. E ancora gli scudetti e il passaggio storico al professionismo, vissuto da protagonista, come se ogni rete avesse aperto un varco. Accanto alla crescita sportiva, una battaglia costante contro gli stereotipi che hanno a lungo ostacolato il calcio femminile: spalti attraversati da mormorii velenosi, dirigenti pronti a liquidare un intero movimento con una frase sprezzante, l’idea dura a morire che il sogno di tante ragazze fosse solo un capriccio. Mentre i pregiudizi cercavano di marcarla stretta, Valentina rispondeva con il rumore dei gol, cambiando le regole del gioco per tutte. Eppure, sotto l’armatura dell’attaccante implacabile, c’è sempre stata una sensibilità acuta. In queste pagine Giacinti racconta i suoi lividi invisibili con rara franchezza, mostrando che la forza può convivere con la fragilità. Il coraggio di chi trema, frutto della collaborazione con il giornalista Alessandro Alciato, non racconta solo il percorso di un’atleta straordinaria. È la storia di una donna che ha imparato che la vera vittoria non sta nel non cadere mai, ma nell’avere il coraggio di mostrare le proprie crepe.
Internati
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:37:37+02:00“Essere interista è come uscire con una persona meravigliosa, bellissima, intelligente, ma che ogni tre giorni sparisce per due settimane senza motivo. E tu non solo la perdoni: le compri pure dei fiori.” C’è chi tifa e c’è chi vive la propria squadra. Cecio e Mam appartengono alla seconda categoria: interisti fin nel Dna, cresciuti a pane, sofferenza e triplette. Da anni condividono con un gruppo di amici la loro fede nerazzurra nella chat WhatsApp InterNati, un segretissimo e animatissimo covo di animi impavidi, ironici e irrimediabilmente malati d’Inter. Tra esultanze al cardiopalma, crisi di nervi al novantesimo e litri di caffè (o di birra), i due autori ci conducono in un viaggio esilarante dentro la mente e il cuore del tifoso interista. Storie vere, aneddoti assurdi, superstizioni inspiegabili e battute al vetriolo si intrecciano in un racconto corale che celebra la passione più irrazionale e bellissima del mondo: quella per l’Inter. InterNati è un inno all’amicizia, alla follia calcistica e a quella fede indelebile che, nonostante tutto, non si spegne mai. Perché essere interisti non è una scelta. È una condanna meravigliosa.
Il mio secondo tempo
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:25:46+02:00Achille Polonara ripercorre la sua storia dentro e fuori dal campo: dagli inizi alle vittorie con i grandi club europei e con la Nazionale, fino alla malattia che segna una svolta radicale. Un racconto diretto e lucido di basket - ma soprattutto di vita – di un uomo costretto a fermarsi e a imparare, giorno dopo giorno, a ricominciare. «La malattia mi ha insegnato che la vittoria più grande non è alzare un trofeo, ma riuscire ad alzarsi da soli, ogni volta che la vita ti mette al tappeto.» Achille Polonara è un campione di basket. Lo è stato sui parquet di tutta Europa, con le maglie dei grandi club e con quella azzurra della Nazionale. Ha vinto, ha perso, ha viaggiato, ha conosciuto la pressione, l’entusiasmo delle folle, il peso delle aspettative, le sconfitte e le vittorie. Ma questa non è la storia di un giocatore. È la storia di un uomo che, nel momento più alto della sua carriera, si è trovato a fare i conti con qualcosa che non aveva nulla a che vedere con lo sport: la malattia. Prima un tumore, poi la leucemia. La chemioterapia, il trapianto di midollo, il coma. Il buio vero, quello che non lascia spazio a metafore e ti costringe a guardare in faccia la fragilità. Il mio secondo tempo è fatto di partite decisive e di silenzi notturni, di palazzetti pieni e di corridoi vuoti, di viaggi, di città diverse, di vite che cambiano. Pagine di vittorie celebrate e di giorni in cui vincere significa semplicemente riuscire ad alzarsi dal letto. È il racconto di una rinascita lenta, faticosa, reale. Senza eroismi costruiti, senza frasi a effetto. Questo non è un libro sul basket. È un libro sulla vita, quando ti costringe a fermarti, e sul coraggio di ricominciare. Anche quando non sai ancora come.
La storia della Formula 1 in 50 ritratti
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:19:26+02:00La formula 1, prima che di auto, è fatta di uomini che si misurano con grandi sfide e imprese estreme. Eroi sui Circuiti e, a volte, anche al di fuori delle gare. Ci sono i campioni del mondo, ma anche i piloti entrati nel mito, oltre agli ingegneri, ai costruttori e ai manager che con le loro idee hanno segnato ’evoluzione della Formula 1. Da figure storiche come Enzo Ferrari e Bruce McLaren a campioni presenti e passati come Max Verstappen, Ayrton Senna e Michael Schumacher, fino ad arrivare alla giovane promessa Andrea Kimi Antonelli. Illustrati da Roberto Rinaldi, ecco i ritratti di coloro che, insieme alle loro leggendarie auto, negli anni sono entrati nell’Olimpo di uno sport che dal 1950 affascina tutte le generazioni.
La storia della Ferrari in 50 ritratti
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:14:51+02:00La Ferrari è l’eccellenza italiana che fa sognare il pianeta, è una visione, una missione, un insieme di valori rappresentato dalle persone che ne sono l’anima. La Ferrari, prima di essere un’azienda quotata in Borsa, è una squadra dal grande passato proiettata nel futuro, che si mette in gioco ogni giorno in pista e sui mercati. Vive di sfide e di nuovi traguardi. Ogni Ferrari è un oggetto unico che permette al mito del Cavallino Rampante di galoppare. Umberto Zapelloni, autorevole giornalista sportivo esperto di automobilismo, racconta il mito e le persone che lo hanno creato: dal fondatore Enzo Ferrari, che ha inseguito il suo sogno a cinquant’anni, a Michael Schumacher, che in tempi moderni ha portato la gloria alla scuderia, fino agli Ingegneri, ai manager e ai piloti più recenti, come Charles Leclerc. E in mezzo Manuel Fangio, Niki Lauda, Gianni Agnelli, Gilles Villeneuve, Jean Todt, e tanti altri. Una aggiornatissima intervista a Piero Ferrari racconta inoltre il futuro della nuova Ferrari.
La storia del motomondiale in 50 ritratti
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:08:19+02:00La moto corre, piega, derapa e impenna. Ma sulla moto l’uomo fa la differenza perché i movimenti del suo corpo sono parte essenziale della dinamica da corsa e quindi del risultato. Il pilota di moto mette insieme fisico, destrezza, coraggio, manie, pensiero e consapevolezza. Razionale e irrazionale si incontrano in un punto di equilibrio perfetto che fa prima il motociclista e poi il campione. Il motomondiale nasce ufficialmente nel 1949 e le classifiche per categoria di quell’anno sono un monopolio di inglesi e italiani, con Nello Pagani in 125 e Bruno Ruffo in 250. È un segno culturale, perché anche le moto migliori – fino all’esplosione della tecnologia giapponese – sono quelle italiane e quelle inglesi. Di nuovo: razionale e irrazionale, ingegneria e meccanica, creatività e fantasia. C’è un tempo in cui nelle corse si muore, molto. E c’è un uomo, Giacomo Agostini, che in quel periodo vince tutto e più di tutti, battendosi per la sicurezza e cadendo pochissimo. Da lì è un susseguirsi di ere e di uomini simbolo. Uncini e Lucchinelli, il cavallo pazzo e il lord, poi gli americani, quindi Cadalora, poi Capirossi e Biaggi; su e ancora su fino a Valentino Rossi che un’altra volta, con ferocia, meticolosità, talento e simpatia, rivoluziona tutto trasformando le corse in quell’evento planetario e pop che conosciamo. Coinvolge in battaglie epiche Stoner, Lorenzo, Márquez e ci porta all’oggi di Bagnaia passando attraverso la presenza dolce ed esplosiva, ma troppo breve, di Marco Simoncelli.
La storia del tennis in 50 ritratti
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:03:58+02:00Paolo Bertolucci, campione indimenticabile e oggi commentatore autorevole, e Vincenzo Martucci, da decenni testimone d’eccezione di sfide memorabili, raccontano il tennis attraverso i 50 giocatori e giocatrici che lo hanno reso leggendario. Dai miti del passato ai grandi rivoluzionari della racchetta fino alle stelle del presente, ogni atleta è celebrato in queste pagine con le vivide illustrazioni di Giordano Poloni, in una narrazione esperta, colorata e appassionante. Per chi ha vissuto l’adrenalina delle epoche d’oro, per chi ne scopre ora la magia e per chi non smette mai di emozionarsi davanti a un match. Un omaggio allo sport dei re che è diventato il re degli sport.
La storia del calcio azzurro in 50 ritratti
WA_Cri_Memo2026-07-27T18:00:11+02:00Un viaggio avvincente nella storia dello sport più amato nel nostro Paese, condotto da Marino Bartoletti ripercorrendo i successi dei campioni azzurri che ci hanno emozionato e inorgoglito. Gigi Riva, Valentino Mazzola, Gianni Rivera, Dino Zoff, Bruno Conti, Paolo Rossi, Roberto Baggio, Gianluigi Buffon, Francesco Totti, Alessandro Del Piero e Gianluigi Donnarumma sono solo alcuni dei calciatori presenti in questo volume con i quali rivivere le vittorie della Nazionale Italiana di calcio. L’amatissimo giornalista sportivo Marino Bartoletti, con la sua eccezionale abilità nel trasformare passioni e sogni in parole, racconta i 50 Azzurri che hanno fatto la storia del calcio italiano e mondiale: un’avventura piena di determinazione, eleganza, tattica, forza, precisione, tenacia, dagli esordi pioneristici di inizio Novecento alle 4 memorabili vittorie della Coppa del Mondo. Una spettacolare epopea italiana arricchita dalle ispirate illustrazioni di Mauro Mazzara.
Il numero rosso
WA_Cri_Memo2026-07-27T17:54:16+02:00Al Tour de France, il numero rosso è il riconoscimento speciale assegnato al corridore più combattivo di una tappa. Questo libro è il riconoscimento speciale a un corridore speciale: Alessandro De Marchi. Al termine della sua lunga carriera da professionista (2011-2025), il Rosso di Buja racconta se stesso e il suo personale modo di interpretare il ciclismo: coraggio, tenacia, schiettezza, umanità; e tanta voglia di andare in fuga, di stare fuori dal gruppo e dalle facili convenzioni. Un’autobiografia sincera che parte dalle origini – il Friuli e la sua scena ciclistica; la famiglia, le amicizie, gli affetti – e arriva a comporre un ritratto del ciclismo contemporaneo, raccontato dall’interno e senza fare sconti né a se stesso, né al mondo agonistico ed economico delle corse professionistiche.
Michael Magnesi
WA_Cri_Memo2026-07-27T17:48:24+02:00Michael Magnesi è un ragazzino come tanti, ma la vita passata di suo padre diventa pian piano un macigno. L’infanzia è complicata, Michael viene allontanato da tutto e da tutti, non viene compreso, spesso viene anche deriso da chi dovrebbe aiutarlo. Diventa il bambino arrabbiato, Lone Wolf, lupo solitario, soprannome che gli darà proprio il padre vedendolo sempre ai margini. A casa subisce violenze dal fratello senza avere la forza di reagire, per anni la sua testa rimane fissa sul pugilato. A 15 anni sale per la prima volta sul ring sognando di diventare un giorno campione del mondo. Il pugilato inizia a dargli regole e consigli, riesce a incanalare la propria rabbia cercando riscatto tramite la nobile arte. Dentro la palestra trova quel mondo che lo aveva respinto fino a poco fa, il suo mondo, in cui riesce a trovare quel riscatto che tanto cercava. La sua carriera è una rincorsa continua verso il titolo di campione del mondo, sognato sin da quando vedeva le videocassette sui campioni del passato.
Test Match
WA_Cri_Memo2026-07-27T17:32:11+02:00Il rugby è molto più di uno sport. È una metafora della vita, un teatro di eroi e di sconfitte, di valori e di rivoluzioni. È un gioco nato per caso tra i prati di una scuola inglese, ma che ha saputo conquistare il mondo, portando con sé storie indimenticabili di coraggio, fair play e umanità. Test Match racconta, attraverso cronaca e storia, non solo sportiva ma anche sociale, ventotto partite che più di altre hanno contribuito a definire l’identità e la leggenda del rugby dalle origini a oggi. Dalla prima partita internazionale nel lontano 1871 al “Match of the Century” tra Galles e All Blacks (la mitica nazionale neozelandese) del 1905, dalle partite del Cinque e del Sei Nazioni alla storica finale del Mondiale del 1995, con il Sudafrica appena uscito dall’apartheid premiato da Nelson Mandela, fino dalle partite più emblematiche giocate dalla nostra nazionale. Un viaggio emozionante alla scoperta delle partite che hanno reso il rugby uno sport globale, con un mix perfetto di epica sportiva e retroscena umani, ordinate nel tempo in modo da costruire una piccola quanto emozionante storia del gioco. Un libro dedicato non solo a chi è già appassionato a questo splendido sport, ma anche a chi voglia scoprirlo leggendo le vicende più emblematiche legate al pallone ovale. Guardate cosa hanno fatto al Galles questi inglesi bastardi. Hanno preso il nostro carbone, la nostra acqua, il nostro acciaio. Comprano le nostre case per viverci due settimane ogni dodici mesi. Che cosa ci hanno dato in cambio? Assolutamente nulla. Siamo stati espropriati, derubati, controllati e puniti dagli inglesi. E noi giochiamo contro di loro questo pomeriggio.- Phil Bennett, capitano del Galles, spogliatoi dell’Arms Park, 5 marzo 1977
Tanto di cappello
WA_Cri_Memo2026-07-27T17:21:24+02:00La competitività e l’agonismo sono il sale dello sport, ma spesso è ciò che si chiama fair play a farsi scuola di vita. Ed è proprio all’essenza dello spirito sportivo che è dedicato questo libro: dalle incredibili storie di cavalleria a Berlino ’36 alla curiosa vicenda del bullone di Monti, dai gesti inaspettati che hanno fatto onore ai “cattivi” Di Canio, De Rossi e Bielsa alla nobiltà d’animo di Coppi, Phelps, Mihajlovic e Sinner, dal sostegno reciproco fra Nikki Hamblin e Abbey D’Agostino nei 5000 metri a Rio 2016 al gesto di grande umanità del ciclista Vingegaard, che aspetta il rivale Pogacar dopo una caduta e ci regala l’immagine più forte e positiva dell’edizione 2022 del Tour de France. Una carrellata che fa nascere tante domande intorno al concetto di sportività: è giusto fermarsi se si vince con troppo margine? Gemellaggi, minuto di raccoglimento, mancate esultanze degli ex sono segni di rispetto o atti di ipocrisia? E il fair play finanziario è una barriera per i troppo furbi o una furbata per gabbare gli allocchi? Le risposte, mai banali o scontate, le troveremo tutte in questo bel saggio di Maurizio Targa, un’esplorazione del mondo dell’etica sportiva in cui scopriremo aspetti delle nostre passioni (di spettatori e di praticanti) che forse non sospettavamo di coltivare.
Sull’Argentina non tramonta mai il sole
WA_Cri_Memo2026-07-27T17:15:14+02:00Sull’Argentina non tramonta mai il sole è un libro che parte dal calcio, ma va molto oltre il calcio. È un racconto di sogni, passioni, speranze e paure che appartengono non ai campioni celebri, ma agli argentini comuni, agli argentini del pueblo. Tra queste pagine scorrono storie di ribellione e di fuga negli anni della dittatura, di famiglie spezzate e di radici lontane, ma anche di amori, di legami ritrovati, di sacrifici compiuti per la felicità di una figlia o per inseguire — o abbandonare — un sogno. Ci sono vite segnate dalla stabilità e altre dal continuo cambiamento, mestieri antichi e professioni moderne, lavori legati alla musica, al cibo, alla memoria e all’innovazione. Il calcio attraversa molte di queste storie: c’è chi lo conosce in ogni dettaglio e chi ha pedalato per migliaia di chilometri per seguire la Nazionale, ma anche chi lo ignora e ama altri sport. Le vicende si muovono tra tutte le regioni italiane e arrivano fino in Argentina, la terra d’origine. Sono trentasei storie, come i trentasei anni di attesa per tornare a festeggiare un Mondiale. E, nelle ultime pagine, una serie di interviste a sportivi ed ex calciatori famosi, dove ancora una volta il calcio diventa un pretesto per raccontare uomini e vite. Sull’Argentina non tramonta mai il sole è un mosaico di frammenti uniti da una lingua, una cultura e una passione condivise. Un libro che parla di vita. La vita degli argentini.
Quello che la strada non dice
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:57:50+02:00Alan e Giorgio sono il volto e l’anima della più grande community di ciclismo in Italia: due riferimenti assoluti per ogni appassionato cicloamatore. Con il loro lavoro hanno saputo creare un immaginario e un linguaggio nuovi, riconoscibili, condivisi e adottati da un pubblico sempre più ampio di amanti della bicicletta. Entrambi figli della strada e della fatica, nati e cresciuti pedalando, hanno attraversato tutto il percorso del ciclista agonista: dalle categorie giovanili al professionismo, correndo accanto ad alcuni dei più grandi interpreti della loro epoca. Dopo il ritiro, hanno saputo costruire una seconda carriera, trasformando la passione di una vita in quello che, per molti, è semplicemente il lavoro dei sogni. Sembra tutto facile, tutto lineare. Ma nel ciclismo, si sa, non è mai tutta discesa. Questo libro racconta il dietro le quinte: quello che non si vede e che la fotografia di due sportivi di successo non riesce a restituire fino in fondo. I dubbi, la fatica, il dolore, le rinunce, ma anche la speranza, la perseveranza e la convinzione profonda di potercela fare. Dentro queste pagine si incontra un mondo popolato da figure irresistibili e spesso sorprendenti: direttori sportivi alla Full Metal Jacket, atleti adulti incapaci di farsi una lavatrice, compagni di strada e di vita, mentori e avversari. E poi l’ossessione del peso, le urla strozzate in gola, le urla di dolore e quelle di vittoria, biciclette prese in ostaggio, corse indiane tra polvere e mucche sacre, ristoratori romagnoli di stanza in Giappone, le meraviglie della Z2 e quella forma di saggezza che solo la strada sa insegnare. Ne emerge un racconto ad ampio raggio: un’istantanea viva, ironica e profonda di un mondo di cui spesso si conosce soltanto il riflesso, ma di cui qui si coglie il senso più autentico." Provare fino alla fine. Perché nel ciclismo, come nella vita, non bisogna mai dire mai. E perché, come direbbe Brambo, «le salite dure non esistono, esistono solo rapporti sbagliati
Quarti di gloria
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:51:27+02:00Cosa significa arrivare quarti? Che impatto ha sulla vita di uno sportivo essere rimasto fuori dal podio per un soffio, un decimo di secondo, un centimetro, un gol mancato? Come sarebbe cambiato il suo destino se avesse tagliato il traguardo appena un millesimo di secondo prima? Eppure, c’è anche l’altra faccia della medaglia: quel quarto posto può diventare scintilla, spinta, rinascita. Perché a volte è proprio da lì, da una sconfitta bruciante, che nasce la determinazione di un futuro campione. “Quarti di gloria” racconta sedici storie straordinarie di atlete e atleti che, arrivati a un passo dal podio, hanno trasformato un (in)successo in forza, orgoglio e rivincita. Un tributo a quei piazzamenti che il Presidente della Repubblica e il Presidente del CONI non hanno esitato a celebrare come simbolo di grandezza. Solo all’Olimpiade di Parigi 2024, l’Italia ne ha collezionati ben 20, primato in una singola edizione. Per la prima volta, quei “quarti posti” — spesso dimenticati — diventano protagonisti di un libro. Da Ivano Camozzi, quarto ai Giochi olimpici invernali di Calgary 1988, a Nadia Battocletti, che a Parigi 2024 è stata per pochi istanti terza nei Cinquemila prima di tornare quarta per un ricorso accolto. Dai Mondiali di calcio del 1978, con l’Italia quarta in Argentina prima del trionfo dell’82, a Vanessa Ferrari, due volte quarta alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, prima dell’argento di Tokyo 2020, quando tutto sembrava ormai finito. E ancora: Federica Pellegrini, Tania Cagnotto, Novak Djokovic. Nomi che non raccontano solo medaglie e numeri, ma storie di gloria.
Patagonia
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:41:03+02:00Dopo un grave infortunio e la perdita improvvisa del padre, Federico maestro di sci, atleta e alpinista estremo decide di inseguire un sogno rimasto sospeso: una spedizione di sci estremo in Patagonia, alla ricerca di linee vergini tra i venti e le montagne più selvagge del pianeta. Quello che nasce come un viaggio di conquista si trasforma presto in un viaggio di rinascita, una ricerca di senso tra dolore, resistenza e libertà. Dalle prime pagine, segnate dalla ferita fisica e affettiva, fino alle descrizioni vive delle tempeste patagoniche, il racconto mescola avventura e introspezione, montagna e umanità. Ogni capitolo intreccia il gesto tecnico dello sci estremo con la riflessione esistenziale di chi impara a convivere con la perdita, con il limite e con la forza indomabile della natura.
Noi siamo i briganti
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:36:39+02:00La storia di sport e riscatto dei Briganti di Librino «In mezzo a quei palazzi segnati da crepe e graffiti e a quelle strade il cui asfalto era rovinato dal tempo, ci avevano detto che non ce l’avremmo mai fatta. Che non avremmo mai potuto giocare a rugby, un gioco di forza, coraggio e rispetto. Loro, i miei ragazzi, avevano ascoltato quelle parole e, per un attimo, ci avevano creduto. Ma io no. Ho sempre pensato che ciascuno possa scrivere il proprio destino, indipendentemente dal luogo in cui è nato.» Questa è solo una delle tante lezioni che il rugby insegna a Marco, nato e cresciuto a Librino, un quartiere di Catania dove i palazzi alti e rovinati, il disagio sociale e l’assenza di prospettive dilagano da sempre. Ma per fortuna non c’è solo questo, perché proprio lì, tra la polvere di un parcheggio qualsiasi, Franco e Paolo, due allenatori caparbi e coraggiosi, danno vita ai Briganti, una squadra di rugby formata dai ragazzi della zona. Nessuno crede in loro: come potrebbero mai dei ragazzi cresciuti in quella parte di mondo riuscire a combinare qualcosa di buono? Ma loro non mollano, mai. E anche se la sua mamma non c’è più e non può aiutarlo, Marco sente un fuoco dentro, di riscatto e fiducia nel futuro e ancora di più nei suoi compagni di squadra, sempre pronti a lottare insieme, a conquistare la meta successiva, e soprattutto a rialzarsi, quando si cade.
Nel cuore dei campioni
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:31:39+02:00Come ricostruire una vita nuova dopo la diagnosi di una cardiopatia? È una delle sfide più difficili che ci si possa trovare ad affrontare da sportivi e non solo. E lo sport potrà mai tornare a far parte di quelle vite, spezzate nelle proprie ambizioni? O sarà un addio definitivo? Otto atleti raccontano il loro percorso, da una vita dedicata allo sport ad una vita dove lo sport li ha “traditi”, da compagno a nemico, da tutto a nulla, ognuno con il loro finale, in un viaggio nel cuore dei campioni.
Lo sport e la Costituzione Italiana
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:28:03+02:00«Il “sistema sport Italia” è complesso e richiede ordine e sinergie dettate da norme e principi. L’eterogeneità delle attività svolte, dei soggetti coinvolti e spesso degli interessi in gioco, deve trovare il suo amalgama nelle finalità della Carta olimpica e oggi dagli obiettivi contemplati dall’articolo 33 della Costituzione italiana. Oggi, la nostra Costituzione orienta anche il mondo sportivo italiano come un faro illumina l’approdo di una nave nel porto. Non so se sia sufficiente seguire quella luce ma sicuramente essa traccia un sicuro sentiero navigabile che dirige, verso il futuro, il movimento sportivo italiano.»
La bomba
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:20:46+02:00La leggenda di «tomba la bomba», il più grande sciatore italiano di sempre. Debordante, incontenibile, esagerato per la fisicità e i distacchi che infliggeva agli avversari nelle sue specialità, lo slalom e il gigante, Alberto Tomba è stato per certi versi il più grande atleta italiano del secolo scorso. E come tutti i più grandi, ha indotto (o costretto) a cambiare il mondo che lo circondava: dallo sci, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, trascinato dai suoi eccezionali trionfi, ha vissuto un’epoca di enorme e imprevista popolarità, fino al rapporto – sempre complicato, sempre conflittuale – tra l’Italia e i suoi figli migliori, un’Italia stravolta dalla vitalità di questo allegro ragazzone di città, alieno a un mondo di montanari silenziosi. Uno sciatore che con il suo rumore – e con i suoi successi, tra cui spiccano le cinque medaglie olimpiche e una Coppa del Mondo assoluta – ha interrotto persino il rito nazionalpopolare per eccellenza, la finale del Festival di Sanremo. Giuseppe Pastore, con il suo stile inconfondibile e un ritmo mozzafiato, racconta la leggenda di Tomba la Bomba, un’icona dello sport italiano, anzi un campione che è diventato più grande dello sci stesso e ha marcato come pochi altri l’immaginario dell’ultimo quarto del Novecento.
Jannik Sinner 8 kilometri
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:14:57+02:00Il percorso di Jannik Sinner si rivela per ciò che davvero è: non soltanto l’ascesa di un fuoriclasse, ma la storia profonda di una formazione, di una disciplina, di una vocazione coltivata con rigore fin dagli anni più acerbi. Prima dei trionfi, prima del clamore e dei record, ci sono stati il lavoro quotidiano, la misura dei gesti, il peso delle rinunce, la tenacia silenziosa di chi ha saputo credere in un progetto di vita oltre che sportivo. Attorno a lui, una famiglia presente e determinata, capace di accompagnarne il talento senza mai sottrarlo alla fatica necessaria per farlo maturare. È in questa trama di dedizione, sostegno e sacrificio che prende forma una parabola eccezionale, destinata a superare i confini del campo da gioco per diventare racconto esemplare di crescita, identità e ambizione. Quella di Jannik Sinner è così una vicenda che parla di talento e disciplina, di radici solide e orizzonti vastissimi, di un ragazzo che, passo dopo passo, ha trasformato una promessa in una presenza dominante del tennis mondiale. Il ritratto di un campione, ma prima ancora di un destino costruito con pazienza e assoluta fedeltà al proprio sogno.
Il maestro
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:06:28+02:00Chi li avrebbe presi, tirati via dalla strada, accompagnati in un luogo sicuro che gli avrebbe cambiato la vita, portati a conoscere uno sport durissimo e dal fascino inesauribile: chi, se non ci avesse pensato “U’maestr” Lucio Zurlo? Arriva nelle librerie e sulle principali piattaforme Il Maestro – Vita, opere e cazzotti di Lucio Zurlo, gentiluomo, e della Boxe Vesuviana, scritto dal giornalista lucano Antonio Lamorte ed edito da Graus Edizioni. Un romanzo che ripercorre i 60 anni di storia della “Boxe Vesuviana”, fondata dal mitico “U’maestr” nella Provolera, rione popolare di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, inizialmente in un locale abbandonato. Dal primo atleta qualificatosi alle Olimpiadi di Monaco 1972, Ernesto Bergamasco, alla medaglia di bronzo ai Giochi di Tokyo nel 2021 con Irma Testa, il libro attraversa la storia di una città e racconta la parabola di un luogo diventato punto riferimento non solo a livello sportivo ma anche formativo per una comunità. Fin dagli esordi è stato riconosciuto infatti da media e istituzioni il ruolo sociale ed educativo della “Boxe Vesuviana”. Alcuni di questi ragazzi sono diventati campioni: come ad esempio Biagio Zurlo, figlio del maestro stesso, a fine anni ’80 campione italiano dei pesi welter e oggi consigliere della Federazione Pugilistica Italiana (FPI) e responsabile dell'area tecnica della Nazionale; o Pietro Aurino, secondo molti osservatori il talento più cristallino della boxe italiana negli anni ’90, atleta olimpico ad Atlanta 1996 e campione europeo professionista dei pesi massimi leggeri, inghiottito dalla stessa realtà difficile che la “Boxe Vesuviana” aveva sempre contrastato. Una storia che continua fino ai giorni nostri, con la palestra che continua a sfornare talenti sotto la guida degli ex campioni Gaetano Nespro, Pasquale Perna, Alfonso Pinto e Salvatore Annunziata. E sotto lo sguardo tutt’ora vispo e attento del maestro Zurlo.
Il club dei piedi buoni
WA_Cri_Memo2026-07-27T16:00:04+02:00«Il calcio, nonostante tutto, resta uno dei linguaggi più universali che conosciamo. Un racconto capace di unire generazioni diverse, culture lontane, persone che magari non condividono nulla, tranne i novanta minuti col fiato sospeso tifare per la propria squadra del cuore. E proprio da questa scintilla nasce Il club dei piedi buoni. Riscoprire campioni, partite e aneddoti non serve solo a esercitare la memoria o mettere alla prova la cultura calcistica: significa ricordarci chi siamo stati e, in fondo, chi siamo ancora oggi». Pierluigi Pardo Quiz, enigmi e sfide da bar sport; maglie da riconoscere, soprannomi leggendari, vecchie schedine da decifrare, e poi ancora citazioni storiche, ricordi da veri intenditori e trabocchetti per chi crede di non sbagliarne una… Il club dei piedi buoni è perfetto da sfogliare sul divano durante l’intervallo, da compilare in spiaggia in compagnia degli amici, oppure da tenere sul tavolino del soggiorno per le serate pigre in cui si finisce sempre a parlare di rigori dubbissimi e azioni impossibili.
Fausto, il mio Coppi
WA_Cri_Memo2026-07-27T15:53:30+02:00Il ciclismo è una grande storia d’amore, come quella tra Bruna Ciampolini e Fausto Coppi, raccontata in queste pagine tratte dal diario intimo della moglie del Campionissimo. Un amore appassionato segnato da gloria e tragedia. Con tanto di abbandono che oggi non farebbe neanche parlare, allora fu scandalo. Franco Rota, giornalista e confidente di Coppi, il portavoce, raccolse lo sfogo della Signora Bruna. Oggi Luciana Rota lo riporta invita in un romanzo che intreccia mito e sentimento, memoria e passione. Un racconto umano e familiare, dove la bicicletta è testimone di un amore eterno.
Crime & Motorsport
WA_Cri_Memo2026-07-27T15:35:33+02:00Storie di corse e di vita al limite. Anzi, oltre. Andando a bucare contemporaneamente il confine che separa il rischio dalla vita di tutti i giorni, al volante di una macchina da corsa, esagerando o, in certi casi, trovandosi costretti a esagerare, ponendo in essere comportamenti penalmente rilevanti. Molto rilevanti. Come? In tanti modi. Perfino commettendo reati di mafia o dando vita a quella che tanti definiscono la rapina del secolo, ovvero finendo legati in modo del tutto involontario a uno dei più clamorosi episodi di cannibalismo della cronaca moderna. Oppure trionfando alla 24 Ore di Le Mans grazie a un budget raccolto con lo spaccio di marijuana, fino ad arrivare addirittura a Pablo Escobar, a tempo perso pilota provetto. E poi, eccoci sui campi di gara dei Gran Premi, toccando il caso della Tyrrell del 1984, con la più clamorosa truffa sportiva mai architettata in Formula 1, che porterà alla pena più severa di tutte: l’esclusione di un team da un intero Campionato. Ma la lista dei fatti e dei misfatti contempla anche il rapimento di Juan Manuel Fangio, quello del gioielliere Gianni Bulgari, le imprese del celebre poliziotto Armando Spatafora, sempre alle costole di banditi e malviventi per le strade di Roma, al volante della sua Ferrari 260 GT 2+2, o ancora le incursioni nel modo dei rally, in veste di piloti, di “illustri” e storici capi mafia. Questi sono alcuni dei racconti che costituiscono l’ossatura di questo libro realmente diverso, capace di frugare nel lato più oscuro del Motorsport da dove riaffiorano storie e personaggi al limite dell’incredibile, capaci di tingere di noir il mondo delle corse. A “pescare nel torbido” sono Andrea Cordovani, Direttore di Autosprint, e Mario Donnini, giornalista del medesimo settimanale da corsa e scrittore.
Bruno Giacomelli
WA_Cri_Memo2026-07-27T15:30:35+02:00Bruno Giacomelli è uno dei piloti più amati dei favolosi Anni ’70 e ’80 della F.1. Con 69 Gp all’attivo e un podio a Las Vegas 1981, è sinonimo di Alfa Romeo, grazie a una favolosa pole a Watkins Glen 1980 e un Gp Usa East vissuto da protagonista, fino allo sfortunatissimo ritiro per un problema tecnico, quando aveva staccato tutti i big della F.1, doppiando le Ferrari di Scheckter e Villeneuve. Ma Bruno, come suggerisce il nostalgico titolo della sua autobiografia, scritta col giornalista Mario Donnini, dai britannici è stato affettuosamente soprannominato “Jack O’Malley”, dai tempi della militanza in F.1 con la McLaren, a sottendere la stima di cui il pilota di Roncadelle ha sempre goduto, in terra d’Albione. Anche per la sua decisione di stabilirsi in Inghilterra, alla metà degli Anni ’70, divenendo il pilota più supportato da Robin Herd, patron della March, con la quale dominerà la F.2 europea nella fatata stagione 1978. F.1, F.2, F.3, Formula IndyCar, Mondiale Prototipi, Indy 500, Le Mans... Bruno ha assaggiato di tutto, in carriera, nell’era d’oro. E quindi il suo racconto colorito, sincero e rivelatore di una vita nelle corse è un viaggio stupendo all'interno di un mondo caldo e rimpianto da tutti gli appassionati duri e puri.
Ci chiamavano sciacalli
WA_Cri_Memo2026-07-27T15:23:00+02:00Tra sogni e contratti, figurine e trattative miliardarie, Carlo Pallavicino racconta in prima persona la sua incredibile avventura nel mondo del pallone, da ragazzino incantato davanti al tabellone del Totocalcio fino a diventare uno dei più noti procuratori italiani. Un viaggio affettuoso e senza filtri dentro la passione viscerale per il calcio, tra stadi, saloni d’albergo e incontri leggendari, da Careca a Donadoni, fino a Ronaldo. Con uno stile ironico, struggente e sincero, Pallavicino restituisce il ritratto di uno sport che è stato poesia, infanzia, appartenenza, gettando allo stesso tempo uno sguardo lucido e disincantato sul mestiere del procuratore: figura spesso fraintesa, in bilico tra il romanticismo dell’attaccamento ai giocatori e le leggi spietate del mercato. Un libro che è insieme racconto di formazione, diario privato e dichiarazione d’amore per quel calcio che, nonostante tutto tra avidità e tradimenti della maglia sa ancora emozionare.
Ago Una vita da campione
WA_Cri_Memo2026-07-27T15:16:40+02:00La Leggenda del motociclismo si racconta come non ha mai fatto prima: dalle vicende sportive a quelle personali: il rapporto con i genitori, i fratelli; l’amicizia e la rivalità con i piloti. Agostini è il più grande motociclista di tutti i tempi: ha conquistato 15 titoli mondiali e 18 titoli nazionali vincendo in carriera 313 corse. 313 vittorie in sella alla Moto Morini, MV Agusta e Yamaha; nel ricchissimo almares spiccano 123 successi mondiali e 10 Tourist Trophy. Giacomo Agostini, campione di motociclismo degli anni Sessanta e Settanta, racconta la sua vita, dall’infanzia in Val Camonica con i primi giri in sella al ciclomotore ‘Aquilotto’, alle prime gimkane dove dimostra da subito bravura e maestria. Un equivoco risolto nelle stanze di un notaio amico di famiglia, gli spalanca la possibilità di correre in pista, antipasto di una luminosa quanto inavvicinabile carriera, con la conquista di 15 titoli Mondiali e 18 Nazionali, e un totale di 313 vittorie. Ai trionfi di pilota, si sommano quelli di team manager, portando alla casa giapponese ancora tre Mondiali ‘piloti’ e tre ‘costruttori’. All’apice del successo viene chiamato da grandi registi per tentare anche la carriera di attore. Ora si divide tra la sua attività di imprenditore in campo edile a quella di Leggenda del Motociclismo.
2006 – Il mondiale dell’orgoglio
WA_Cri_Memo2026-07-27T14:48:18+02:00Il Mondiale 2006 arriva in un’epoca carica di tensioni: l’Europa è scossa dagli attentati terroristici e in Italia si consuma un cambio di governo deciso per poche migliaia di voti. Nel frattempo la Nazionale riparte da Marcello Lippi, tecnico carismatico reduce dai successi con la Juventus. La qualificazione al Mondiale è rapida, pulita, quasi liberatoria. Ma a un mese dal via deflagra Calciopoli e tutto si ribalta: dirigenti, arbitri, vertici federali coinvolti, il presidente Carraro costretto alle dimissioni. Con questo fardello la squadra vola in Germania, trovando a Duisburg un muro di tifo azzurro pronto a vivere il Mondiale come un riscatto nazionale. la strada per la finale passa per la lunga squalifica di De Rossi e il rigore glaciale di Totti contro l’Australia. E poi la notte di Dortmund: la Germania è favorita, gioca in casa, la stampa locale sbeffeggia gli azzurri. Ma la Nazionale di Lippi risponde sul campo: 2-0 ai supplementari, un altro capitolo nella storia delle “bestie nere”. La finale con la Francia è una partita di nervi. Zidane segna un rigore beffardo di cucchiaio, Materazzi pareggia e poi diventa protagonista involontario: una testata di Zidane lo manda fuori dal gioco e cambia il destino della finale. Si va ai rigori. L’Italia è implacabile: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso non sbagliano. Trezeguet, invece, colpisce la traversa. È finita. L’Italia è campione del mondo per la quarta volta.
50 Anni da Felice
WA_Cri_Memo2026-07-27T13:15:18+02:00Il 12 giugno 1976 Felice Gimondi corona l'ultima impresa della sua straordinaria carriera: a quasi trentaquattro anni e contro ogni pronostico, vince il suo terzo Giro d'Italia, resistendo agli attacchi del belga Johan de Muynck e del campione in carica Fausto Bertoglio. A mezzo secolo di distanza, 50 anni da Felice celebra quel trionfo con un viaggio di ventidue tappe e oltre quattromila chilometri lungo lo Stivale, dalla Sicilia alla Lombardia, attraverso le cime degli Appennini e delle Alpi. Il declino del rivale di sempre, il Cannibale Eddy Merckx, l'ascesa del giovane Francesco Moser, la tragedia dello spagnolo Santisteban e le curiosità legate ai luoghi toccati dal percorso fanno da corollario al racconto di quell'epica edizione della corsa rosa, rievocata da Massimiliano Muraro anche in una dimensione privata e autobiografica attraverso tre lettere ideali indirizzate al suo eroe del futuro. Il volume si chiude con la postfazione di Norma Gimondi, figlia del campione.
C’era una volta l’NBA
WA_Cri_Memo2026-06-16T12:17:05+02:00La parabola della pallacanestro americana secondo uno dei giornalisti più irriverenti e rispettati del mondo sportivo. Una riflessione su come il basket americano abbia scelto, per convenienza, marketing e denaro, una strada legata quasi esclusivamente alla potenza e all’atletismo a discapito di gioco di squadra, tecnica, creatività. Un amore, quello di Sergio, per l’NBA a un certo punto tradito da altre logiche, da dinamiche di spettacolo, lontane da quello che lui considera pallacanestro. Il racconto dei leggendari Michael Jordan, Larry Bird, Magic Johnson, ma anche il razzismo, Malcolm X, il marketing, la fisicità che soffoca la tecnica in un gioco che non riesce più a riconoscere.
Le donne di Cortina 1956
WA_Cri_Memo2026-06-16T12:13:05+02:00Grazie a uno scrupoloso lavoro di ricerca, Antonella Stelitano e Adriana Balzarini offrono un racconto inedito dei Giochi Olimpici invernali di Cortina 1956, attraverso la narrazione delle donne che a vario titolo parteciparono a quell’evento. Erano poche, ma erano presenti non solo come atlete. Sono donne di cui non si è scritto molto allora e neanche dopo. Per questo, alla vigilia del ritorno dei Giochi Olimpici nella conca ampezzana, sembrava giusto ricordare anche loro. Ci sono donne giudice di gara, capo delegazione, allenatrici. C’è una tedofora che accompagna il viaggio della fiaccola sui pattini, una donna speaker, le giornaliste.
I 4 Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura e lo sport di Repubblica
WA_Cri_Memo2026-06-16T12:10:07+02:00Per una curiosa congiuntura della storia e del giornalismo, ma non per caso, Gianni Brera, Gianni Clerici, Gianni Minà e Gianni Mura si ritrovano a lavorare nello stesso giornale negli anni Ottanta, quando non esistono gli smartphone e le partite si giocano solo la domenica. In una Repubblica nata senza sport, portano sulle pagine il loro stile, il loro modo di raccontare i Campioni, i gregari, la vita. E migliaia di lettori. Questa è la storia, sul filo della nostalgia, di uno che li ha visti da vicino e si è sempre sentito al sicuro all’ombra di alberi giganti.
Grazia
WA_Cri_Memo2026-06-16T12:05:51+02:00Milano, 1938. Grazia Barcellona ha nove anni quando scopre che si può volare sui pattini. In un Paese che vuole corpi obbedienti e perfetti, impara a cercare la sua «linea giusta» al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi, guidata dallo zio Ettore - scultore, antifascista - e da un talento che cresce senza che nessuno l’avesse previsto. Tra gli allenamenti severi del maestro Burghardt e l’amicizia complicata con Carlo Fassi, suo compagno nella gara a coppie, Grazia comincia a gareggiare nell’Italia del Ventennio, una piccola campionessa perfetta nella sua divisa, impettita nel saluto romano. Poi, quando la guerra inghiotte l’Italia e le bombe colpiscono il Palazzo, deve affrontare una vita sospesa, da sfollata, e infine un rientro a Milano traumatico: la città è devastata, il suo fisico debilitato, il morale a terra.
Solo io posso scrivere di te
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:39:41+02:00Nella Tribuna dello stadio di Torino, l’Avvocato Agnelli, Giampiero Boniperti e i loro illustri vicini seguivano la partita in composto silenzio, ma la loro concentrazione veniva sistematicamente interrotta dal grido proveniente da una poltroncina accanto alla loro: «Totò goool!». La voce era quella di una bambina di quasi due anni che guardava giocare suo padre e lo incitava a ogni azione, anche se il pallone era lontano. In fondo a lei, di quel pallone, non è mai importato nulla. Totò è stato Schillaci per tutti, ma per lei era ed è solo «papà». Con quella stessa voce, genuina, onesta, for te e profonda, Jessica Schillaci ci racconta di quel Totò che nessun altro ha conosciuto come lei, nella sua intimità, nella fragilità e nella paura dei suoi ultimi giorni in ospedale. Totò è stato un calciatore, un uomo e un padre, ma se del campione, delle notti magiche e di quegli occhi spiritati che hanno fatto il giro del mondo sappiamo tutto, dell’uomo e, soprattutto, del padre solo sua figlia può dirci chi era davvero. Perché lei, in quegli occhi, ci è stata e ci ha vissuto. Fino al momento in cui li ha chiusi.
Prima di vincere
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:36:06+02:00Prima di vincere racconta il cambiamento silenzioso e potente che ha trasformato l’atletica italiana. Eppure solo pochi anni fa si faceva fatica ad arrivare sul podio e addirittura in finale nelle gare che contano. Che cosa è successo, per ribaltare la situazione in modo così evidente? Niente di clamoroso e molte cose speciali: i Giochi Olimpici di Tokyo nel 2021 hanno segnato un punto di svolta, ma la storia comincia da lontano tra campi di periferia, allenatori visionari e scelte coraggiose. Andrea Schiavon esplora la rinascita azzurra fatta di metodo ed errori, di corpi da costruire e ricostruire, di dinastie familiari e distacchi. Battocletti, Crippa, Dosso, Fabbri, Fantini, Furlani, Iapichino, Jacobs, La Torre, Osakue, Palmisano, Stano e Tamberi sono solo alcuni dei volti che attraversano queste pagine e che ci aiutano a capire l’Italia che siamo e quella che vorremmo essere.
Triplete!
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:31:22+02:00Dopo anni di delusioni, di vittorie mancate, di eliminazioni sofferte, di polemiche e di rimpianti, nella stagione 2009-2010 l’Inter conquista tutti i trofei più prestigiosi, fino a cogliere un primato irreversibile: la sola squadra di Serie A mai stata in B diventa anche la prima ad aver vinto nello stesso anno scudetto, Champions League e Coppa Italia. Lo storico Triplete sembra poter placare un’ossessione antica, e portare a compimento la «Moratteide», consegnando ai tifosi la scena madre in cui il presidente Massimo Moratti si divincola affettuosamente dallo spettro carissimo del padre Angelo, geniale petroliere e artefice della Grande Inter degli anni Sessanta.
Rosso volante
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:26:24+02:00«Rosso» per il colore dei capelli, «volante» perché nessuno come lui sa sfrecciare sulla neve: è nientemeno che Gianni Brera ad attribuire questo soprannome a Eugenio Monti, nato a Dobbiaco nel 1928 e cresciuto nella bellezza delle Dolomiti e nell’atmosfera ottimista e affaccendata del boom economico. Eugenio va veloce: in moto, in auto, con gli amici, con le ragazze. E sugli sci, il suo primo amore: a ventidue anni riesce a battere il grande campione Zeno Colò. Niente sembra poterlo fermare, fino a che il sogno di una carriera da sciatore viene spezzato da due gravi infortuni ai legamenti. Rassegnarsi? No: continuare a correre. Complice una serata galeotta tra le osterie delle sue montagne, nasce Rosso Volante, la leggenda del bob. Che all’epoca è uno sport duro, da pionieri: sono in molti a infortunarsi prima del traguardo, e sulle piste si muore.
Due vite
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:22:17+02:00Ninna Quario non ha mai odiato lo sci e men che meno ha odiato i suoi genitori che glielo hanno fatto scoprire quando aveva tre anni. Sua figlia Federica Brignone è stata ancora più precoce, le prime curve le ha fatte già prima di nascere e anche per lei è stato subito amore. A un anno e mezzo zampettava sulla neve su due assi di plastica e da allora non ha mai smesso di divertirsi inventando curve sempre più veloci e ringraziando ogni giorno chi l’ha aiutata e ancora l’aiuta a coltivare la sua passione e i suoi sogni sulle piste di tutto il mondo. Due vite è il riflesso di questa passione, di questo amore per lo sci e per lo sport in generale. È un inno alla vita e, in una società dominata dalle cattive notizie, vuole trasmettere un messaggio positivo raccontando storie piene di entusiasmo, dinamismo ed energia.
Rugby underground
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:18:00+02:00Milano, zona vecchia Fiera campionaria, metà anni Settanta. L’inagibile scantinato di un elettrauto si trasforma in una cantina, o in un salotto, o in un circolo anche se rettangolare o forse in un’osteria, in un dopolavoro per disoccupati, in una biblioteca, in un presidio di resistenza umana. Insomma, in un rugby club. L’unico rugby club al mondo che disputa esclusivamente il terzo tempo. Un terzo tempo rituale o anarchico, organizzato o improvvisato, ripetuto migliaia di volte nella cantina di Gabriele Cabrio detto Lele, elettrauto ovale in tutti i sensi. Qui ognuno dice liberamente la sua, narrazioni e battute, avverbi e proverbi, storie e geografie,
Facce piene di pugni
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:14:23+02:00Facce piene di pugni, storie non solo di ring raccoglie le interviste realizzate da Gianni Minà ai pugili nell’America degli anni Settanta, quando la boxe era già diventata uno sport mediatico grazie all’avvento della televisione. Minà, per il Tg2 della Rai seguiva, dall’inizio, l’avventura umana e sportiva non solo del “mito americano con la faccia nera”, Cassius Clay-Muhammad Ali, ma anche gli eroi che hanno dato vita, tra i tanti raccontati, al pugilato: da Jack Johnson a Joe Louis; da Max Schmeling a Primo Carnera; da Jack La Motta e Rocky Graziano a Joey Maxim; da Rocky Marciano a Ray “Sugar” Robinson e Carmen Basilio; da Duilio Loi a Julio César Chávez; da Carlos Monzón, Emile Griffith, Marvin Hagler fino alla nostra gloria nazionale, Nino Benvenuti.
La nazionale italiana
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:06:01+02:00Nel cuore di ogni italiano pulsa il battito del pallone. In ogni piazza, davanti a ogni televisore acceso, si intrecciano sogni, rabbia, lacrime e gioia. Quattro volte campione del mondo. Due finalista. E altre due semifinalista. I numeri fanno dell’Italia una delle grandi potenze del calcio, gloriosa per tradizione, forgiatasi lungo un cammino che attraversa epoche, generazioni e mutamenti storici, segnando indelebilmente la memoria collettiva del nostro Paese. Dai trionfi dell’anteguerra targati Vittorio Pozzo e Peppin Meazza, il più grande calciatore italiano di tutti i tempi, alle notti roventi del Mundial spagnolo, quando l'urlo liberatorio di Marco Tardelli entrò nella leggenda, sino alla resurrezione di Berlino 2006, con Fabio Grosso inaspettato deus ex machina della spedizione tedesca.
Ghedo
WA_Cri_Memo2026-06-16T01:00:44+02:00La velocità nell’anima, che sia sugli sci o al volante delle macchine da corsa in pista poco conta. È vitale. Tredici vittorie in Coppa del Mondo, trentatré podi, tre medaglie mondiali, quelle olimpiche il suo tallone d’Achille; almeno fino all’avvento sulla scena di Dominik Paris, Kristian Ghedina è stato il più forte discesista che l’Italia abbia mai potuto mettere in pista dagli epici tempi di Zeno Colò. E tuttora ha un posto tutto suo tra i grandi dello sci alpino. Una storia che è il romanzo di una vita segnata dal dolore per la tragica scomparsa della madre quando aveva appena quindici anni e di una carriera divisa in due, prima e dopo l’incidente in macchina del 1991 in cui rischiò seriamente lui stesso di perderla, la vita. Ha vinto e ha perso, è caduto e si è rialzato: sempre con il sorriso. «Per me la vittoria più bella è essere quello che sono» dice. Kristian Ghedina è stato, ed è tuttora, il campione della gente; è pop, inteso come “popolare” nella più pura accezione del termine. In una parola dici “Ghedo” e respiri empatia. Un esempio di cosa debba essere un campione vero.
Ho sfiorato il cielo
WA_Cri_Memo2026-06-15T18:08:30+02:00Dai trionfi con la mitica Valanga Azzurra, che ha segnato la storia dello sci mondiale, agli incubi di un colpo di pistola al volto dal quale è miracolosamente scampato. Ho sfiorato il cielo è la straordinaria storia di Paolo De Chiesa, lo slalomista che ha infiammato gli appassionati di sci, in cui racconta la sua vita, gli affetti e gli esordi sulla neve, rivelando un fatto drammatico taciuto finora: "Ero nel pieno delle mie forze, avevo 22 anni e andavo fortissimo. Salvo per miracolo, ho subìto pesanti conseguenze e nessuno mi ha mai chiesto scusa, nonostante abbia sempre coperto i responsabili. Ancora oggi il dolore mi tormenta". L’incrollabile tenacia e la voglia di tornare sui podi della Coppa del Mondo lo hanno fatto tornare protagonista e affrontare con successo rivali del calibro di Ingemar Stenmark o Phil Mahre.
Antiche glorie dello sport
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:31:33+02:00Lo sport italiano ci ha da sempre abituati a grandi traguardi, record abbattuti, vittorie insperate, trionfi attesi e disattesi. Eroi moderni, gli sportivi tricolore, divenuti immortali grazie alle loro grandiose gesta. Dalle leggende del calcio – Meazza, Piola, Mazzola, Baloncieri, Ferrari – ai campionissimi del ciclismo – Girardengo, Binda, Bottecchia, Guerra, Bartali e Coppi – passando per il mito della boxe Primo Carnera, i primi grandi sciatori Zeno Colò e Celina Seghi, i pionieri dell’atletica Dorando Pietri e Ondina Valla, i favolosi piloti della Formula Uno Tazio Nuvolari e Achille Varzi. Beppe Conti scrive la storia dello sport tricolore attraverso i ritratti dei più grandi campioni della prima metà del Novecento, il cosiddetto “secolo breve”, quelle antiche glorie da scoprire e riscoprire, protagoniste di imprese tanto lontane nel tempo quanto ispiratrici, oggi, per talento, dedizione e valori umani.
Il secolo di San Siro
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:26:09+02:00Il 19 settembre 1926, alla presenza di Sua Altezza Reale il Duca di Bergamo, veniva inaugurato nella periferia a nord-ovest di Milano il nuovo stadio di San Siro, così chiamato per la vicina presenza di una chiesetta, San Siro alla Vepra, edificata prima dell’anno Mille. Fortemente voluto dal presidente del Milan, l’industriale Piero Pirelli, lo stadio fu costruito in soli 13 mesi, con una capienza di 35.000 posti e la caratteristica distintiva di essere un impianto solo per il calcio, in stile inglese, senza la pista di atletica.
Fabrizio Miccoli
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:20:25+02:00Fabrizio Miccoli è stato uno dei campioni più amati del calcio italiano. Un numero 10 classico, piccolo di statura, dotato di grande tecnica e visione di gioco: un talento cristallino che non poteva continuare a correre tra i campetti polverosi vicino casa, in provincia di Lecce. E infatti arrivano presto le chiamate delle grandi, le giovanili del Milan e poi la Juventus in Serie A, passando prima per il Casarano e per la Ternana e il Perugia, eterne rivali. Il rapporto difficile con la tifoseria bianconera e con Luciano Moggi, che non smette di comprare attaccanti, lo portano prima a Firenze, poi a emigrare a Lisbona, al Benfica, e infine a trovare la sua dimensione a Palermo.
Le sere dei miracoli
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:13:39+02:00Negli anni Settanta del Novecento nella piccola Varese accade un fenomeno mai più replicato nello sport professionistico. Per dieci stagioni di fila la locale squadra di pallacanestro di proprietà di Giovanni Borghi, il capitano d’industria che con il marchio Ignis aveva segnato l’epoca del boom economico portando frigoriferi e lavatrici nelle case degli italiani, si qualifica alla finale di Coppa dei Campioni, la massima competizione continentale (oggi Eurolega). Vincendone la metà. Un’epopea sportiva che segna generazioni di ragazzini che sognano, negli anni a venire, di tirare a canestro come Bob Morse, saltare come Manuel Raga, passare il pallone come Aldo Ossola e svettare a rimbalzo come Dino Meneghin. Tutto intorno, una provincia in grande trasformazione che sta per incubare i primi vagiti di un movimento destinato a terremotare la Prima Repubblica, partendo proprio da Varese: la Lega Nord di Umberto Bossi.
Giro di pista
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:14:30+02:0015 circuiti, 265 curve, 142.449 metri d’asfalto e cemento. 15 piloti, 15 corse, 15 giornate. Come in un ideale giro di pista, Diego Alverà ci conduce in un viaggio tra i più iconici circuiti del mondo, ripercorrendo il filo che li lega indissolubilmente alle vicende di bolidi e piloti, attraverso le tante storie che si sono rincorse sui tracciati. Uno sguardo originale e illuminante sull’universo dell’automobilismo e della Formula 1 che abbraccia un secolo di velocità e rende omaggio non solo ai piloti, alle monoposto, ai prototipi e ai motori, ma anche alle idee, alle visioni e all’ostinazione di chi immaginò e costruì le curve d’asfalto.
Capolavori
WA_Cri_Memo2026-06-15T17:00:47+02:00Con un tocco morbido al pallone il ragazzino disegna una parabola sopra la testa dell’avversario, e quando la sfera riscende colpisce al volo con geometrica potenza. In quei due secondi il suo gesto sembra scomporsi nello spazio come un quadro astratto di Kandinsky: traiettorie perfette dall’esito imprevedibile, rivoluzionario. Non sa, il ragazzino, che un giorno lo incoroneranno O Rei, Il Re del calcio. L’olandese addomestica un lancio impossibile in area di rigore, si libera del difensore con una sterzata agile e infine insacca la palla in rete con un tiro che è un fascio luminoso.
Renato Copparoni
WA_Cri_Memo2025-07-21T16:22:25+02:00Scrivere di un portiere come Renato Copparoni è come rivivere le imprese del calcio “romantico” degli anni Settanta e Ottanta. Nato a San Gavino Monreale, Copparoni ha vissuto una lunga gavetta nel Cagliari, diventando nel Torino un simbolo di resilienza per poi chiudere la carriera nel Verona di Osvaldo Bagnoli. Con parate memorabili, come quelle contro Rigamonti, Pruzzo, Maradona e Vialli, ha scritto pagine di storia del calcio. Il volume ne celebra la carriera straordinaria attraverso la raccolta di oltre 30 testimonianze e le citazioni di grandi giornalisti.
Le ragazze irresistibili
WA_Cri_Memo2025-09-05T15:23:41+02:00Da un piccolo parcheggio di un quartiere francese fino a San Siro, un sogno diventato realtà. Ha avuto il coraggio di lasciare la Francia da giovanissimo per imporsi in Italia, in uno dei campionati più competitivi d’Europa. E ha vinto la sfida. La carriera di Sébastien Frey è stata ricca di gioie, intervallate da brutte cadute che però non hanno mai snaturato il suo carattere, il suo essere determinato in ogni circostanza. Dall’Inter al Verona, dal Parma fino alla strepitosa storia con la Fiorentina, dove ha indossato la fascia di capitano e ha avuto un ruolo decisivo in quella grande famiglia, per terminare al Genoa la sua splendida avventura in Italia. Carisma, leadership, umiltà: un’adolescenza dura che ha plasmato il Seba uomo prima del Seba calciatore. Una vita fatta di gioie e dolori, rapporti idilliaci e altri che hanno inciso ancora di più sul suo carattere. Sébastien, da piccolo, aveva un sogno: giocare a calcio. E lo ha fatto, diventando uno dei migliori portieri della sua generazione.
Bomber e Mister Franco
WA_Cri_Memo2025-07-21T16:12:10+02:00Fu in quel novembre del 2019 che Mister Franco, baffoni, pancione e vocione, morì all’improvviso. Infarto. Bomber, il centravanti, il più bravo dei suoi Under 14, anche se un po’ indisciplinato, aveva smesso di giocare a calcio pochi mesi prima. Si era stufato di tante cose, anche di aspettare che gli passassero il pallone laggiù in attacco. Il Mister gli aveva telefonato per convincerlo a riprendere. Era stato inutile. Quando lo avvisarono della scomparsa del Mister, il ragazzo, nel lutto condiviso sui social, sentì di appartenere ancora a quella squadra. Ai funerali indossò la vecchia tuta, che oramai gli andava piccola. Per Bomber non era morto solo un allenatore, ma un vero amico, anche se tanto diverso da lui e di quarantanove anni più grande. Sport e musica sono a pieno titolo tra i protagonisti di questo racconto. Esattamente come la squadra di calcio giovanile di Sama, paese immaginario non lontano da Roma che, però, potrebbe essere dovunque nella provincia italiana. Bomber e Mister Franco – Una partita ancora si intrufola nei rapporti fra allenatori, genitori (boomer e millennial) e giocatori-zoomer e si snoda attraverso le loro vite.
Quell’ultimo giro
WA_Cri_Memo2025-07-21T16:12:53+02:00Roberto Valentino propone una storia surreale in cui i più famosi campioni del ciclismo italiano rivivono le imprese di un’era ciclistica indimenticabile, segnata da successi e tragedie. In un viaggio tra Paradiso e terra, l’autore esplora, con arte e nostalgia, il legame tra ciclismo ed esistenza, ricordando che lo sport, con le sue sfide, è una metafora della vita che impone riflessioni profonde sui valori e i sentimenti.
4 maggio 1949: il Grande Torino a Cagliari
WA_Cri_Memo2025-07-21T16:02:07+02:00A 75 anni dalla tragedia di Superga, Mario Fadda ricostruisce gli ultimi giorni del Grande Torino, spinto da un ritrovamento inedito che rivela nuovi dettagli sulla squadra. Senza cadere nel sensazionalismo, analizza i rapidi eventi e le scelte che hanno segnato il destino del team più emblematico del Novecento sportivo italiano, il suo legame con il Cagliari e le opportunità che avrebbero potuto evitare la tragedia, il calcio come un riflesso della società italiana, con riferimenti a testi letterari, stampa coeva e passaggi storici poco noti.
Cover Il portiere di Ceaușescu
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:56:01+02:00Una storia lunga quasi quarant’anni e undici metri, la storia di quando una squadra di sconosciuti strappò il titolo più importante del calcio europeo - la Coppa dei Campioni - a una superpotenza, il Barcellona. Era la notte magica del 7 maggio 1986 quando, nello stadio di Siviglia, Helmut Duckadam, allora ventisettenne, riuscì nell’impresa di parare tutti e quattro i rigori dei giocatori catalani consentendo alla Steaua Bucarest di laurearsi campione d’Europa, prima volta per una squadra dell’Est. Una notte di felicità per un popolo che viveva con le luci spente, senza riscaldamento e con il frigorifero vuoto. Quando la Steaua rientrò in Romania, all’aeroporto 15 mila persone accolsero i giocatori e almeno altrettante scesero in strada per seguire il tragitto del pullman fino a Bucarest. Fu un fatto insolito per la Romania comunista, dove le manifestazioni spontanee di piazza erano vietate, ma il regime volle capitalizzare la vittoria. Il presidente Ceaușescu invitò la squadra a palazzo e Duckadam diventò per sempre l’eroe di Siviglia.
Senza esagerare
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:50:22+02:00Può una visita medica mettere a rischio la passione per il tennis? Può rimettere in discussione un’intera esistenza? Nel giro di un incerto mese di maggio, la prospettiva di un boomer – da un letto di ospedale – cambia radicalmente, confrontandosi con i piccoli e i grandi temi della vita. Tra diagnosi, operazioni e riabilitazioni – che svelano un universo di inaspettata umanità – si aprono continui flashback sul passato, una sorta di testamento generazionale, raccontato sempre sul filo dell’ironia. Perché non prendersi sul serio aiuta, anche nei momenti più difficili. Alla fine, quello che conta è tornare in campo. E arrivare giusti sulla palla. I mesi scorrono, inesorabili ma sfuggenti. Ognuno ha il suo temperamento. Ognuno, potenzialmente, può segnarci per sempre. Questa è la storia del mio mese numero 715, nell’anno di grazia 2024. I protagonisti? Un cuore, una racchetta e varia umanità.
La partita
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:45:37+02:00Questa è una storia di emozioni, placcaggi e strette di mano. Una storia di eterne rivincite. Rovigo-Petrarca è la Partita. Con le sue quasi duecento sfide, è senza dubbio il derby d’Italia del rugby, il match più giocato nel panorama nazionale. Padova, città solenne e accademica, contro Rovigo, realtà semplice e rurale: due mondi agli antipodi, eppure sempre connessi. A Rovigo ci sono le Posse Rossoblù, il gruppo di tifosi più colorato e appassionato d’Italia, a Padova le Ombre Nere, cresciute anche grazie ai rivali. Come è possibile? Tutto è possibile nel rugby, a maggior ragione in questa saga di gioie e dolori, vittorie elettrizzanti e delusioni cocenti, alluvioni e rinascite, botte e maiali, gufi e striscioni. In palio c’è anche un trofeo, l’Adige Cup, l’unica competizione ufficiale contesa tra due squadre italiane. E questo è anche un derby tra santi, Bortolo e Antonio, perché da queste parti quella della palla ovale è davvero una religione. Alberto Guerrini e Andrea Nalio hanno aperto il baule della storia più antica del rugby italiano. La storia infinita di Rovigo e Petrarca.
Dal vostro inviato
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:38:59+02:00A come Ancelotti, certo, ma anche come Amarcord, perché questo è un viaggio in compagnia dei grandi protagonisti del calcio degli ultimi cinquant’anni. Alberto Cerruti, nel corso della sua lunghissima militanza alla «Gazzetta dello Sport», li ha visti da vicino, è entrato nelle loro case, ha raccolto le loro confidenze e i loro piccoli o grandi segreti, e ora ce li racconta tutti: dall’esordio a San Siro di Ancelotti con un’incredibile maglia dell’Inter al primo scudetto di Berlusconi, festeggiato insieme al padre nella villa di Arcore, dall’intervista in cui Maradona dice di sognare di passare dal Barcellona al Napoli con un anno di anticipo alla cronaca dell’ultima partita di Rivera in Argentina. E poi ecco un Cerezo emozionato e stupefatto che vede per la prima volta le sue gemelline nate in Brasile in una foto della “Rosea”, Gullit che fa le visite mediche al Milan negando di essere lui, Schiaffino che regala il suo commento scritto a macchina del Maracanazo del 1950, Schillaci che racconta dal Giappone la sua ultima esperienza da calciatore, i ricordi di papà Van Basten che mostra la stanza in cui è cresciuto il Cigno di Utrecht e lo storico incontro fra Bearzot e Lippi due mesi prima della finale di Berlino. Tutto questo e molto altro incontreremo lungo una passeggiata nel pianeta calcio sorprendente, emozionante e perfetta per stimolare la nostra memoria. Che in questo caso fa rima con storia.
Palla al piede
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:33:59+02:00In questo libro sorprendente, undici giocatori di tutto il mondo ci raccontano come la loro storia di uomini abbia interagito con quella del loro Paese nei suoi momenti più drammatici e decisivi. Daniele Ognibene e Alberto Antonio Dandolo hanno selezionato la loro squadra dei sogni, la più grande di tutti i tempi. Un portiere (José Ángel Iribar), tre difensori (Gerd Weber, Diego Lugano ed Ernso Laurence), quattro centrocampisti (Ángel Cappa, Bruno Scher, Martin Uher e John Moriarty) e tre attaccanti (Carlos Caszely, Zair Belounis e Walter Jr Casagrande): una formazione votata all’attacco, perché contro i despoti non ci si può solo difendere, bisogna anche saper andare in contropiede. Insieme a loro partiremo per un viaggio inaspettato in un secolo di storia: vedremo da vicino i soprusi delle dittature sudamericane, la violenza del franchismo, il controllo asfissiante della Stasi nella DDR, la buia follia del fascismo e del nazismo e la ferocia inumana contro gli aborigeni, ascolteremo le emozioni, i ricordi, le risate e i pianti di chi avrebbe potuto scegliere di volgere lo sguardo altrove e invece ha deciso di metterci la faccia, il corpo, le idee, rischiando tutto pur di non piegarsi. In nome della libertà.
Più veloce del tempo
WA_Cri_Memo2025-07-07T16:33:06+02:00Valentina Petrillo è una velocista, nei piedi e nelle gambe ha una potenza che la spinge a tagliare il vento e consumare chilometri di corsa sulla pista di atletica. Valentina è ipovedente, fin dall’adolescenza ha dovuto fare i conti con la malattia di Stargardt che le compromette la vista da entrambi gli occhi. Valentina è una persona transgender che, dopo tanti anni ingabbiata in una conformità che la opprimeva, ha iniziato il suo percorso di affermazione di genere, scegliendo però di non abbandonare il sogno sportivo che coltivava dall’infanzia, ispirata dal suo mito Pietro Mennea. Un obiettivo che l’ha portata a scontrarsi contro regolamenti escludenti, stereotipi, ostacoli burocratici. Ma che, nonostante tutto, è riuscita a raggiungere a Parigi nell’estate del 2024, quando è diventata la prima atleta transgender a partecipare a un’edizione delle Paralimpiadi, vestendo la maglia azzurra. Su quella pista viola, davanti agli occhi del mondo, ha scritto la storia. Più veloce di tutto, anche del tempo.
Senza Ostacoli
WA_Cri_Memo2025-07-07T16:20:15+02:00Si è soliti far risalire la storia dello sport paralimpico italiano alle Olimpiadi di Roma (1960). In realtà, in un’ottica puramente riabilitativa, i rapporti tra attività motorie e disabilità affondano nell’Ottocento positivista. Già in questo secolo il ricorso alla ginnastica trovò applicazione nella cura delle nevrastenie e nella lotta sociale e terapeutica al rachitismo. La Grande Guerra, come strumento teso al recupero psico-fisico delle masse di feriti e mutilati tornati dal fronte, produsse delle forme di cauta sportivizzazione del fenomeno, e in periodo fascista si assiste alla nascita del primo, importante movimento sportivo per disabili. Quello dei non udenti, organizzato nel 1929, a cui apparterranno anche alcuni grandi campioni capaci di imporsi tra i normodotati: i pugili Carlo Orlandi e Mario D’Agata, il lottatore Ignazio Fabra. Infine il secondo dopoguerra, a partire dagli anni ’50, vede una più matura presa di coscienza dei diritti delle persone disabili, inserendo in questa dimensione lo sport. Uno sport non più curativo o riabilitativo, bensì inteso in quell’accezione pienamente agonistica che ha nel paralimpismo la sua massima espressione. Il volume ripercorre questo lungo, travagliato processo d’inclusione e civiltà seguendone le linee evolutive, valorizzando i suoi protagonisti e “pionieri” otto-novecenteschi ignoti o dimenticati, per giungere fino alle ultime Paralimpiadi di Parigi 2024.
Touchdown Mr President
WA_Cri_Memo2025-07-07T16:14:03+02:00Mai così uniti come negli Stati Uniti d’America: sport e politica, da sempre e per sempre, formano un legame indissolubile in quella che l’inno nazionale definisce The Land of the Free and the Home of the Brave. Libertà e coraggio in primo piano, insieme a sport e passione. Sin dalla prima presidenza della storia del Paese: George Washington, Commander in Chief dal fisico prestante, amante di caccia e nuoto, dà inizio alla lunga serie di presidenti sportivi che animeranno politica e campi da baseball e soccer, green e basketball court. Strategie elettorali e messaggi importantissimi, nel corso dei decenni, si sono intrecciati a numerosi sport, veicoli di rivoluzioni dolci ma fondamentali per la crescita della Nazione. Si susseguono quindi le storie e le passioni sportive di John Fitzgerald Kennedy, Franklin D. Roosevelt, Gerald Ford, Richard Nixon – che proprio grazie al ping pong ha dato il via a un periodo di distensione politica tra Cina e Stati Uniti – passando per George W. Bush, che già giocava nella squadra di rugby a Yale. Senza dimenticare l’amore sconfinato di Barack Obama per il basket, tanto da fargli organizzare proprio alla Casa Bianca una partita con LeBron James, Derrick Rose e Magic Johnson in occasione del suo cinquantesimo compleanno. Sportivi che negli anni sono diventati sempre più influenti: da LeBron James a Megan Rapinoe, che si sono fatti paladini di battaglie sociali e politiche, a cui i presidenti devono dare ascolto. Soprattutto in vista dei mondiali di calcio del 2026 e le Olimpiadi a Los Angeles nel 2028, che il prossimo presidente dovrà gestire. In questo libro, Valentina Clemente e Dario Ricci ci accompagnano in un lungo viaggio tra storia e sport, componenti che hanno fatto dell’America una realtà a cui prestare attenzione e da cui, spesso, trarre anche ispirazione.
Sudafrica 95
WA_Cri_Memo2025-07-07T16:04:17+02:00Nel 1995 il Sudafrica sta cercando di uscire dai lunghi anni di oscurità dovuti al regime dell’apartheid, in cui la minoranza bianca (in primis gli afrikaner, eredi dei coloni olandesi) ha soggiogato e segregato la maggioranza nera, coloured e indiana. Il governo uscito dalle prime vere elezioni a suffragio universale sta muovendo i suoi primi, difficili passi. A guidarlo c’è colui che è stato considerato dai precedenti governanti afrikaner un terrorista, che è stato a lungo in prigione ma che adesso è l’unica vera speranza di unificazione del Paese: Nelson Mandela. Madiba ha in testa un’idea molto chiara: l’unica strada possibile per la pace è la riconciliazione tra bianchi e neri, in modo che insieme possano costruire un nuovo Sudafrica. E nel cammino un ruolo fondamentale deve averlo la Nazionale di rugby, gli Springboks, che devono trasformarsi da emblema degli afrikaner e della loro politica a squadra di tutti i sudafricani. Per convincere gli scettici di ogni etnia alla vigilia del Mondiale organizzato in casa Mandela chiede al capitano, François Pienaar, e ai suoi compagni di farsi simbolo e aggregatore della Nazione Arcobaleno. A suon di risultati e di operazioni di marketing con il passare dei giorni la nazionale entra davvero nel cuore e nelle menti di un intero popolo, dando piena sostanza allo slogan “One team, one country”. Quel Mondiale passa alla Storia, non solo dello sport. In questo libro raccontiamo come si è arrivati all’apartheid e come se ne è usciti, i suoi effetti sullo sport sudafricano, il valore simbolico dell’organizzazione del Mondiale dopo anni di boicottaggio sportivo, il rapporto tra rugby e popolazione nera e infine cosa ha lasciato, di concreto e di spirituale, quel mondiale in un paese dalla Storia unica.
Qui e ora
WA_Cri_Memo2025-07-07T15:56:36+02:00L’11 agosto 2024 la pallavolo italiana ha scritto la pagina più brillante della sua storia, già ricca di successi. La medaglia d’oro olimpica era il sogno, per niente segreto, di un movimento che era andato molto vicino all’obiettivo con la Nazionale maschile, mentre la femminile non era mai andata oltre i quarti di finale. Il percorso fatto a Parigi ha avuto due momenti chiave, uno dei quali è stato proprio il quarto di finale: vincerlo ha rappresentato il superamento di un ostacolo storico che ha aperto orizzonti nuovi. Poi la semifinale, la certezza di tornare a casa con una medaglia. Il netto risultato della finale è stato il frutto della consapevolezza di un gruppo di campionesse che sapevano di esserlo ma non erano sempre riuscite a esprimersi. Nelle prossime pagine è raccolta la cronaca di quei giorni, cominciando dalla bellissima vnl, per poi lasciare spazio alle sensazioni delle protagoniste e del loro staff a bocce ferme, con l’intento di provare a creare qualcosa che, anche negli anni a venire, ci riporti alle bellissime sensazioni vissute in Francia.
Il Giro d’Italia illustrato
WA_Cri_Memo2025-07-07T15:49:30+02:00È maggio, e un gruppo di corridori su due ruote è dietro la linea di partenza, pronto a dare il via, insieme a tutta la carovana, a un variopinto spettacolo che da oltre cento anni anima le strade del nostro Paese. Folle di tifosi, bambini e bambine, semplici passanti si accalcano lungo i percorsi per veder sfrecciare i loro beniamini. Il Giro d’Italia illustrato è un avvincente racconto fatto di parole e di colori su una delle corse a pedali più epiche del mondo: com’è nata e com’è cambiata, quali sono stati i protagonisti, quali le tappe memorabili, le biciclette, le maglie e le curiosità che lo hanno fatto diventare un intramontabile mito sportivo per tutte le età. Perché, come diceva Alfonso Gatto, «Il Giro è una meravigliosa corsa umana. Il suo traguardo è la felicità».
Controstoria dell’alpinismo
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:13:05+02:00Chi ha inventato l’alpinismo? Davvero è cominciato tutto con la salita di Francesco Petrarca al Mont Ventoux? Oppure sono stati gli illuministi del Settecento? O, ancora, i viaggiatori ed esploratori inglesi dell’Ottocento? E se invece fossero stati gli uomini e le donne che da sempre abitano le Alpi a diffondere la passione per le vette? Questo libro, originale e sorprendente, rovescia la tradizionale narrazione sulla nascita dell’alpinismo e pone al centro di questo racconto i veri protagonisti finora dimenticati: i montanari. La storia della nascita dell’alpinismo è raccontata secondo uno schema che si ripete uguale da due secoli. All’origine ci sarebbe la grande scoperta razionalista delle Alpi quali laboratorio della natura: una rivoluzione che avrebbe schiuso all’uomo territori inesplorati che le rozze popolazioni alpine popolavano di superstizioni. La passione settecentesca per l’alta montagna avrebbe quindi aperto la strada alla conquista cittadina delle cime e all’invenzione dell’alpinismo. Controstoria dell’alpinismo rovescia questo modo di guardare alle Alpi e alla storia della frequentazione delle terre alte. Ricostruendo decine di salite compiute tra Sei e Ottocento da cacciatori, raccoglitori di cristalli, artigiani, garzoni di monasteri, notabili di villaggi e religiosi, il libro documenta come l’alpinismo trovi le sue radici nella cultura e nella società alpina e i suoi ‘inventori’ nelle popolazioni che hanno abitato le nostre Alpi. La storia dell’alpinismo ne risulta riscritta dalle basi e tutti i suoi eventi fondatori assumono così una luce completamente diversa. A partire dall’assalto con scale e pioli al Mont Aiguille nel 1492 o dalla salita di Petrarca al Ventoux che è servita come archetipo alla rimozione dei montanari dalla storia dell’alpinismo.
Le Nazioni Unite e lo sport
WA_Cri_Memo2025-07-07T15:20:13+02:00L’utopia che lo sport potesse essere strumento di pace fa parte del corredo che Pierre de Coubertin fornisce, nel 1894, al Comitato Olimpico Internazionale. Lo sport omologato a un codice di valori condiviso è visto come un alleato per migliorare il mondo e renderlo più pacifico. Questa visione, un secolo dopo, permette l’incontro tra il Comitato Olimpico Internazionale e le Nazioni Unite, che considerano lo sport uno strumento privilegiato per la realizzazione dei propri obiettivi. La sfida dello sport nel nuovo millennio è quella di essere un modello ideale, trasferibile ad altre dimensioni delle relazioni tra persone e Paesi. Un modello fondato sull’uguaglianza, la non discriminazione, lo sviluppo sostenibile.
La mia vita a spicchi
WA_Cri_Memo2025-10-23T12:39:21+02:00PREMIO LETTERATURA RAGAZZI.
La mia vita a spicchi non è solo la storia di Giacomo “Gek” Galanda atleta, ma un’immersione profonda nell’uomo che si cela dietro i riflettori. Certo, la sua straordinaria carriera sportiva è tutta qui: dagli esordi ai primi successi, dalle esperienze con la Nazionale agli ultimi passi sui parquet di Pistoia. Ma quando un campione come Galanda decide di raccontarsi, non si limita a rievocare le vittorie e le sfide agonistiche. Il vero cuore di questo libro va oltre, svelandoci il pensiero, i valori e i legami che hanno dato forma alla sua esistenza. Sezionare la vita di Gek significa scoprire non solo il suo percorso sportivo, ma anche il suo modo di essere e di vivere. E quella sottile differenza tra essere e avere – come lui stesso la definisce – si rivela meno sottile di quanto sembri. Mentre tira le somme dei suoi primi cinquant’anni, Galanda pone l’accento sull’importanza dell’essere: i traguardi sportivi, gli affetti, le relazioni costruite con cura nel tempo sono l’essenza di un avere che non ha nulla a che vedere con il possesso materiale. La mia vita a spicchi è il ritratto autentico di un grande campione, che non ha mai permesso al personaggio pubblico di oscurare la profondità dell’uomo. Un viaggio coinvolgente e toccante, che ci restituisce un Gek Galanda pienamente consapevole di ciò che conta davvero nella vita.
1938 – Campioni del Mondo
WA_Cri_Memo2025-07-07T15:10:00+02:00Per capire le dinamiche in cui si svilupparono gli eventi che segnarono il Campionato del Mondo del 1938 non si può prescindere dal contesto storico in cui questi si svilupparono. In un’Europa in fiamme, dove soffiano forti i venti di guerra, si assiste impassibili alle rivendicazioni della Germania nazista. La visita di Hitler in Italia, alla vigilia del Mondiale, nel maggio del 1938 avvierà quei processi simbiotici del fascismo con il nazismo che confluiranno con le vergognose leggi razziali, una delle pagine più buie della storia d’Italia. A ospitare la iii edizione del Mondiale è la Francia di Jules Rimet, il suo ideatore e presidente della FIFA. Una Francia molto distante dalle posizioni del fascismo soprattutto dopo l’ascesa al potere nel 1936 della sinistra con il Fronte Popolare capeggiato da Léon Blum. È qui che aveva trovato ampi spazi l’opposizione antifascista con la costituzione di numerose associazioni, a cui inevitabilmente la vetrina del Mondiale aveva fornito un’occasione unica per contestare la dittatura fascista dagli spalti con violente proteste nei confronti di uno dei suoi simboli più iconici: la Nazionale. In questo clima di grande tensione gli azzurri Campioni del mondo in carica, affrontarono uno dei Mondiali più drammatici della storia del calcio. Un Campionato, tra l’altro, mutilato dall’assenza dell’Austria, ormai scomparsa come entità nazionale e della Spagna, dilaniata dalla guerra civile. L’Italia si dimostra una squadra solida e tatticamente insuperabile, conquistando quel secondo Titolo consecutivo che assieme all’oro delle Olimpiadi di Berlino 1936 la resero la Nazionale più vincente degli anni Trenta.
F1 Backstage
WA_Cri_Memo2025-10-23T12:37:52+02:00PREMIO MEMO GEREMIA.
Quando nel 1977 Riccardo Patrese fa il suo esordio con la Shadow, la Formula 1 è un mondo parecchio diverso da quello che conosciamo oggi: stipendi tutt’altro che faraonici, condizioni di sicurezza relative, incidenti fin troppo frequenti. In diciassette anni – e 256 Gran Premi – la vedrà cambiare moltissimo, chiudendo la carriera alla Benetton nel 1993 al fianco di un giovane talentuoso, tale Michael Schumacher… Rombando a tutto gas dalla pit-lane alla memory lane, l’ex pilota riannoda il filo dei ricordi, a partire dagli inizi sui kart e in Formula Italia, per passare al debutto in F1, al primo Gran Premio vinto quasi per caso, fino ai giorni di gloria alla Williams con Nigel Mansell e Adrian Newey. Tra un valzer con Grace Kelly e una partita a golf col “Principone” Ranieri di Monaco, un Giro d’Italia di Endurance con Renato Pozzetto come navigatore, l’amicizia con De Angelis, Senna ed Ecclestone, le partite della Nazionale Piloti. Senza paura di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come il rapporto conflittuale con Flavio Briatore, gli screzi con Niki Lauda e James Hunt, e quell’occasione sfumata con la Ferrari… E, più di tutto, l’incidente fatale occorso nel 1978 a Ronnie Peterson, di cui per troppi anni Patrese è stato erroneamente ritenuto responsabile. La travolgente ed emozionante carriera di un grande protagonista dell’automobilismo degli anni Ottanta e Novanta, che ancora oggi dice di sé: «Sono un sopravvissuto».
La mia Olimpia in 100 storie + 1
WA_Cri_Memo2025-10-23T12:40:33+02:00PREMIO SPECIALE CONI.
Sono 100, ma avrebbero potuto essere molti di più. Racchiudere l’Olimpia di Dan Peterson in 100 capitoli tra storie, personaggi, aneddoti è una piccola grande impresa. Il destino di Dan Peterson e dell’Olimpia ha lo stesso giorno di partenza: 9 gennaio 1936. Un allenatore e una squadra che sono nati lo stesso giorno, anche a più di settemila chilometri di distanza, dovevano incontrarsi prima o poi. Lo hanno fatto nel 1978 e, anche se si sono lasciati nel 1978 per poi riprendersi nel 2011, in realtà non si sono mai separati.
L’Olimpia di Dan Peterson, la mitica Banda Bassotti che conquistò l’Italia e l’Europa, ha scritto la storia del basket italiano, europeo e in fin dei conti anche mondiale visto che c’era chi la considerava la ventiquattresima squadra della Nba, quando le squadre erano solo ventitré.
La milonga del futbol
WA_Cri_Memo2025-07-07T13:19:16+02:00La storia che racconta questo libro inizia idealmente il 20 giugno 1867, il giorno della prima partita di calcio disputata sul suolo argentino, e termina il 17 novembre 2000, la domenica in cui Leo Messi, tredici anni, si imbarca all’aeroporto di Ezeiza alla volta dell’Europa, destinazione Barcellona, per iniziare a scrivere un nuovo, lunghissimo, meraviglioso capitolo di quel romanzo popolare e planetario che è il calcio. Tra queste due date si stende un secolo di calcio argentino e tanta parte ne viene narrata in queste pagine: la genesi dei maggiori club, le imprese di giocatori mitologici che hanno letteralmente cambiato le regole del fulbo – spesso con il loro sinistro: Sivori, inevitabilmente Maradona; alcuni anche col destro, come Di Stéfano e Riquelme –, le spedizioni più e meno fortunate dell’Albiceleste e dei suoi condottieri, da Pedernera al Flaco Menotti, dal Narigón Bilardo a Passarella. Tutto intrecciato con la Storia: dittature e colpi di Stato, scioperi e torture, Evita e Videla, colonnelli e abuelas. "La Milonga del Fútbol" è un grande affresco, uno straordinario spaccato capace di restituire non solo l’innato senso degli argentini per il calcio ma lo spirito di una nazione.
Istinto puro
WA_Cri_Memo2025-07-07T13:15:31+02:00Da un piccolo parcheggio di un quartiere francese fino a San Siro, un sogno diventato realtà. Ha avuto il coraggio di lasciare la Francia da giovanissimo per imporsi in Italia, in uno dei campionati più competitivi d’Europa. E ha vinto la sfida. La carriera di Sébastien Frey è stata ricca di gioie, intervallate da brutte cadute che però non hanno mai snaturato il suo carattere, il suo essere determinato in ogni circostanza. Dall’Inter al Verona, dal Parma fino alla strepitosa storia con la Fiorentina, dove ha indossato la fascia di capitano e ha avuto un ruolo decisivo in quella grande famiglia, per terminare al Genoa la sua splendida avventura in Italia.
Lella Lombardi, un pilota, una donna
WA_Cri_Memo2025-07-07T13:03:53+02:00GP di Spagna 1975: con un inaspettato sesto posto al traguardo, Lella Lombardi si conquista meritatamente un ruolo nella storia della Formula 1, unica donna ad avere ottenuto punti nella massima serie. Il primato – tuttora ineguagliato – rappresenta il coronamento di una lunga carriera, iniziata attorno alla metà degli anni Sessanta con le formule minori, proseguita nell’impegnativo contesto della Formula 3 e riconosciuta in ambito internazionale grazie ai positivi risultati in Formula 5000, categoria molto popolare nei Paesi anglosassoni.
Storie maledette del basket
WA_Cri_Memo2025-06-17T20:08:47+02:00Omicidi, depressione, suicidi. Storie di violenze e tragedie, ma anche, in alcuni eccezionali casi, di redenzione. Neanche il mondo “luccicante” degli atleti professionisti è immune a questo tipo di vicende. In particolar modo quello della Nba, campionato che accoglie da sempre giocatori con uno sconfinato talento ma accompagnati da un vissuto travagliato, fatto di demoni interiori che nemmeno i guadagni milionari e l’enorme popolarità aiutano a dissolvere. Bill Robinzine non ha retto alla prospettiva di reinventarsi altrove. Paul Pierce, invece, è saputo riemergere dopo aver visto la morte da vicino. Kobe Bryant, accusato di stupro nel 2003, è poi tragicamente scomparso insieme alla figlia, diciassette anni dopo. In dinamiche simili, ma su quattro ruote, il mondo ha pianto la perdita di Drazen Petrovic. Bryce Dejean-Jones ha bussato alla porta sbagliata, mentre Delonte West è stato risucchiato dai problemi della salute mentale, troppo spesso sottovalutati. Una sorta di maledizione è il filo rosso che unisce questi quindici racconti, narrati dalla emozionale penna di Salvatore Malfitano in un percorso cronologico che va dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. A testimonianza del fatto che anche la palla a spicchi può tingersi di rosso.
Oltre il sogno
WA_Cri_Memo2025-06-17T20:06:47+02:00Cosa viene prima del «qui e ora», il motto con cui il leggendario allenatore della Nazionale femminile di pallavolo Julio Velasco apre l’Olimpiade di Parigi? Qual è il «peso dell’oro» ricordato dalla formidabile Myriam Sylla, mentre stringe la medaglia l’11 agosto 2024? Fabrizio Monari, giornalista e telecronista che da anni segue l’Italia del volley, racconta con la viva voce delle protagoniste e degli allenatori che si sono succeduti nel tempo le storie di tredici donne incredibili che hanno cambiato la pallavolo e lo sport italiano. Storie che iniziano presto, grandi sogni racchiusi in corpi di ragazzine poco più grandi delle tifose che chiedono loro i primi autografi. Una generazione di fenomeni segnata dal compito più difficile: mantenere la promessa del loro eccezionale talento, raggiungere quella vittoria olimpica sempre sfuggita alla pallavolo, femminile e maschile. La storia della Nazionale che vincerà l’oro, scacciando una maledizione trentennale, parte da lontano: ha inizio a Londra 2012 e ha il suo culmine tre Giochi più tardi. Con l’accuratezza del telecronista e la capacità affabulatoria dello scrittore, Monari ci accompagna dentro questa favola olimpica, dal primo balzo di Paola Egonu all’ultimo muro di Anna Danesi, fino al punto che chiude la finale contro gli Stati Uniti e ci porta oltre la soglia della Storia. Oltre il sogno.
Odiarsi un po’
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:58:36+02:00Per chi, come gli autori di questo libro, segue la stagione ciclistica da febbraio a ottobre, infiniti sono gli episodi da ricordare: fughe temerarie, sprint al fotofinish, strade bianche, ma quello che resta nella memoria e che si tramanda di generazione in generazione sono soprattutto le rivalità in corsa. Senza scomodare troppo Coppi e Bartali, modello di ogni coppia di avversari, Luca Gregorio e Pietro Pisaneschi ripercorrono la storia del ciclismo, dagli anni Sessanta (quelli dell’avvento della tv) fino al presente, attraverso gli scontri tra i campioni e campionissimi come Tadej Pogačar, già proiettato nella leggenda di questo meraviglioso sport. Questo libro costruito sui grandi confronti degli ultimi sessant’anni, da Merckx e Gimondi, passando per Moser e Saronni, fino al presente tra Van Der Poel e Van Aert o tra Pogačar e Vingegaard, dimostra come le rivalità sono il sale dello sport quando nascono dalla combinazione tra spirito competitivo e rispetto dell’avversario.
Nakano
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:54:55+02:00Il 20 novembre 1948, al velodromo di Kokura, si disputò la prima gara di keirin. Tre anni prima, Kokura, città dell’isola di Kyushu, nel Giappone meridionale, era fortunosamente scampata alla seconda bomba atomica, quella che il 9 agosto 1945 colpì Nagasaki. Inventato per sostenere la ricostruzione morale e materiale di una nazione colpita a morte, il keirin, metà ciclismo e metà gioco d’azzardo, contribuì in modo decisivo a distrarre i giapponesi e ad alimentare il grande giro di affari di scommesse, irrefrenabile passione popolare. I suoi campioni divennero nuovi, amatissimi eroi e si ammantarono di un’antica aura di sacralità guerriera. Tra questi, intorno alla metà degli anni Settanta, si affaccia alla ribalta Koichi Nakano che, tra il 1977 e il 1986, diventa l’incontrastato dominatore internazionale della velocità su pista, conquistando dieci titoli mondiali consecutivi – record a tutt’oggi ineguagliato e, probabilmente, non eguagliabile – nonché mitico ambasciatore del ciclismo nipponico nel mondo. Attraverso la vicenda familiare e sportiva di Nakano, l’imperatore della velocità, Marco Ballestracci racconta romanzescamente l’epopea del keirin e la sua dimensione atletico-spirituale negli anni in cui il Giappone si confronta con la modernizzazione della sua cultura e delle sue millenarie tradizioni.
Le stelle del tennis
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:50:22+02:00Centocinquant’anni e non sentirli. Da quel 23 febbraio del 1874, quando il maggiore inglese Walter Clopton Wingfield brevettò alla Camera dei Mestieri di Londra l'invenzione di un nuovo gioco (che poi tanto nuovo non era, dato che si basava sulle regole del vecchio Real tennis, di moda nelle corti medievali di mezza Europa), fino ai Fab Four e al duello tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che ci allieterà per un decennio almeno, il tennis è diventato sempre più globale, allargando il cerchio degli appassionati e la geografia dei protagonisti, richiamando velocemente sponsor importanti e brand esclusivi. Un secolo e mezzo di tennis ripercorso attraverso le figure di spicco dei suoi grandi protagonisti, partendo da Spencer Gore, il padre di tutti i pionieri, vincitore della prima edizione di Wimbledon, anno di grazia 1877. E poi i primi divi della racchetta – con Big Bill Tilden e Suzanne Lenglen davanti a tutti – il boom del secondo dopoguerra, contrassegnato da una generazione irripetibile di grandi australiani, la meravigliosa fine del secolo scorso, decenni magici dominati dai vari Borg, Connors, McEnroe, Lendl, Court, King, Evert, Navratilova, per finire a Edberg, Agassi, Sampras, Graf, Seles, fino ai contemporanei, da Federer a Nadal, da Djokovic a Serena Williams, da Alcaraz al nostro Sinner. Da parte sua, Jannik è solo l’ultima presenza italiana: prima di lui gli altri vincitori azzurri di Slam Pietrangeli, Panatta, Schiavone, Pennetta, senza dimenticare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 a firma Errani e Paolini. E poi le curiosità, i campioni che hanno abbattuto barriere e rivoluzionato questo sport, i numeri (tanti), i record (ancora di più) e le dieci partite che hanno fatto la storia del tennis.
Jugosbasket
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:44:56+02:00Jugobasket nasce da anni di viaggi e incontri con le leggende della pallacanestro jugoslava. Le voci dei protagonisti che hanno scritto un pezzo di storia dello sport europeo e mondiale sono il cuore del libro. Da Boša Tanjević a Praja Dalipagić, da Žele Obradović a Toni Kukoč, Saša Danilović e molti altri, si dipana una narrazione che ha inizio con la ricostruzione del paese dopo la Seconda guerra mondiale e che termina con la dissoluzione dell’utopia politica e sociale voluta dal maresciallo Tito. Attraverso un periodo di quarant’anni i giocatori jugoslavi passano dall’essere semiprofessionisti a diventare icone sportive globali, compagni e avversari di autentici miti come Michael Jordan e Magic Johnson.
Io posso
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:36:45+02:00Alessandra Campedelli è un’allenatrice di pallavolo femminile. Dopo alcune esperienze in Italia, subendo molto spesso il maschilismo che tenta ancora di relegare le donne allenatrici e le atlete a un livello inferiore, decide di accettare una proposta che suona più come una sfida: andare in Iran e in Pakistan tra il 2021 e il 2024 e allenare le loro Nazionali femminili di pallavolo.
Il destino di un bomber
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:29:48+02:00La vita di Andrea Carnevale sembra un romanzo. Comincia in un angolo di Sud rurale, «tra la via Appia e il West», dietro un pallone rincorso a piedi scalzi per non rovinare le scarpe buone. La sua giovinezza però è segnata da una terribile, duplice tragedia: la madre viene uccisa a colpi d’ascia da un marito folle, sul greto di un torrente vicino casa; e l’uomo qualche anno più tardi si suiciderà davanti ai propri figli. L’adolescente Andrea reagisce costruendosi una corazza, per arrivare col tempo, dopo aver lavorato duramente ed essersi fatto le ossa nelle categorie minori, a giocare nella Serie A più scintillante di sempre. Cresce e si ritrova in squadra con due marziani: prima Zico, nelle file dell’Udinese, poi Maradona, il fratello di una vita, nell’epoca d’oro del Napoli di Ferlaino. Seguono giorni e notti esaltanti, coppe e scudetti, assist e gol storici: risarcimenti di un destino altalenante che non smette mai di oscillare. Convocato finalmente come titolare per i Mondiali di Italia 90, Carnevale viene oscurato dalla meteora Schillaci. Sposa una bellissima della tv ed è ingaggiato dall’amata Roma, ma si impantana nel doping. Appese le scarpe al chiodo, si ritrova a essere incriminato per una vicenda di droga a cui è totalmente estraneo. Scagionato senza ombre, rinasce ancora una volta, e da oltre vent’anni gira il mondo per scovare giovani talenti da portare all’Udinese. Nei vari Sud del mondo, cerca occhi accesi di passione rabbiosa: ragazzi pieni di malinconia e carattere, un po’ come Andrea Carnevale.
Djokovic
WA_Cri_Memo2025-06-17T19:25:00+02:00Della trinità Federer-Nadal-Djoković, lo svizzero e lo spagnolo si sono sempre distinti per uno status semidivino. A rovinare il dualismo perfetto è arrivato, all’improvviso, il terzo incomodo: un serbo smilzo e riottoso, dal corpo snodabile, cresciuto sotto i bombardamenti Nato su Belgrado. Novak Djoković è il simbolo dell’umano che sfida gli dèi, e che alla fine – grazie a qualità atletiche straordinarie, alla cura maniacale per il proprio corpo, alla vocazione per la sofferenza – riesce ad affrontarli alla pari. E addirittura a batterli, superandoli in ogni statistica e vincendo tutto ciò che nel tennis si può vincere, fino all’oro olimpico di Parigi conquistato a trentasette anni. Nonostante i numeri, però, la stragrande maggioranza dei tifosi non ha mai amato i suoi atteggiamenti da villain, il suo tennis mentale, camaleontico, in grado di far risaltare i punti deboli degli avversari. Giancarlo Liviano D’Arcangelo ribalta questa verità e racconta Djoković da una prospettiva totalmente inedita, con la forza emotiva di un memoir, la capacità di coinvolgere di un romanzo e l’accuratezza di una biografia. E ci spiega perché amare «The Djoker» – anche contro la potenza robotica dei titani del futuro, Alcaraz e Sinner – è un atto rivoluzionario. L’atto di chi riesce a continuare a credere nella capacità tutta umana di andare oltre sé stessi per costruire il proprio destino.
Contro
WA_Cri_Memo2025-06-17T20:34:01+02:00C’è il calcio, ma ci sono anche atletica, basket, canottaggio, boxe, tennis, ciclismo e perfino braccio di ferro. C’è Lupo, ma anche Spaccamontagne, Bruciaboschi, Lady Muscolo, Barbablù, il Negro e Chiquito dieci e lode. È citato Gustavo Thoeni, ma anche James Dean e Tony Manero, Gigi Meroni e Gianfranco Zigoni, Larry Bird e Adriano Panatta, George Foreman e Piero Pelù. Si narra di tiri da tre e ganci sinistri, ma anche di Aldo Moro e le Brigate Rosse, Dio e il Vangelo, poliziotti e G8, Po e Tupamaros. Si tratta di adolescenza e coscienza, e dunque anche di sentimenti e sogni, precipizi e redenzioni, complicità e amicizie, cioè sport e vita, lo sport come maestro di vita, la vita come teatro di sport.
Con la testa sott’acqua
WA_Cri_Memo2025-10-23T12:38:34+02:00PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI.
C’è qualcosa di antico e di intimo nel rapporto che abbiamo con l’acqua, che si sia principianti o campioni olimpici. Lì dentro, nell’ambiente apparentemente protettivo del liquido, si sconta una solitudine che può essere perfezione ma anche un muro di silenzio.
Catturando raggi di vento e soffi di sole
WA_Cri_Memo2025-07-21T15:06:19+02:00Venezia. Una donna e suo figlio, un ragazzo “speciale”, a bordo di un sàndolo navigano i canali più reconditi e sconosciuti della Laguna alla ricerca del Viaggio vero, quello che riserva incognite, che lancia sfide da affrontare, nel quale è impossibile prestabilire tutto. Quel tipo di esperienza che porta a cambiare qualcosa dentro se stessi e rimane lì per sempre. Questo libro racconta il Viaggio dell’autrice e di Adam da Venezia fino a Grado, remando lentamente per tredici giorni su una tipica piccola imbarcazione lagunare, mentre il mondo tutto attorno corre via veloce. Un’avventura magica alla scoperta di quanto di meraviglioso possano offrire la Litoranea, la rete fluviale che collega le due città, e la vita.
Giocati da Dio
WA_Cri_Memo2025-06-17T20:32:41+02:00Una rovesciata di Gigi Riva, una parata di Zoff, un lancio di Platini, una punizione di Maradona, un colpo di tacco di Ibra e così via. Ci sono gesti nel calcio che, da soli, valgono un’intera partita. Attimi di tecnica, istinto e personalità che sono diventati il marchio di fabbrica dei campioni. Quello che tutti ricordano. In mezzo secolo di giornalismo – «una passione fatta per mestiere» – , Roberto Beccantini spesso da vicino, in qualche caso da vicinissimo, ha conosciuto almeno quattro generazioni di fuoriclasse, da Omar Sivori a Leo Messi. Giocati da Dio (titolo che allude a un modo di dire di Carmelo Bene, grande appassionato di calcio) è una carrellata di gesti immortali, raccontati attraverso pagine che, per mimesi e sintonia con l’oggetto della narrazione, si fanno a loro volta tiri e sforbiciate, dribbling e carambole, colpi di testa e assist al fosforo.
Quando il gioco si fa duro
WA_Cri_Memo2024-08-05T13:53:08+02:00Alessio Sakara torna con un nuovo libro che racconta, con la sua immancabile vena ironica tipicamente romana, le caratteristiche essenziali proprie non solo del fighter, ma soprattutto del leader, che deve essere in grado (dentro e fuori dal ring) di costruirsi una carriera con dedizione e tenacia, non dimenticando mai il suo dovere di essere un modello di riferimento per le persone che ha attorno, che siano allievi, amici o fan. Quando il gioco si fa duro è un insieme di moniti e consigli di vita, aneddoti e insegnamenti per ottenere il massimo in ogni sfida che ci si trova ad affrontare. In questo libro, Alessio condivide anche il suo percorso di crescita, che passa anche dalla psicologia freudiana e dallo studio dei classici stoici, e spiega l’importanza dell’allenamento mentale (oltre a quello fisico) e della pazienza, della perseveranza e della pratica, senza le quali non si possono raggiungere i risultati che sogniamo, qualunque sia la battaglia che ci siamo prefissati di vincere.
Oro Rosa
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:34:43+02:00PREMIO SPECIALE CONI.
Medaglie d'oro olimpiche, vite dedicate allo sport. Chi sono le atlete salite sul gradino più alto del podio olimpico? Com'è cambiata la loro vita con l'attività agonistica? Marco Lollobrigida ne traccia dei ritratti che sono dei veri e propri racconti: dai primi successi sportivi, passando attraverso i sacrifici, per arrivare alla [...]
Egoisti di squadra
WA_Cri_Memo2024-08-05T13:47:19+02:00Il talento individuale e lo spirito di squadra spesso vengono visti come forze in contraddizione. La mossa vincente, però, è trovare il modo di farli andare d’accordo, anzi di farli diventare una cosa sola. Egoisti di squadra è un condensato di tutti i valori, strumenti, storie e concetti che Ferdinando De Giorgi ha imparato nel corso della sua straordinaria carriera sportiva che lo vede da oltre quarant’anni ai vertici dello sport mondiale. Prima da giocatore, come palleggiatore della Nazionale della “generazione dei fenomeni” capace di vincere tre mondiali di fila; e poi come allenatore vincitore di scudetti, Champions e, alla guida della Nazionale italiana, dell’Europeo 2021 e del meraviglioso Mondiale 2022. Messa in fila così, quella di De Giorgi, è una carriera che sembra essere caratterizzata solo dalla vittoria. E in parte sicuramente è vero, ma dietro a questi risultati c’è un percorso difficile che gli ha permesso di raggiungere obiettivi così grandiosi imparando dai tanti errori, dalle innumerevoli sconfitte e dalle mille sfide che tutti, nello sport, ma anche nel lavoro o nella vita, dobbiamo affrontare quotidianamente. Questo libro diventa così un vero e proprio metodo di leadership e crescita personale per cui la motivazione, il rispetto e la squadra sono i confini entro i quali alimentare e far emergere il talento di ognuno, che sia su un campo di pallavolo, in un ufficio o in famiglia. Perché allenare il talento, il proprio o quello degli altri, vuol dire fondamentalmente allenare l’autoformazione, la capacità di ogni persona di conoscere i propri limiti, di accettarli e, quindi, di motivarsi per cercare di superarli o trasformarli in punti di forza. Allenare vuol dire allenarsi: condividendo le proprie capacità e la volontà di migliorarsi, affidando all’aiuto degli altri le proprie debolezze e coinvolgendo a pieno le persone che ci circondano.
Ci alleniamo anche se piove?
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:34:25+02:00PREMIO LETTERATURA RAGAZZI.
Lontano dai campi della Serie A e dai contratti milionari, lontanissimo dal divismo di certi protagonisti, dal Var, dalle polemiche e dagli scandali, esiste un mondo diffuso in ogni angolo d’Italia. Un mondo che nasce ogni volta che un bambino scende in un cortile con un pallone sottobraccio. Un mondo di giocatori dilettanti che [...]
La vetta della vita
WA_Cri_Memo2024-07-16T16:48:03+02:00Quando la montagna è la tua vita, quando mettere le mani sulla roccia è il primo pensiero che ti afferra al risveglio, è impossibile resistere al fascino di certe vette. Perché le montagne non sono tutte uguali. Ci sono quelle che ti fanno sentire a casa, a cui si legano ricordi ed esperienze indimenticabili, e quelle che ti sfidano con la loro inarrivabile bellezza. Per Matteo Della Bordella il Cerro Torre è una di queste. Un polo magnetico intorno a cui ha gravitato a lungo, attratto e respinto al tempo stesso, un baluardo inespugnabile, separato dalla civiltà da un mare di neve e ghiaccio. Un sogno, ma non solitario, perché con Berna e Pasqui, i suoi sodali in quella terra ai confini del mondo che è la Patagonia, ha condiviso la fascinazione per quella cima, la progettazione, l’idea di aprire una via che nessuno aveva mai percorso. Ma la montagna non fa programmi e non rispetta quelli degli alpinisti, perché è lei che decide quando è ora di lasciarti salire. E, talvolta, è anche peggio di così. Matteo quel sogno lo ha dovuto riformulare nel momento in cui la vita gli ha tolto tanto e gli ha regalato moltissimo: due amici persi nel giro di pochi mesi e un figlio che è arrivato a sconvolgergli meravigliosamente l’esistenza, costringendolo a rivedere le priorità. Ma se per il suo, di padre, la nascita di un bambino aveva dato spazio alla prudenza, portandolo a smettere di scalare, per lui è l’occasione di riflettere sul tipo di genitore che vuole essere. La risposta se l’è data il giorno di gennaio in cui ha gridato «cumbre!» sulla neve accecante in cima al Cerro Torre. Perché quel giorno erano tutti lì con lui: quelli che lo attendevano a casa e quelli che si portava nel cuore. «Tutto per una montagna. Si può spendere così tanto per qualcosa di così futile?» Che domanda...
Pionieri
WA_Cri_Memo2024-07-16T16:40:51+02:00È del 1910, a Torino, la primissima comparsa del rugby nel nostro paese. Il gioco viene quindi lanciato alla fine degli anni Venti, trovando uno sviluppo durante il periodo fascista quando la disciplina si dota di una Federazione e vede esordire la Nazionale azzurra. In un’Italia già conquistata dal calcio e non certo aperta ad uno sport che appariva ai più, come scrisse il noto giornalista Emilio De Martino, “una zuffa senza bellezza”, la palla ovale si afferma grazie alla determinazione e alla smisurata passione di una manciata di pionieri. Questa è la loro storia.
Vito Chimenti
WA_Cri_Memo2024-07-15T18:31:31+02:00È il 28 agosto 1977 e alla Favorita il Palermo affronta, per il girone preliminare di Coppa Italia, la squadra del Napoli. Per Vito Chimenti, ventitreenne attaccante pugliese, è la prima partita in rosanero. Con indosso i colori che porterà sempre nel cuore, Vito compie la sua prodezza, con estro e abilità incanta tutto lo stadio con la sua giocata più strabiliante: la “bicicletta”. Il tripudio che segue non è che l’inizio di un sentimento eterno e reciproco, tra il bomber e la città dominata dal monte Pellegrino, per la quale diventerà un mito, al di là delle vittorie e delle sconfitte, da ricordare per sempre. Un eroe di cui è doveroso raccontare la storia.
Storia dell’A.S. Roma femminile
WA_Cri_Memo2024-07-15T18:22:02+02:00Dalla nascita nel 2018 fino al trionfo in campionato nel 2023, sancita dalla vittoria dello Scudetto, la storia della Roma femminile ripercorre le tappe di un percorso di passione e cuore. Una stagione magica che ha visto il debutto della squadra anche in Champions. Un racconto esclusivo che sfiora tutte le prime volte vissute dalle giallorosse in questi anni, attraverso episodi e aneddoti inediti fuori e dentro il campo. Così, tra gioie e dolori, vittorie sperate e sconfitte inaspettate, il pallone dell’AS Roma femminile avanza rasoterra sul campo emozionale delle giovani protagoniste, tra grida di incitazione e lacrime che bagnano gli spalti. È in questo modo che Fabiola Rieti racconta la passione per la maglia: guardandola da una prospettiva speciale, a bordo campo, dando voce alle dinamiche di squadra, all’emozione di cui sono fatti i cori e i rapporti quasi familiari intorno cui ruotano i due colori che animano la passione per il calcio e l’avventura sportiva delle giallorosse.
Sporca Faccenda Mezzala Morettini
WA_Cri_Memo2024-07-15T18:16:35+02:00Argentina, anni Sessanta: Diego Alvaro Menconi percorre in lungo e in largo la pampa a bordo di una vecchia Chevrolet guidata dal fedele León, assistendo a partite di calcio nei barrios di Buenos Aires, nei deserti della Patagonia o sulle colline arroventate dei Tropici. Menconi è un venditore di piedi, un mediatore che mette in contatto squadre e giocatori da una parte all’altra dell’Atlantico, cercando ogni volta di concludere l’affare perfetto. Ma è anche un’anima anarchica, un outsider malinconico e romantico costretto ad arrangiarsi come può, così, quando la vicina di casa Alicia lo contatta per chiedergli aiuto nella disperata ricerca del marito, la mezzala ormai sul viale del tramonto Luis Pacifico Morettini, per Menconi non rimarrà altro da fare che reinventarsi detective e mettersi sulle sue tracce. Sarà l’inizio di un’avventura rocambolesca in una terra tormentata dalle dittature e dalla povertà, tra allenatori fanatici, squadre improbabili, criminali e militari indistinguibili tra loro, mentre a ogni latitudine, in Argentina come in Italia, cala come un’ombra la minaccia della violenza e delle ingiustizie della politica. Ferrari & Magliani ci regalano un romanzo stralunato e bellissimo sul football e sulla vita, allo stesso tempo un noir a tema sportivo e un’ode a un calcio che non c’è più ma continua a esistere come un sogno a cui tornare.
Soli nella Tempesta
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:34:18+02:00PREMIO MEMO GEREMIA.
«Alcuni treni sono persi per sempre, su altri ho la sensazione che potrebbe esserci ancora posto per me; certe occasioni o relazioni pensi sempre che potrebbero tornare da un momento all’altro. Con il nuoto è successo così, è rimasto in sospeso per anni, poi si è ripresentato.» La storia di Manuel la ricordano tutti: uno scambio di [...]
Slam
WA_Cri_Memo2024-07-15T18:01:16+02:00Federer, Nadal, Djokovic, ma anche Borg e Connors, McEnroe e Lendl e tanti altri campioni del tennis sono riusciti a raggiungere traguardi straordinari non solo per merito delle loro qualità tecniche e atletiche, ma anche grazie a determinate competenze trasversali, innate o acquisite nel tempo: la resistenza allo stress, la capacità di saper cambiare il proprio gioco, l’attitudine al problem solving e soprattutto la resilienza, che non è solo una componente necessaria per vincere, ma rappresenta la vera anima di questo sport. “Slam” racconta momenti di grande tennis con una nuova chiave di lettura, attingendo alle categorie concettuali teorizzate dalla psicologia del lavoro che oggi fanno la differenza nello sport e nella vita. Perché non esiste un tennista che, nell’attimo cruciale di una partita o nell’arco della sua carriera sportiva, non abbia vissuto momenti di estrema difficoltà e profonda crisi così potenti da fargli quasi gettare la spugna. Ma il vero campione, grazie alla resilienza, trova la forza di affrontare e superare ogni avversità, risollevandosi più forte e vincente di prima.
La mia vita da numero 10
WA_Cri_Memo2024-07-15T18:02:24+02:00Il numero 10 sulla maglia di un calciatore rappresentava per il tifoso l’estro, la fantasia, l’imprevedibilità. In una parola la magia che a volte il calcio sa regalare, come dimostrato dai più grandi della Storia del Gioco del Calcio che lo hanno indossato, da Valentino Mazzola a Maradona. Ancora oggi, quando la numerazione delle casacche ha ormai assunto un impersonale ordine casuale, il numero 10 sulla divisa di un calciatore evoca una sensazione di attesa di una giocata fuori dagli schemi. Nei 10 capitoli della sua autobiografia “10 - la magia di un numero”, ricca di aneddoti ed episodi inediti, Evaristo Beccalossi ci conduce direttamente sui campi da gioco, raccontando l’essenza di un ruolo unico e affascinante. Il libro ci restituisce una vita ricca di incontri, personaggi dello sport e dello spettacolo, figure che hanno caratterizzato un’epoca irripetibile. Forte poi della sua esperienza di opinionista televisivo, il “Becca” non manca di gettare uno sguardo sui tempi recenti, trasmesso con la simpatia e la verve che gli sportivi e gli appassionati hanno da tempo dimostrato di apprezzare.
La gita selvatica
WA_Cri_Memo2024-07-15T17:40:46+02:00Nina frequenta un corso di arrampicata sportiva e sta per partire per una settimana davvero selvatica: tende sotto le stelle, arrampicate sulla falesia e storie attorno al fuoco, la sera. Tra paura e coraggio, Nina conosce la storia dei primi arrampicatori, divisi tra un ardimento sconsiderato e la voglia insopprimibile di scoprire una libertà diversa e nuovi orizzonti in natura… e anche Nina, piano piano, inizierà a sentirsi coraggiosa e selvatica. Una nuova graphic novel che segue Controcorrente, Annie il vento in tasca, Doppio passo in cui protagoniste al femminile affrontano sfide di vita e di sport.
Juventus
WA_Cri_Memo2024-07-15T17:34:14+02:00Un anno infernale per la Juventus, il 2023. Cominciato in un pomeriggio di gennaio con 15 punti di penalizzazione in campionato per le plusvalenze – praticate da tutti nel calcio italiano da almeno vent’anni per sistemare i bilanci e, fino a quel momento, sempre perdonate dalla giustizia sportiva in assenza di norme chiare in materia – e proseguito con un’altalena surreale di prime pagine colpevoliste, precedenti della giurisprudenza ignorati, sanzioni pesantissime per i bianconeri in Italia e in Europa. Ancora una volta, i problemi strutturali del calcio italiano vengono affrontati mettendo sotto processo il (solito) colpevole perfetto. Massimo Zampini, con i toni leggeri e ironici che gli sono consueti ma senza fare sconti, ci conduce in un lungo e approfondito viaggio nell’italica ossessione per la Juventus. Un’ossessione da cui non è più immune nessuno: tra magistrati che dichiarano in pubblico di odiare la Juve e media ormai adagiatisi in una facile narrazione che individua nella società bianconera l’origine e la causa di ogni stortura del nostro calcio. Per meglio comprendere il fenomeno, il libro ospita anche dei dialoghi con professionisti di vari campi: il giornalista Giuseppe Cruciani (tifoso laziale regolarmente scambiato per juventino, in quanto non facente parte degli ossessionati), il direttore di «Tuttosport» Guido Vaciago, il professore di psicologia sociale Giuseppe Carrus, il direttore di «GQ Italia» Federico Sarica, i due fondatori dell’associazione Errori giudiziari.com, alcuni giornalisti sportivi stranieri e infine l’attore Pietro Sermonti, romano e fieramente juventino.
Dražen Petrović
WA_Cri_Memo2024-07-15T17:17:41+02:00Mentre i fuochi innescati dall’odio etnico e religioso cominciano a divampare, la nazionale di basket della Repubblica socialista federale di Jugoslavia rappresenta l’ultimo baluardo del sogno di «Fratellanza e Unità», anche in virtù della sua pallacanestro straripante e gioiosa, espressione massima di un talento tramandato di generazione in generazione. Di quell’estro cestistico collettivo Dražen Petrović è stato l’interprete assoluto per dedizione, ossessione e bellezza. Capace come nessun altro di esaltare una dote innata – essere il migliore, con una palla a spicchi tra le mani – attraverso un culto del lavoro folle e furioso, per il quale rinuncerà a tutto, tranne che alla sfida con sé stesso. E che gli consentirà di diventare il primo giocatore europeo a illuminare le arene Nba, cambiando per sempre la percezione del basket americano nei confronti di quello del Vecchio Continente. Dopo aver raccontato l’epica della Democrazia corinthiana e dei pugni guantati di nero a Città del Messico ’68, Lorenzo Iervolino completa il suo «discorso sullo sport e la politica come un corpo unico» ripercorrendo le orme lasciate dal Mozart dei canestri sulle strade delle città che lo hanno visto crescere, e interpellando la memoria di chi gli è stato accanto e lo ha, sopra ogni altra cosa, amato. Alla ricerca del segreto di un giovane uomo che ha sempre anteposto il gesto atletico alla parola, assurto più o meno volontariamente a eroe nazionale e strappato alla vita subito dopo aver compiuto i primi, leggiadri passi sulla tanto desiderata Luna.
Bruce Lee
WA_Cri_Memo2024-07-15T17:07:22+02:00Nelle arti marziali, come nel cinema d’azione, c’è un prima e un dopo Bruce Lee. L’ibridazione tra stili di combattimento diversi, la rinuncia alle forme codificate, l’economia cinetica: sono alcuni degli elementi che i fighter contemporanei hanno ereditato da lui. Il Neo di Matrix, Jason Bourne o un Bond del terzo millennio: sono tutti nel solco del «Piccolo Drago». Qualsiasi action movie di oggi ha un debito con le sue straordinarie coreografie, anche se nessuno è più riuscito a infondere in uno scontro fisico la stessa profondità spirituale. Figlio di un cantante dell’opera cantonese e di una donna eurasiatica, Bruce Lee aveva nei geni sia il senso dello spettacolo sia la capacità di pensare fuori dai canoni, oltre la tradizione. Attore bambino a Hong Kong, studente di wing chun, ballerino di cha cha cha, poi emigrante, inventore del jeet kune do, coach di campioni dello sport e stelle di Hollywood, da Steve McQueen a Sharon Tate, da Kareem Abdul-Jabbar a Chuck Norris. La sua vita è stata più avventurosa di un film, sospesa tra due culture, segnata dalle discriminazioni e poi da un successo irripetibile, spezzato sul più bello da una morte ancora velata di mistero. Con una ricerca meticolosa, attenta a evitare mistificazioni e aggiornata alle centinaia di testimonianze di allievi, colleghi, registi, amici e familiari, Michele Martino ci offre un ritratto intimo e avvincente di Bruce Lee, il più completo mai pubblicato in Italia, e uno studio sorprendente sui segreti della sua arte.
Argento Vivo
WA_Cri_Memo2024-07-15T17:01:05+02:00Si parte con la rocambolesca tournée in Cina di una selezione ancora sperimentale, lungo la strada si prende il bronzo agli Europei del 2003 in Svezia, e poi si conquista l’argento alle Olimpiadi di Atene del 2004, finendo dietro solo all’Argentina di Manu Ginóbili. Si comincia tra lo scetticismo di tutti, finito il ciclo dei Myers e dei Fucka, e si arriva alla partita più bella mai giocata da una nostra Nazionale di basket. Il cammino degli azzurri di Carlo Recalcati, per tutti «Charlie», non è stato certo facile: il suo non era un gruppo di predestinati, ma un insieme di uomini in grado di ribaltare i pronostici, incarnando in maniera perfetta il concetto di squadra ed esaltando così ogni singola goccia di talento a disposizione. «In un paese come il nostro, in cui il secondo è il primo dei perdenti, l’Italbasket del 2004 è una clamorosa eccezione. Non è la squadra che ha perso la finale olimpica, ma è quella che ha vinto l’argento». A vent’anni da quell’impresa, Marco Gaetani incontra Gianluca Basile, Massimo Bulleri, Giacomo Galanda, Davide Lamma, Denis Marconato, Gianmarco Pozzecco, Rodolfo Rombaldoni, Matteo Soragna e Carlo Recalcati, ma anche Dino Meneghin e Flavio Tranquillo, e con il loro prezioso contributo racconta il biennio che ha portato la pallacanestro italiana a vivere il suo momento di maggiore gloria.
Berlino 1936
WA_Cri_Memo2024-07-15T16:55:04+02:00I Giochi Olimpici del 1936 rappresentano un evento epocale che segna la nascita dello sport moderno. Concepiti come strumento di propaganda del nazismo, vengono trasmessi, per la prima volta al mondo, dalla televisione e celebrati in un film. È in questa circostanza che Luz Long, uno degli atleti di punta della Germania, e Jesse Owens, il campione statunitense afroamericano, si sfidano nel salto in lungo sul prato dell’Olympiastadion di Berlino. Ma accade l’imprevedibile: Owens sbaglia i primi due salti, gliene resta solo uno per tentare di accedere alla finale. Il tedesco — già qualificato — si avvicina, gli dà dei suggerimenti, Jesse lo ascolta e vola: sarà oro e record olimpico. Al termine della gara i due, emozionati, si abbracciano, fra i boati della folla. È un momento che le immagini fisseranno per sempre, consegnandole alla storia. Questo libro è la cronaca, in parallelo, di due esistenze molto diverse fra loro — quella borghese di Long e quella segnata dalla povertà di Owens — e insieme la storia di un incontro e di un’amicizia capaci di abbattere le barriere dell’odio e della diversità. Jesse e Luz si scriveranno per tutta la vita, fino alla tragica morte di quest’ultimo, a testimonianza di un legame che stringerà anche le loro famiglie.
Vincitori e vincenti
WA_Cri_Memo2024-06-28T16:26:52+02:00“Il vincitore è occasionale, il vincente è perseverante”. Un palmarès impressionante, uno dei giocatori di pallavolo più forti di sempre, parte di quella “generazione di fenomeni” che ha rivoluzionato lo sport. Eppure, Pasquale Gravina è molto più di questo: chiusa la sua prima vita sportiva, ha saputo costruirne un’altra in ambito manageriale, anch’essa costellata di prestigiosi successi. Affrontando temi come l’importanza della squadra, le tipologie di giocatori, il leader moderno, l’etica professionale e molte altre questioni rilevanti per chiunque si muova in sistemi organizzativi altamente competitivi, in Vincitori e vincenti Gravina condivide il suo percorso e le sue esperienze per trasmettere al lettore le chiavi che gli hanno permesso di ottenere grandi risultati in tutte le sue attività. Perché vincere una volta è facile, può anche essere frutto del caso, ma per essere dei vincenti ci vuole metodo.
Una storia bella
WA_Cri_Memo2024-06-28T16:09:48+02:00Tutti se lo ricordano per quei tre gol. Il 13 maggio 1979, nell’ultima giornata di campionato, Giancarlo Alessandrelli sostituisce Dino Zoff ed entra in campo per la prima volta in serie A con la maglia della Juventus dopo 113 incontri in cui è restato in panchina con il numero 12 sulle spalle, quello che nel calcio dell’epoca era prerogativa esclusiva del portiere di riserva. È una classica partita di fine stagione che la Juve di Trapattoni sta conducendo placidamente per due a zero, e poco dopo l’ingresso dell’eterno secondo arriva anche il terzo gol. Ma dopo accade l’imprevedibile: l’Avellino si riversa in avanti e in meno di mezzora rifila tre reti ad Alessandrelli. Finisce così e sembra un po’ una favola al contrario, ma nel calcio, come nella vita, c’è sempre un secondo tempo. E così per Giancarlo, una volta appesi i guanti al chiodo, comincia una ripresa piena di lustrini, segnata dall’avventura del Billionaire, il locale di Porto Cervo che diventerà iconico negli anni a cavallo del millennio. Una storia strana, che comincia su un campo da calcio della periferia romana, prosegue nello spogliatoio di una delle squadre più forti di tutti i tempi e approda sulle spiagge più esclusive della Sardegna. Decisamente, una storia bella.
Tra la Champions e la libertà
WA_Cri_Memo2024-06-28T15:58:05+02:00Era il 10 maggio 2006 quando tre macchine gli sbarrano la strada e quattro agenti in borghese lo trascinano fuori dalla sua auto per portarlo alla caserma di Venaria Reale. È il 31 gennaio 2023 quando arriva la telefonata liberatoria: «È finita, Micky, è finita! Sei stato assolto!». In mezzo, diciassette anni di processi, la prigione, gli arresti domiciliari, l’obbligo di firma, migliaia di carte presentate ai giudici finché la verità è stata finalmente riconosciuta: Michele Padovano è innocente, non è il più grande narcotrafficante del mondo del calcio. Un lungo cammino di errori giudiziari, nel quale l’ex attaccante di Cosenza, Pisa, Genoa, Reggiana, Napoli e Juventus si trova invischiato suo malgrado e che ha deciso di raccontare in queste pagine portando a galla ricordi, emozioni, dolore ma anche le piccole e grandi gioie ritrovate durante il calvario. Perché «la libertà è come l’aria: nessuno si rende davvero conto di quanto sia preziosa finché non ti manca». Con coraggio e sincerità, Padovano ripercorre la sua vita fatta di successi e abbandoni, di amore e amici veri e di chi gli ha voltato le spalle ad altissima velocità, in un up up and down di sentimenti incredibile.
Copertina Storie di atletica e del XX secolo
WA_Cri_Memo2024-06-28T15:48:29+02:00Con le sue storie, l’atletica, la regina dello sport, ha spesso incontrato la grande Storia. Lo ha fatto con Jim Thorpe, il nativo americano dominatore dei Giochi di Stoccolma cui vennero revocate le medaglie, probabile vendetta per le sue origini, o con Rudolf Harbig, re del mezzofondo, morto nel massacro della Seconda Guerra mondiale, o con la vicenda di Yoshinori Sakai, ultimo tedoforo a Tokyo nel 1964, nato a Hiroshima nel giorno dell’esplosione della bomba, e con altri personaggi più o meno noti. Nicola Roggero, voce di Sky Sport, ha scelto venti storie per raccontare da una parte l’atletica con i suoi eroi ed eroine, dall’altra la Storia che sembra non avere pietà per nessuno se non in quel breve istante in cui una corsa, un salto o un lancio si oppongono al destino e sanno fermare miracolosamente il tempo.
Sparwasser. L’eroe che tradì
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:29:11+02:00Amburgo, 22 giugno 1974, Mondiale di calcio. Per la prima e ultima volta si sfidano le Nazionali della Germania Occidentale e della Germania Orientale. Non è soltanto una partita: è il confronto tra due realtà che erano e saranno unite, ma che per mezzo secolo rappresenteranno le facce tragicamente opposte di una stessa medaglia. La Germania Occidentale è la grande favorita: è fortissima e gioca in casa. E infatti, il 7 luglio, conquisterà per la seconda volta il titolo mondiale, battendo in finale l’Olanda. Ma quella sera accade l’imponderabile. Malgrado una pressione costante e un palo colpito, i bianconeri non riescono a segnare. Al 78’, Jürgen Sparwasser riceve palla, si libera di due avversari e poi effettua un tiro forte e preciso che supera il portiere Maier. La Germania Orientale passa in vantaggio. Lo stadio di Amburgo ammutolisce. Il risultato non cambierà. Quella sera, quel minuto, quel gol, restano nella storia: non soltanto del calcio. Sparwasser diventa un eroe per chi crede negli ideali del socialismo reale. Ma è un ruolo che non ama e non gli appartiene. La sua è un’esistenza tormentata, che lo indurrà a rifiutare diverse opportunità nel mondo del calcio pur di non accettare posizioni che comporterebbero un’adesione totale agli ideali del regime. Fino a quando capisce che per il bene suo e della sua famiglia c’è soltanto una soluzione. La fuga.
Sinner. Una faccia pulita
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:25:40+02:00Jannik Sinner è davvero una faccia pulita del nostro tennis. È il campione che sta cambiando il suo sport, diventato con le sue vittorie e il suo modo di essere un fenomeno di costume. Il libro scritto da Leonardo Iannacci, e che contiene una prestigiosa prefazione di Claudio Baglioni, racconta l’evoluzione tennistica e la crescita di Sinner in un mondo, quello del tennis, che lo ha accolto come il fuoriclasse del nuovo millennio, l’erede di Federer e Nadal. Con preziose testimonianze di Paolo Bertolucci, Omar Camporese e Paolo Canè, questo ritratto dell’uomo e del campione si arricchisce di racconti inediti da parte dello staff che segue Jannik nel suo percorso da fenomeno. Sapevate, ad esempio, che Sinner adora i tortellini che gli cucina la mamma di Giacomo Naldi, il suo fisioterapista bolognese? Che ama giocare a burraco? Oppure che il cuoco che lo segue in tutto il mondo, durante i circuiti, è lui, papà Sinner? Un libro che si legge tutto d’un fiato, preciso e diretto come una volée del campione di Sesto Pusteria.
Senna. Le verità
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:22:56+02:00Sono trascorsi trent’anni da quel tragico 1 maggio 1994 e la memoria di Ayrton Senna è ancora viva, intatta. Il ricordo di “Magic” è trasmesso anche alle nuove generazioni di appassionati di F1 che non lo hanno potuto vedere in azione perché non erano nemmeno nati, un mito che si è costruito in pista con imprese straordinarie che lo hanno portato a vincere tre titoli mondiali. E chissà dove sarebbe potuto arrivare se quel piantone non si fosse rotto alla curva del Tamburello durante il Gp di San Marino. L’incidente al settimo giro sembrò che non avesse spezzato solo la vita del pilota più grande, ma potesse addirittura mettere fine alla F1, dopo il weekend più nero nella storia del Motorsport. Questo libro non cerca nuove clamorose verità, ma prova a mettere in fila i fatti di una storia incredibile che ha ancora qualche domanda senza risposta. Il giornalista che aveva seguito all’epoca una pericolosa e caparbia inchiesta per “Autosprint”, a distanza di tre decenni torna a parlare con tutti i protagonisti di quella vicenda che mobilitò l’attenzione mediatica mondiale per ricostruire, in una sorta di gioco degli specchi, una tragedia. Nella testimonianza di chi l’ha vissuta emerge la grandezza di un campione che ha sfidato il fato. Vita e morte che si rincorrono lungo il tracciato …
Se cadono tutti vinco io
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:18:26+02:00I corridori di solito sono noti per la loro disciplina, per la loro vita da monaci, finiscono per consumarsi, chiudersi, intristirsi. Invece Dino Zandegù no. Lui fa parte della schiera eletta dei matti, degli ingegnosi, degli imprevedibili, degli allegri. Esagerava ed esternava, trasgrediva e peccava, e lo faceva mangiando e bevendo, cantando e recitando, sproloquiando, ricamando e improvvisando. Sarà il suo nome, Dino, l’unico diminutivo di una esistenza accrescitiva. Sarà il suo cognome, Zandegù, che fa rima con virtù e tribù, Gesù e Belzebù. Sarà la sua rivalità – il ciclismo si è sempre sublimato in duelli e dualismi – con Marino Basso. Sarà la sua pesantezza del pedalare in salita capace di trasformarsi in leggerezza del vivere in discesa, pianura e volata. Sarà la sua arte di raccontare storie vere – come precisa lui stesso – al novanta per cento. Perché molto appartiene alla storia, ma qualcosa anche al mito e alla leggenda, alla libera interpretazione e alla sincera ispirazione.
Rocky Marciano
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:15:05+02:00Imbattuto. Imbattibile. E’ Rocky Marciano (1923-1969), l’unico peso massimo della storia a concludere la sua carriera senza sconfitte: 49 match vinti, di cui 43 per k.o. A cento anni dalla nascita del grande campione americano figlio di emigranti italiani, Dario Ricci ripercorre la sua vita e la sua carriera alla ricerca delle tracce che ancora restano di questo mito. Cosa sopravvive oggi di Marciano? Come viene preservato il suo ricordo? Cosa invece è destinato a perdersi, o si è già perso, nel tempo? E come raccontare oggi un mito dello sport? Un viaggio da Ripa Teatina, piccolo borgo abruzzese da cui a inizio Novecento partì Quirino Marchegiano, futuro padre del campione, a Brockton in Massachusetts, dove nacque Rocco/Rocky; da San Bartolomeo in Galdo, vicino Benevento, da dove era emigrata la madre Pasqualina, fino ad Assisi, oggi capitale della boxe italiana. Senza poi dimenticare il match “virtuale” tra Marciano e Muhammad Ali, che ancora oggi sopravvive online a entrambi. Un viaggio dentro e intorno alla vita, ai luoghi, al mito del “bombardiere di Brockton”.
Pezzi di colore
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:11:29+02:00Marco Tardelli che ti rovescia addosso una tazza di tè. Gianni Rivera che ti denuncia in pubblico come terrorista armato di bombe a mano. Eddy Merckx che ti adotta durante il Giro d’Italia. Helenio Herrera che non sa pronunciare il tuo nome. Paolo Rossi che ti fa preparare una torta dalla mamma. Niki Lauda che se ne va senza salutarti. Giacinto Facchetti che ti fa una confidenza irriferibile. E poi Maurizio Mosca che ti intervista in caserma, Gianni Mura che ti dedica un libro di poesie, Gianni Brera che ti rinomina “giovane padano”, Gino Palumbo che minaccia tua moglie il giorno delle nozze, Candido Cannavò che ti trascina a zonzo per le strade di Buenos Aires. Ci sono questi e tanti altri aneddoti insieme ai protagonisti dell’epoca nei ricordi del giornalista che negli anni Settanta era il più giovane redattore dalla «Gazzetta dello Sport», dove era stato assunto grazie a un cappellano, al generale Custer e a una maestra di quarta elementare. Che forse aveva capito tutto …
L’arte del calcio
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:08:18+02:00Cos’è il calcio per un giocatore? E per un allenatore? Cosa accomuna un professionista di Serie A a un dilettante? Alessandro Calori e Aldo Dolcetti, ex calciatori, compagni di squadra a inizio anni Novanta e oggi allenatori, raccontano il mondo del pallone, passione e mestiere di una vita intera. Una testimonianza capace di cogliere l’essenza del calcio, da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, nella forma dei suggestivi disegni di Dolcetti e dei brevi testi di Calori, quasi appunti da leggere ad alta voce. Né saggio né racconto, L’arte del calcio è un album da sfogliare in cui sono rappresentati tutti gli elementi fondamentali dello sport più popolare del mondo: dai ruoli in campo ai “ferri del mestiere”, dai luoghi del gioco al lavoro dell’allenatore, dall’arbitro al contorno del pubblico, dai momenti topici della partita ai ritratti di campioni del campo o della panchina. Un concentrato di calcio vissuto che potrà ispirare giovani e meno giovani, aiutando a comprendere il significato di una vittoria o di una sconfitta, ad apprezzare un difensore sconosciuto tanto quanto un campione, a leggere in campo il lavoro dell’allenatore e a cogliere le mille emozioni di un gol, spartiacque di tanti destini.
Il nome della rosea
WA_Cri_Memo2024-06-27T18:04:25+02:00Un giornale in espansione, anzi in pieno boom. Un luogo centrale nella mitologia del giornalismo degli anni Ottanta e delle sue tirature record, ma anche un posto pieno di storie e di personaggi ai limiti dell’assurdo, in cui mentre si faceva questo mestiere ai massimi livelli ci si poteva persino divertire, e non poco. Flavio Vanetti, che ha lavorato alla «Gazzetta dello Sport» dal 1982 al 1989 (quando passò al «Corriere della Sera»), ci racconta quei sette anni, nei quali il rigore del lavoro e dei servizi si sposava a momenti incredibilmente spassosi. Lo sapevate che secondo un falso dispaccio dell’agenzia Ansa Cino Ricci, lo skipper di Azzurra, la barca della prima avventura italiana in Coppa America, era stato divorato da uno squalo e che il fake creò un bel pandemonio prima di essere fermato alle soglie dell’andata in stampa? Oppure che la redazione motori, grazie a un disguido della linea telefonica, aveva trovato il modo di spacciarsi per una ditta di imbalsamazione, addirittura di corpi umani? E siamo solo all’inizio: allacciate le cinture, il viaggio sarà molto particolare.
Il mio calcio eretico
WA_Cri_Memo2024-06-27T17:59:45+02:00Mi hanno dato dell'eretico, per aver fatto mie e portato nel contesto di lavoro teorie sull'apprendimento tenute finora lontane dal calcio, per il mio desiderio continuo di andare sempre avanti, di provare a educare i giovani sin dal principio a un'idea di calcio propositivo, di considerare il calciatore una persona nella sua interezza, curando e coltivando non solo le sue doti fisiche, tecniche e tattiche, ma anche le sue relazioni con gli altri, le sue attitudini mentali, il suo benessere psicologico, con la ferma consapevolezza che queste componenti non possano essere separate l'una dalle altre». Ha marcato i più grandi giocatori avversari, da Platini a Maradona. Ha giocato insieme ai più grandi giocatori dell'epoca, da Baresi a Maldini, da Van Basten a Gullit ed è stato responsabile giovanile della primavera del Milan, una volta smesso di giocare. Filippo Galli, storica bandiera del Milan di Sacchi e Capello, tra aneddoti personali e lezioni di calcio, ci racconta la sua storia di protagonista in una delle squadre più gloriose di tutti i tempi e di come si mettono bambini e ragazzi nelle condizioni di apprendere a "giocare" a calcio. Dalla sua esperienza di scout e allenatore è riuscito a trarre una serie di riflessioni utili per educare i più giovani al complesso mondo dello sport e del calcio. Prima l'uomo e poi il pallone, prima un'idea nobile di come si deve giocare e si deve vivere il professionismo, e poi tutto il resto. Un maestro di calcio, un po' controcorrente, che si apre ai ricordi "leggendari" del suo Milan e si fa portatore di una pedagogia attenta allo sviluppo della persona e del talento.
Il giallo del tour
WA_Cri_Memo2024-06-27T13:38:02+02:00Trionfi e tragedie, le imprese storiche, i retroscena, segreti, misteri e misfatti dei leggendari protagonisti del Tour de France, la corsa più importante del mondo, dal 1903 ai giorni nostri. Il primo vincitore era valdostano, Maurice Garin, uno spazzacamino che rinnegò l’Italia per la Francia. Un secolo fa il primo vincitore italiano, Ottavio Bottecchia, nel 1924 e nel ’25. Poi nel ’27 la sua morte misteriosa sulle strade friulane. Il Tour entrò nella leggenda nel 1930 quando gli organizzatori crearono le squadre nazionali, una formula che esaltò le imprese e i trionfi di Coppi e Bartali in maglia tricolore diretti da Alfredo Binda. Il fascismo impedì a Bartali di vincere nel ’37. La verità sulla telefonata a Bartali nei giorni dell’attentato a Togliatti nel luglio ’48. La vera storia del passaggio della borraccia fra Gino e Fausto. I misteri e il giallo del ritiro della nostra nazionale nel ’50 mentre stava dominando il campo. L’impresa di Nencini e la tragedia di Rivière finito nel burrone per seguire il campione toscano in discesa. I duelli incandescenti fra Anquetil e Poulidor, la morte di Simpson sul Ventoux, il trionfo inatteso e magico di Gimondi. Le imprese folli di Merckx e le nostre sconfitte. L’irresistibile Hinault, Chiappucci e Bugno battuti da Indurain, stranamente favorito dalle lunghe crono. La tragedia di Casartelli scendendo dai Pirenei. La leggenda di Pantani, che salvò il Tour dagli intrighi del doping, ultimo campione ad aggiudicarsi nella stessa estate prima il Giro e poi la corsa a tappe francese. Le frodi di Armstrong, l’arrivo dei britannici. L’ultimo nostro grande trionfo con Vincenzo Nibali, sino ai duelli fra Pogacar e Vingegaard.
I campioni dello Slam
WA_Cri_Memo2024-06-27T13:32:49+02:00Dall’inglese Spencer Gore, vincitore del primo Wimbledon nel 1877, al nostro Jannik Sinner, che ha riportato uno Slam in Italia dopo quelli di Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, i vincitori dei tornei del Grande Slam finora disputati sono stati 153. Campioni leggendari che hanno fatto la storia del tennis mondiale: questo libro dedica a ognuno di loro un capitolo, raccontando le caratteristiche del loro gioco, le loro imprese, le partite più emozionanti e i colpi più spettacolari. Il volume offre al lettore anche un apparato statistico senza precedenti, che raccoglie in centinaia di tabelle tutte le informazioni sui giocatori, gli albi d’oro, i record e le curiosità su Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. La specialità di Marianantoni sono infatti proprio le statistiche del tennis, di cui si è occupato sin dal 1989 a fianco del grande Rino Tommasi. Da anni “lo stregone dei numeri” aggiorna il suo database dei giocatori, costruisce le loro storie, archivia partita dopo partita e scova record. Qui li troverete proprio tutti, anche i più curiosi e impensabili. Per ognuno dei giocatori, a cui Marianantoni ha assegnato un voto, del tutto personale, da 1 a 6 stelle, è presente il ricordo di illustri giornalisti sportivi: da Gianni Clerici a Nicola Pietrangeli, da John Oliff a Paolo Bertolucci e molti molti altri. Un libro per conoscere tutti i segreti dei quattro fantastici tornei e dei loro vincitori.
Golden set
WA_Cri_Memo2024-06-27T13:27:51+02:00Eleonora, alzatrice della Nazionale di pallavolo, che dopo aver vinto tutto scopre un tumore, si cura e torna a vincere. Federica, la promettente centrale che appena approdata in Serie A arriva sull’orlo del ritiro per un malessere, casualmente ne scopre i motivi e prosegue una carriera ricca di successi. Marco e Luciano, due palleggiatori mito di tutti gli appassionati, che improvvisamente si ritrovano soli con il fantasma della depressione e scelgono due modi diversi per affrontarlo e scacciarlo. Giulia, schiacciatrice di provincia colpita da sclerosi multipla, che sceglie di sedersi prima che glielo imponga la malattia. L’alzatrice Alessia, che ha perso la serenità per colpa di uno stalker. Queste e le altre storie contenute nel libro hanno un filo che le lega: sono racconti di atlete e atleti di successo, ammirati dal pubblico, che di fronte a un ostacolo improvviso che ha messo a rischio la loro attività (e la loro vita) hanno mostrato tutta la loro umana fragilità scendendo a patti con questo insolito avversario, riuscendo a ripartire. Al loro fianco, diversi specialisti ci aiutano a conoscere gli ostacoli e ci suggeriscono come superarli. L’esperienza di questi campioni e campionesse vuole essere d’ispirazione per chi affronta difficoltà simili fuori dal cono di luce dei riflettori dei palasport, affinché nessuno si senta mai solo.
Giù la testa
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:34:11+02:00PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI.
Nella storia del pugilato nessuna sfida ha avuto l'impatto di "The Rumble in the Jungle", disputato il 30 ottobre 1974 a Kinshasa, nel cuore dell'Africa. Non soltanto per lo spessore tecnico e umano di Muhammad Ali e George Foreman, protagonisti di quel combattimento, ma anche per la novità della sua collocazione, lo Zaire, [...]
Formula 1
WA_Cri_Memo2024-06-26T15:22:15+02:00I numeri hanno la possibilità di trasformarsi in aneddoti, storie e sentimenti da trasmettere agli appassionati? La risposta resta nell’aria e affascina la sfida da cogliere e rimandare ai lettori in questo nuovo libro di Mario Donnini: Formula 1. Campionissimi e grandi record, incentrato su tutto ciò che sta dietro i primati statistici più stordenti del mondo dei gran premi. Come quello delle vittorie, delle pole, del maggior numero di corse iridate e tanti altri ancora. Tante le risposte che si possono trovare in questo volume, a domande quali: Lewis Hamilton è un poleman più forte di Ayrton Senna? E davvero Fernando Alonso può essere considerato il doppio più esperto di Graham Hill, avendo disputato due volte i suoi gran premi? Preparatevi a tante sorprese e colpi di scena, perché l’analisi e la tesi di questa e tante altre faccende riguardanti le nude e crude verità date dai numeri risiede in queste pagine. Alla pungente penna di Giorgio Serra, in arte “Matitaccia” il compito di illustrare con la simpatia e l’ironia di sempre questi record, attraverso una serie di tavole in bianco e nero appositamente realizzate per questo volume.
Dieci ferite
WA_Cri_Memo2024-06-26T12:37:07+02:00Vi ricordate la prima volta che avete pianto da tifosi, per la sconfitta di un campione o della vostra squadra del cuore? Il giornalista e scrittore Lorenzo Fabiano torna indietro al tempo di sé bambino per raccontarci le sue ferite legate allo sport, dieci grandi campioni di altri tempi e di sport non sempre blasonati che hanno segnato il suo immaginario. Il pugile Nino Benvenuti, i ciclisti Franco Bitossi, Giovanni Battaglin e Francesco Moser, il pilota Clay Regazzoni, lo sciatore Gustavo Thoeni, il velocista Pietro Mennea, il tennista Adriano Panatta, e due squadre: la Nazionale italiana di calcio ai Mondiali del 1974 e la Pallacanestro Varese di Dino Meneghin. Dieci episodi attraverso gli anni Settanta, dieci storie di sconfitte che hanno segnato le carriere di altrettanti campioni. Dieci storie con un comune denominatore: campioni che, tramite le sconfitte, e soprattutto la loro accettazione, sono cresciuti e maturati come esseri umani. Dieci storie di riscatto, perché per arrivare a vincere bisogna prima di tutto saper perdere. Sullo sfondo, le cronache di un’Italia altrettanto “ferita”, gli anni caldi di attentati, stragi e depistaggi, che segnano il corpo collettivo di un paese uscito malconcio dagli anni del boom. Un libro imperdibile per chi ama le cronache (anche umane) dello sport.
C’è solo un presidente
WA_Cri_Memo2024-06-26T12:10:07+02:00«Quando ero allenatore dell’Edilnord…» inizia a metà degli anni Sessanta l’avventura calcistica di Berlusconi e sono tante le volte che lo ha ricordato ai suoi giocatori. Sotto la sua presidenza – dal febbraio 1986 all’aprile 2017 –, il Milan ha vinto 29 trofei ufficiali in 31 anni. Un record assoluto. Questo libro ripercorre la grande passione sportiva di Silvio Berlusconi. Da quando imitava Nordhal all’oratorio del quartiere Isola, a Milano, raccogliendo i passaggi del compagno di liceo, Fedele Confalonieri, al primo allenatore messo sotto contratto, Marcello Dell’Utri. Dagli stadi di tutto il mondo al salone di Arcore, dove accoglieva i suoi giocatori suonando il pianoforte; dalle stanze di Palazzo Chigi a Milanello fino al Monza. E poi le infinite telefonate con Adriano Galliani ma anche curiosità e aneddoti raccontati da chi lo ha accompagnato in questa straordinaria avventura umana e sportiva. Gli inseparabili compagni di una vita, la famiglia, i giocatori e gli allenatori più amati, chi ha lavorato al suo fianco, chi ha contribuito a realizzare i suoi sogni, chi l’ha fatto sorridere e chi gli deve tutto. Berlusconi e il calcio. Un feeling durato una vita, e vissuto con coraggio. Ha vinto e convinto, dalle riunioni in un bar di piazzale Loreto non appena trentenne al tetto del mondo. Quasi 87 anni da visionario, al suono della Cavalcata delle Valchirie, con un finale ricco di sentimenti ed emozioni contrastanti. E un clamoroso desiderio finale. Perché, davvero, C’è solo un presidente.
Capitani
WA_Cri_Memo2024-06-26T12:03:33+02:00Simboli di fedeltà, rappresentanti dei colori e della gloria di un club. Garanti dell'unità della squadra, in campo e fuori. Campioni che hanno consegnato le loro gesta alla leggenda. Condottieri capaci di migliorare i compagni, dando l'esempio con generosità, mentalità vincente, attaccamento. Gianfelice Facchetti racconta storia, aneddoti e virtù dei capitani del pallone, capaci di accendere l'immaginario collettivo dei tifosi, dalle origini del football fino al meno romantico calcio-business di oggi. In queste pagine incontreremo uomini di poche ma incisive parole, come Armando Picchi, Gaetano Scirea e Franco Baresi (o come Gigi Riva, capitano di fatto anche se mai ha voluto indossare la fascia), e trascinatori sempre pronti a suonare la carica ai compagni, come Valentino Mazzola e Giampiero Boniperti. Miti immortali capaci di rappresentare un popolo, come Francesco Totti e Totonno Juliano, o di unire le generazioni, come Cesare e Paolo Maldini. Capitani per supremazia tecnica, come Roberto Baggio o Alex Del Piero, e capitani punto di riferimento pur senza essere campioni. Dal primo capitano della Nazionale Francesco Calì, a Giacinto Facchetti, padre dell'autore, a cui la fascia sopra la maglia azzurra conferiva responsabilità degne di un diplomatico. E poi Zanetti, Di Bartolomei, Piola, Antognoni, Zoff; e stelle internazionali come Puskás, Jašin, Charlton, Beckenbauer... Le loro storie di passione, coraggio, lealtà insegnano che nel calcio il capitano non è solo il leader di una squadra, ma un simbolo capace di unire tutti gli appassionati, incarnando lo spirito del gioco e i suoi valori.
Bartali. Dalla giusta parte
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:44:48+02:00Gino Bartali ha vissuto la sua vita intensamente, senza risparmiarsi. La passione per la bicicletta e quel suo innato talento lo hanno portato a diventare uno dei campioni immortali della storia del ciclismo. Il suo altruismo e la sua tempra forte lo hanno condotto a mettere a rischio la propria vita per aiutare chi, in periodo di guerra e di leggi razziali, aveva più bisogno. I trofei vinti in sella alla bicicletta e le sfi de memorabili con i grandi campioni del suo tempo ci portano alla mente una delle più grandi Leggende ciclistiche di tutti i tempi. La sua storia familiare, l’intensa fede religiosa e la coraggiosa imprudenza, che gli ha permesso di salvare la vita a molti ebrei durante la Seconda guerra mondiale, ci consentono di ricordare anche l’Uomo. A 10 anni dalla nomina a Giusto tra le Nazioni dallo Stato di Israele, questa graphic novel vuole raccontare Gino Bartali nella maniera più completa possibile. Una vita vissuta con audacia, genuinità e determinazione che, pedalata dopo pedalata, ha condotto il Campione a diventare un vero Eroe.
Balkan football club
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:24:44+02:00Ci si fida di sconosciuti perché si condividono i sentimenti che provano. Si beve con gente che non si vedrà mai più perché si sa che sono dei nostri. Sono uomini e donne che si emozionano, amano, lottano, mettono a repentaglio grandi cose per i propri colori, per la propria squadra e per la propria città. Da queste persone ho ricevuto alcuni degli abbracci più sinceri e con loro mi sono scambiato certi sorrisi da far impallidire gli innamorati.
Ayrton Senna
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:17:40+02:00Il cimitero di Morumbi è una città-giardino che sorge tra le ramificazioni infinite di San Paolo. Una parentesi di pace in un mondo di rumore e velocità che sembra rappresentare perfettamente chi è stato, e chi continua a essere, Ayrton Senna. Sulla sua tomba una frase: Nada pode me separar do amor de Deus. Niente può separarmi dall’amore di Dio. Da lì, e dalla sua fine trent’anni fa a Imola in un giorno indimenticato e indimenticabile per la memoria collettiva, inizia il viaggio a ritroso nella storia di Senna. Un percorso fatto di luoghi e sentimenti, forse è proprio la dualità di questo personaggio, tanto affamato in pista quanto sensibile fuori dai margini del motorsport, a rendere davvero immortale l’eredità di Ayrton. Dalla decisione di lasciare il Brasile per cercare la fortuna nel mondo dei motori in Europa, fino all’Italia, inizio e tragico epilogo della sua vera carriera. Nel mezzo il sogno: la velocità, la ricerca dell’agonismo puro e la consapevolezza dolorosa di dover venire a patti con politica e denaro in un ambiente stritolante come quello della Formula 1. Una storia, quella di Ayrton Senna, che attraversa il tempo, lo spazio e la sensibilità di un uomo che non è mai stato e mai sarà solo un grande pilota.
Autismo sport inclusione
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:07:52+02:00Fabio La Malfa, già autore – sempre per Luni Editrice – dei volumi "Judo. Superare i propri limiti" e "L’avventura di Simone" (con disegni di Andrea Di Noi), raccoglie in questo libro le testimonianze di atleti, semplici praticanti, allenatori di persone con disturbi dello spettro autistico, ma anche di genitori, per dimostrare che, attraverso lo sport, è possibile e attuabile una vera integrazione e una vera inclusione sociale. L’idea dello sport per tutti è il filo conduttore dei racconti, che spaziano dal judo al rugby, dal karate alla ginnastica artistica. Racconti dai quali traspare tutta la gioia e l’entusiasmo di fare sport. Le esperienze e le emozioni di persone meravigliose mostrano un percorso straordinario che sarà contagioso per tutti. Nei racconti troviamo anche il punto di vista delle famiglie delle persone con spettro autistico, che narrano le difficoltà prima e la scoperta poi di vedersi riconoscere il diritto allo sport. Lo sport permette ai ragazzi di affrontare le difficoltà e li aiuta a ottenere maggiore autonomia. Questo libro ha l’ambizione di essere da stimolo a tanti insegnanti dicendo loro “sì, si può fare!”, per assicurare a tutti il diritto allo sport come diritto umano attraverso tre parole chiave: ricerca, formazione, azione. La sfida dei prossimi anni è costruire una vera inclusione che abbia come obiettivo la socialità, il lavoro e l’autonomia, partendo proprio dallo sport. Solo se ci sarà una profonda comprensione della parola, tanto usata e a volte abusata, “inclusione” si potrà disegnare insieme una società migliore. I racconti sono scritti dai praticanti di judo, karate, rugby e ginnastica artistica, un quadro assai variegato ma che dà il senso della capacità inclusiva che lo sport comprende appieno.
Atlante illustrato degli sport inusuali
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:00:33+02:00Tutti almeno una volta abbiamo giocato o anche solo immaginato uno sport strano. L’Atlante illustrato degli sport inusuali ci porta esattamente in quella dimensione. Dal Myanmar agli USA passando per l’Europa, il Brasile, il Giappone e l’Australia. Dalle scope non volanti del quidditch alle leggerissime palle in legno del chinlone… per non parlare della lotta coi cuscini, le corse coi cammelli e le estenuanti battaglie – fisiche e mentali – degli scacchi boxe. Oltre a quelli che conosciamo tutti, i più praticati e visti … il mondo è pieno di federazioni ufficialmente riconosciute, tutte con migliaia di tesserati pronti a cimentarsi anche a livello agonistico in sport insoliti e strani, o meglio inusuali. L’Atlante illustrato degli sport inusuali, scritto per lettori dai 10 ai 99 anni, raccoglie queste discipline e attraverso l’aiuto delle illustrazioni di Loris De Marco mette su carta una vera e propria guida capace di portarci in giro per i quattro angoli del pianeta a scoprirne la storia, le curiosità e le regole.
Afferrare un’ombra
WA_Cri_Memo2024-06-26T11:01:52+02:00Nei primi anni del Novecento, gli stessi in cui il governo degli Stati Uniti lanciava una campagna di assimilazione dei nativi sopravvissuti ai massacri del secolo precedente, si impose al mondo Jim Thorpe, appartenente alla nazione indiana Sac e Fox e ancora oggi ricordato come uno dei più grandi atleti americani di tutti i tempi. Campione della squadra di football della scuola indiana di Carlisle, che trascinò a clamorosi successi sui college dell’élite, Thorpe vinse due ori alle Olimpiadi del 1912 – poi revocati perché accusato di professionismo. Giocò ai massimi livelli nel football e nel baseball, concludendo la sua carriera proprio mentre la crisi del ’29 sconvolgeva l’America. Varcata la soglia della povertà, si prestò a svolgere numerosi lavori, fino a diventare sindacalista dei nativi assunti come comparse sui set di Hollywood.
A futura memoria
WA_Cri_Memo2024-06-25T19:39:10+02:00Viviamo in un tempo in cui l’odio mina costantemente il valore del ricordo e della verità storica. Invertire la tendenza è un’urgenza in ogni campo e per farlo è necessario ripartire dallo sport e dalle storie di alcuni suoi eroi, grandi e piccoli. I pugili ebrei di Roma, protagonisti non solo sul ring, che reagirono alla persecuzione nazifascista con dignità e coraggio. La ginnasta ungherese Ágnes Keleti, baluardo di libertà, la cui determinazione e il cui sorriso hanno sconfitto i totalitarismi del Novecento. La maratoneta ucraina Valentyna Veretska, profuga di guerra, che ha corso sotto le mura di Gerusalemme per lanciare al mondo il suo messaggio di speranza. La Memoria passa anche da una pista d’atletica, corre veloce su una bicicletta e, quando è forte e sospinta dalla Storia, taglia il traguardo per prima e poi sale su un podio. Da dove nessuno riuscirà più a farla scendere.
Il rugby prima del Sei Nazioni
WA_Cri_Memo2023-08-21T18:02:54+02:00La boxe è lo sport cinematografico per eccellenza, simbolo di violenza e riscatto, dramma e trionfo. Ma è anche quello che più si addice a una raccolta di vicende reali entrate nella leggenda. Trentasei storie, ma potevano essere molte di più, di vite fuori e dentro il ring: non potevano mancare Muhammad Ali e Mike Tyson, il Buono e il Cattivo, ma anche miti di casa nostra come Primo Carnera e Nino Benvenuti. Da Jack Johnson, primo campione nero dei pesi massimi di inizio Novecento riabilitato dal presidente “amico dei bianchi” Donald Trump, a Floyd Mayweather, l’imbattuto campione mondiale di cinque categorie risultato nelle classifiche di «Forbes» lo sportivo più ricco dello scorso decennio. Per finire con Canelo Álvarez, la leggenda proiettata nel futuro. Un pugile ha sempre una storia incredibile da raccontare, e ripercorrere le vicende di questi eroi popolari, a volte maledetti, fa assumere al libro di Fausto Narducci i contorni di un vero e proprio romanzo.
Valentino Rossi
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:57:23+02:00La leggenda e la leggerezza di Valentino Rossi trovano in questo libro l’adeguata celebrazione. Il filo narrativo del volume sono proprio le vignette umoristiche che Nico Cereghini, ex pilota e giornalista della moto, ha realizzato e pubblicato a partire dal ‘96: quelle che ironizzavano su Valentino e i compagni di avventura, da Biaggi fino a Màrquez. Quaranta in tutto a corredo di altrettanti capitoli scritti dallo stesso autore per contestualizzare gli eventi che le hanno ispirate e svolgere il nastro della storia di Rossi. Il focus di questo libro è posto in particolare proprio sulla prima parte della lunga carriera di Valentino, quella che fece intravvedere e poi consacrò la sua straordinaria leggenda. Era dai 15 titoli di Agostini che il motociclismo cercava un talento così: il libro ci riporta ai tempi di Vale in Aprilia, all’ultimo titolo della 500 con la Honda, alla MotoGP, per poi arrivare alla sfida vinta con la Yamaha, al biennio Ducati e al ritorno a casa. Un modo diverso e originale di rivivere con il sorriso una grande pagina del motociclismo sportivo, gli oltre vent’anni che si sono dipanati all’insegna di Valentino. Prefazione di Pernat Carlo.
Uomini di cavalli
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:55:29+02:00Lucio ha diciannove anni ed è quello che, nell’ambito dell’equitazione, si chiama cavaliere. Nel suo orizzonte ci sono solo cavalli. Poi ci sono i cavalieri che hanno fatto storia, e c’è l’amico, Ferro, con cui dividere il sogno di vincere. A fronte di tanta ambizione, il padre di Lucio è un intralcio. Intorno il mondo preme: sotto il vigile occhio di istruttori e commercianti di cavalli, si muovono ricchi investitori e le loro figlie. Tutto sembra a portata di mano, anche il sesso, e di ragazze si fa sin troppo facile conquista. Per Lucio e Ferro l’agonismo accende sogni di gloria e l’ansia sempre più forte di emanciparsi dalla famiglia e dalla grevità della provincia. Basta tuttavia pochissimo per precipitare nei giochi di sopraffazione e compromesso di un ambiente spietato, in cui le molestie sulle allieve sono all’ordine del giorno e la violenza sugli animali, se pur amati, è talvolta necessaria per andare avanti, o addirittura per salvarli dal macello. Gli equilibri si spaccano e Lucio, rotti i ponti con il padre e l’amico di sempre, si trasferisce in Svizzera per tentare il tutto per tutto, anche l’amore. La lontananza si potrà mai accorciare? Bastano i primi successi a dare fondamento alle sue aspirazioni? Di fronte al futuro, la giovinezza sembra perdere fiato.
Una vita in alto
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:39:51+02:00PREMIO MEMO GEREMIA.
Sara Simeoni è amata come pochi altri campioni dello sport italiano. Per i risultati che ha saputo raggiungere nella sua lunga carriera, per aver aperto la strada alle donne nell’atletica ad alto livello, combattendo per far cadere tabù e pregiudizi, per l’atteggiamento sorridente che nasconde una forza di carattere che le ha permesso di [...]
Una coppia da Guinness
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:51:19+02:00Una vita frenetica tra attività ospedaliera e libera professione, peraltro creativa e appagante. A trent'anni, la scoperta del podismo. L'incontro con Angela, un amore nella vita e nella corsa. La prima maratona in coppia nel 1994, la seconda soltanto una settimana dopo, in tempi in cui si riteneva fosse inconcepibile correrne più di una all'anno. Non si fermano più. Ne realizzano 100 nel 2002, in totale rottura con i protocolli classici preconfezionati dai guru della corsa di resistenza, e inscritti nel Guinness World Records. E non solo distanze lunghe 42,195 km. Anche 100 km, 202 km, 325 km, gare di 6 giorni, in cui Angela stabilisce la migliore prestazione femminile italiana con 562,330 km, e di 10 giorni, con nuova migliore prestazione femminile italiana di 826 km. Nel 2020 conquistano il fascinoso traguardo di 1000 maratone. Una vita di corsa! E anche di fatica e dolori: un traguardo lo si conquista con il sudore della fronte e una volontà di ferro. Si riposeranno per il resto della loro vita? Il lupo perde il pelo, non il vizio.
Soldi vs Idee
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:48:09+02:00Grazie a Michele Uva, uno dei più qualificati dirigenti sportivi europei, oggi alla Uefa, e a una giornalista specializzata come Maria Luisa Colledani, queste pagine spiegano senza tecnicismi la vertiginosa evoluzione del sistema calcio fuori dal campo: il giro d'affari sempre crescente e le regole finanziarie, l'importanza della programmazione sportiva, la frontiera degli stadi smart, opportunità e criticità dei grandi eventi, l'entrata prepotente dei criteri ESG, il ruolo sempre più ampio della tecnologia, la valorizzazione dei giovani. Ma non solo: in un mondo tradizionalmente maschile si sta facendo strada la realtà del calcio femminile, a cui gli autori dedicano ampio spazio. Anche se chi è più ricco sembra destinato inesorabilmente a vincere, nel calcio di oggi occorrono manager capaci di anticipare le tendenze, di equilibrio e di pianificazione. La parola chiave è sostenibilità, non solo economica ma anche sportiva, ambientale e sociale. Per una ricetta vincente le idee contano più dei soldi.
Quindici
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:45:49+02:00Negli anni Novanta, quando a rugby si giocava solo per passione, l'Italia ha vissuto un paradosso sportivo: i più grandi al mondo venivano a farlo proprio qui da noi. Così Rovigo ha conosciuto l'epopea dei sudafricani, capitanati da Naas Botha, forse il più intelligente mediano di apertura mai visto in un campo di rugby. A Roma hanno accolto Wayne Shelford, il leggendario numero otto degli All Blacks campioni del mondo nel 1987, quello della battaglia di Nantes e del testicolo lasciato sul campo. A San Donà hanno inseguito, corteggiato e amato Joel Stransky, il dieci che ha fatto piangere di gioia Nelson Mandela quando l'apartheid non c'era più e in Sudafrica bianchi e neri potevano sedersi vicini anche allo stadio. A Colleferro, con la squadra che lottava nel sottobosco della Serie B, hanno conosciuto Jeff Miller, due volte campione del mondo con l'Australia, da giocatore e da allenatore. A Milano per un po' ha respirato rugby anche Silvio Berlusconi, e i rossoneri hanno fatto incetta di scudetti con "The Genius" Mark Ella e David Campese, che diedero il loro solidissimo contributo per consolidare le basi di una squadra che condurrà l'Italia al Sei Nazioni. Per la prima volta vengono raccontate tutte insieme le storie degli straordinari campioni che in quel decennio irripetibile hanno colorato il rugby italiano con tinte mai viste prima a queste latitudini.
Nel nome di Denis
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:43:02+02:00La storia di Donato (Denis) Bergamini è tristemente nota: il 18 novembre 1989 il suo corpo venne trovato esanime lungo la Statale 106, nei pressi del Castello di Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza. Era nel pieno di una carriera in ascesa – all’epoca militava nelle fila del Cosenza (in Serie B) e aveva già un accordo per passare a fine campionato in una squadra di A -, ma la sua vita venne interrotta bruscamente a soli 27 anni da quello che gli inquirenti di allora archiviarono come suicidio. Un verdetto fondato soltanto sulla testimonianza della ex fidanzata di Denis, Isabella Internò, e di un camionista che sosteneva che il ragazzo si fosse gettato all’improvviso sotto al suo autocarro che passava di lì, ignorando tutte le altre prove contrarie. Una ricostruzione dei fatti che, però, non ha mai convinto né la famiglia né gli amici che conoscevano bene Denis e la sua voglia di vivere. In questo libro, che si legge tutto d’un fiato come un giallo ed emoziona come un romanzo, Ceniti ripercorre l’incredibile tiramolla giudiziario, durato oltre trent’anni, che sembra partorito dalla mente di uno sceneggiatore sadico sino al momento in cui la verità è venuta a galla: Denis è stato ucciso. E dà voce a una famiglia che ha lottato tenacemente contro tutti finché non è riuscita a rendere giustizia al proprio figlio e fratello. Nel nome di Denis, del suo amore per lui.
Leggendajax
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:39:44+02:00Dell’Ajax degli anni ’70 si è detto e scritto molto, se non tutto. Forse, però, non si è evidenziato adeguatamente che questa pagina di storia del calcio non è stata scritta solo da Michels e Cruijff. I protagonisti di un ciclo a dir poco irripetibile sono anche tutti quelli che, da par loro, hanno contribuito a far vivere un’autentica leggenda, meritandosi un capitolo personale a parte. Quello che prende forma in queste pagine, tuttavia, non è solo un ‘piccolo studio’ su un fenomeno che ha mutato radicalmente il destino del football internazionale, ma un vero atto d’amore per una squadra che, nei sogni di un bambino, appariva come la vera ‘epifania’ del nuovo, del bello, del vincente che, ad un certo punto, è apparso nel panorama calcistico. Molti han provato ad imitare l’Ajax, ma nessuno è riuscito a cambiare il corso degli eventi come hanno fatto gli emuli di Ajace.
Le nuove guerre del calcio
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:37:11+02:00Da Maradona al metaverso, un’inchiesta sui protagonisti della deriva autoritaria e oligarchica che minaccia di trasformare per sempre il calcio. Il conflitto è in atto su diversi fronti. E sarà sempre più aspro nel prossimo futuro: tra chi ambisce a edificare un calcio elitario e orientato allo show business e chi, nel solco di ciò che è stato il calcio popolare dei Maradona e dei Paolo Rossi, auspica il ritorno a un modello più sostenibile, con meno sprechi e mega-ingaggi, che riconosca e valorizzi il ruolo dei tifosi. Chi vincerà in questo scontro? Quale volto avrà il football fra dieci anni? Sarà quello virtuale della PlayStation, quello ovattato degli stadi-teatro o quello delle curve gremite e festanti? Cosa ne sarà da qui al 2030 dello sport più amato e praticato del pianeta? Il pallone scivolerà sempre più nei pixel del mondo digitale o rimbalzerà ancora fra i vicoli delle città e nei campetti di periferia?
La forza e il controllo
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:34:33+02:00Da bambino, ad Avola, lo chiamavano “l’arancina con i piedi”, perché a dodici anni pesava 90 chili. Oggi Luigi Busà, primo oro olimpico nella storia del karate, ha un messaggio per chi, come lui, ha dovuto fare i conti con il bullismo. Nessuno può farti sentire inferiore, o perdente, senza il tuo consenso. Credi in te stesso, e il mondo farà lo stesso. Buttato sul tatami dal padre, insegnante di karate, quando ancora gattonava, Luigi ha trovato nello sport molto più di un modo per passare il tempo. Prima bambino vessato, poi adolescente ribelle compresso nel mondo asfittico della provincia del Sud Italia (“Stavamo cercando di diventare grandi in un posto in cui trasgredire le regole era figo”), Gigi era convinto che al mondo valesse solo la legge del più forte. Ma più forte ancora di tutto il resto, per lui, è sempre stato il richiamo del tatami, una passione, un obiettivo capace di far passare ogni altra cosa in secondo piano.
Kvara
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:32:09+02:00L’epifania di Khvicha Kvaratskhelia nel cielo di Napoli non poteva essere taciuta. Nel deserto di una squadra-città senza più punti di riferimento dopo il mercato estivo, sin dalla prima giornata di campionato questo ragazzo georgiano alto e secco con la faccia di chi non fa domande ha portato una nuova luce. Dopo non più di una decina di minuti i napoletani hanno iniziato ad amarlo e così è cominciato il viaggio, che presto si è trasformato in un sogno. Il libro di Jvan Sica è un reportage poetico sull’impatto di un calciatore che ha ancora tanto, forse tutto da dire nella città che è stata (e che sempre sarà) di Maradona. Un proverbio georgiano recita: “Sono i tempi che regnano, non i re”. Non sappiamo ancora se Kvara diventerà mai un re del calcio, ma questo è il suo tempo, ed è giusto e bello raccontarlo.
Il momento giusto
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:24:00+02:00Cosa sappiamo, davvero, dei campioni che ci fanno sognare? Molto, grazie alle interviste, ai social, alla visibilità generale. O almeno è quello che crediamo. In realtà non è così. A volte ci dimentichiamo che dietro la conquista di scudetti, Champions League e Mondiali ci sono ragazzi che devono crescere in fretta confrontandosi con problemi e paure che di solito preferiscono non confessare. Sono uomini che ai nostri occhi hanno tutto, ma in realtà l’unica cosa che desiderano davvero è la loro famiglia. Sono forti, ma possono anche scoprirsi improvvisamente fragili. Pippo Inzaghi è stato l’idolo di milioni di tifosi, ha segnato tantissimo e vinto tutto. Poi si è seduto in panchina perché senza pallone non ci sa stare. Si è innamorato e con la sua Angela ha scoperto la gioia immensa di essere genitore. Adesso che il cerchio si è chiuso, Pippo ha deciso di aprire il suo cuore e di raccontarsi senza pudore e senza sconti, con gli occhi dell’uomo che a cinquant’anni può guardarsi indietro e tracciare un primo bilancio. Facendolo, si scopre sereno, realizzato, felice, ma non dimentica i momenti bui attraverso i quali è dovuto passare per ritrovare la luce.
Il maschio
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:20:07+02:00«Non è stato facile. In queste parole ho sempre nascosto un mondo di eventi, pensieri e paure che hanno reso la mia carriera sportiva molto diversa da quella che ci si potrebbe immaginare. Non ne ho mai parlato sia per non mettere in ombra ciò che stiamo facendo come nazione e come movimento nel nuoto artistico, sia per questioni di opportunità. Tutto ciò che ho fatto, dal primo giorno di allenamento in poi, è stato inseguire un sogno, senza mai metterlo in dubbio. La verità però è che capita di perdersi a metà strada, di smarrire la via, di non ricordarsi più da dove si è partiti e dove si voleva andare. Cresciamo con la convinzione per cui ‘se ti impegni ce la fai’, e inseguendo ciecamente questa convinzione trasformiamo il lavoro in obbligo, le sfide in esami, le soddisfazioni in numeri. Così vincere diventa solo prevalere sugli altri, ignorando quanto l’esito di qualsiasi competizione sia in mano alla fortuna. E soprattutto smarrendone il senso. Davanti alla paura di essere in balia della sorte, cosa possiamo fare per trattenere la gioia di nutrire le nostre ambizioni? Non è stato facile, ma tornare sui miei passi, scavare tra i miei ricordi alla ricerca del traguardo per il quale mi ero messo in cammino mi ha permesso di ritrovare il senso stesso del viaggio, e la gioia della competizione: il regalarsi tra tutti i partecipanti alla gara la soddisfazione del correre insieme. Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto, a qualcuno che l’ha smarrita, a ritrovare la strada. O ancora meglio a non perdersi.» Giorgio Minisini
Il calcio come esperienza religiosa
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:12:17+02:00Il 19 aprile 1989, il giorno delle semifinali di ritorno Sampdoria-Malines 3-0 in Coppa delle Coppe, Bayern Monaco-Napoli 2-2 in Coppa Uefa e Milan-Real Madrid 5-0 in Coppa dei Campioni, è considerato da tutti gli addetti ai lavori lo snodo cruciale che ha dato al nostro calcio la consapevolezza di poter primeggiare in campo internazionale, il preludio a un’epopea durata un decennio che ha visto sette squadre ottenere almeno una vittoria europea. Solo per la sconfitta in finale della grande Samp di Vialli e Mancini a opera del Barcellona, infatti, le italiane non riuscirono a completare già quell’anno un clamoroso en plein, ma si dovette attendere ben poco: nella stagione successiva, con la conquista contemporanea di tutti e tre i trofei, l’Italia conseguirà un record ineguagliato e di fatto ineguagliabile, visto che la Coppa delle Coppe non esiste più. Presentendo l’eccezionalità del momento, Andrea Novelli, all’epoca giovane arbitro dell’AIA, decise di assistere alle partite di Marassi e di San Siro, seguendo alla radio la contemporanea sfida di Monaco.
I colori della salita
WA_Cri_Memo2023-08-11T10:04:07+02:00Silvia Grua è una podista e ciclista. Classe 1975, vive in un paesino del basso canavese, in provincia di Torino. Bimba tranquilla, con la crescita ha sviluppato la sua vera natura attraverso lo sport. Prima macinando chilometri di corsa, poi scoprendo il piacere della pedalata in montagna, ha capito che la sua felicità era “riempirsi gli occhi” dei colori del mondo che ci circonda. A 34 anni ha incontrato sul suo percorso per due volte la parola “cancro”. Ma è proprio grazie agli insegnamenti della pratica agonistica che è riuscita a rialzarsi. Non solo. Ha deciso di percorrere le strade in salita che le ha riservato la vita, con l’obiettivo di testimoniare e sensibilizzare le persone sulla prevenzione e sostenere la ricerca sui tumori. Questo libro racchiude la sua storia, il racconto di una vita che tocca i colori più profondi, dall’oscuro nero al bianco candore della neve, passando per il verde dei prati, le sfumature del giallo del sole e l’azzurro di un cielo nitido.
Gioie e fatiche in bicicletta
WA_Cri_Memo2023-09-12T12:03:23+02:00Tiziano Rossi racconta la sua esperienza agonistica nel ciclismo in un libro di memorie risalenti ad un periodo a cavallo tra l'infanzia e l'adolescenza, vissuto tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Volti, persone, nomi e situazioni, ricordi ma anche un interessante spaccato della società del tempo in una piccola città di provincia, la Piacenza delle gare domenicali in bicicletta. Le paure, le speranze, i piccoli successi e la fatica di bambini che stavano diventando ragazzi grazie allo sport, un'occasione straordinaria di crescita personale affrontata con dedizione e spirito di sfida. Dalle prime pedalate allo sguardo che accarezza "il tappeto dorato dei campi di grano", "prima che il tempo cancelli ciò che resta della memoria".
Fútbol y terror
WA_Cri_Memo2023-07-14T00:03:51+02:00Il calcio, come qualsiasi altra attività umana, è figlio del proprio tempo e ne segue le dinamiche. Cercare di capire i Beatles senza tenere conto del clima culturale degli anni Sessanta sarebbe un errore, e lo stesso vale per George Best. Non è un caso che il totaalvoetbal olandese sia nato dopo il 1968, così come non è un caso che le squadre milanesi, nel pieno del boom economico italiano, siano state protagoniste sul palcoscenico internazionale. Ma cosa accade quando un intero movimento calcistico in piena espansione finisce sotto il giogo di una dittatura? Quanto influisce quest'ultima sugli atti e sugli attori sportivi? Il libro di Pierangelo Rubin analizza come la mannaia del Proceso de Reorganización Nacional si sia abbattuta sul football argentino, abbia colpito i club, non si sia fatta scrupolo nell'eliminare tifosi e atleti e sia riuscita a organizzare la famigerata Coppa del Mondo del 1978. La storia di una dittatura infame intrecciata a una delle tante historias futboleras dell'Argentina.
Federer, i match che sconvolsero il tennis
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:45:01+02:00Un campione unico, lo stile classico ed elegante dei gesti bianchi riportato in auge ai tempi del power tennis. “È Mozart e i Metallica allo stesso tempo”, scrisse David Foster Wallace, “e l’armonia è sopraffina”. Roger Federer, “The Swiss Maestro”, ha calcato i campi del circuito internazionale per un quarto di secolo, incantando il mondo e scrivendo pagine memorabili di storia dello sport. In questo libro rivivono le sue imprese leggendarie, i match che sconvolsero il tennis e gli Slam con cui ha tagliato per primo il traguardo “impossibile” dei venti trionfi. Dalla vittoria su Pete Sampras nel 2001 a Wimbledon, che fece da annuncio agli otto titoli sull’erba dei Championships (il primo nel 2003, l’ultimo nel 2017), al meno noto successo su Andy Roddick nel 2002 a Basilea, che ne rivelò al mondo le doti di straordinario giocoliere. Fino al match clou degli Open d’Australia 2017 con Nadal che gli consegnò il 18° Slam. Incontri da ricordare e da rileggere, al centro di una carriera luminosissima che ha vissuto di grandi rivalità, su tutte quelle con Rafael Nadal e Novak Djokovic, protagonisti assieme a lui di un’era irripetibile.
E non dimenticare: Eisern Union!
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:41:51+02:00Si può essere vincenti senza vincere, si può andare allo stadio anche sapendo che la squadra per cui si fa il tifo non lotterà per un campionato o per un trofeo. E se poi ci si trova in cima alla Bundesliga, tanto meglio. La storia dell’Union Berlin è un unicum nel panorama calcistico moderno: dall’anno della sua rifondazione, il 1966, società e tifosi hanno subìto le angherie del potere, della DDR e della Dynamo Berlin tanto amata dalla Stasi. Nella Germania Est, l’Union era la squadra del popolo e dei lavoratori. I suoi giocatori più promettenti venivano depredati con la forza, e tra soprusi e partite truccate le è capitato più di una volta di perdere anche con otto gol di scarto. Ma tutto ciò non ha fatto altro che saldare il senso di dissidenza e consolidare la roccaforte identitaria: non tutti i supporter dell’Union erano dissidenti, ma tutti i dissidenti tifavano Union. E quando sul campo la squadra riusciva a ottenere qualche successo, ci pensava la storia a frapporsi. approdata in Bundesliga per la prima volta nel 2019, oggi l’Union Berlin rivaleggia con le corazzate Bayern Monaco e Borussia Dortmund al vertice della classifica. In un calcio sempre più standardizzato e dominato dai poteri costituiti, la vicenda dell’Union è lì a ricordarci che un’alternativa è possibile. Basta crederci
Diegopolitik
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:38:48+02:00Diego Armando Maradona. Lo hanno celebrato come il più grande campione della storia del calcio, insultato come il demonio che avrebbe corrotto più generazioni con il suo pessimo esempio, il Masaniello che ha osato rendere grande Napoli, il capitano che ha portato l'Argentina sul tetto del mondo sbeffeggiando le sue rivali, politiche e storiche, dall'Inghilterra al Brasile. Lo hanno reso protagonista, ispirazione, titolo di film, è diventato un genere cinematografico. C'è una Chiesa intitolata a suo nome, milioni di Diego nel mondo chiamati così per lui. Idolo, mito, icona, star maledetta, fuoriclasse infinito, D10S e Satana. Nessuno, però, ha capito la portata della sua personalità politica, il suo carisma sociale, l'importanza che ha avuto nella storia contemporanea. Prefazione di Alessandro Di Battista Intervista a Luigi di Magistris Disegno di copertina Roberto Recchioni
Dal tetto di casa vedo il mondo
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:33:57+02:00Classica situazione al tempo del COVID: una persona in famiglia risulta positiva e scatta il lockdown per tutti. Ed ecco una mamma, un padre e due bambine bloccati in casa per una decina di giorni. Dieci giorni di noia assoluta o un’occasione da non sprecare per stare insieme, magari in modo nuovo e senza dar nulla per scontato? Se la mamma fa la guida alpina e si chiama Anna Torretta la risposta è senz’altro la seconda. Invece di immergersi nello smartphone o davanti alla TV si organizza una spedizione in Terra di Casa. Obiettivo: la conquista del tetto. Campo base il giardino, campi intermedi le stanze e i balconi su cui ci si arrampica in doppia e si dorme in tenda. E, in questo tempo sospeso ma così attivo, Anna parla alle figlie di dieci e cinque anni del suo rapporto con la montagna, dell’importanza del lavoro di squadra, della tenacia e della resilienza che bisogna imparare ad allenare fin da piccoli per realizzare i propri sogni, che sono l’essenza della vita.
Basi rubate
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:33:52+02:00Yankee Stadium, 10 luglio 1997. È l'apice della carriera di Hideki Irabu, la nuova superstar sbarcata dal Giapponecon un contratto milionario, che davanti ad oltre 50.000 spettatori osannanti, elimina nove battitori avversari e porta gli Yankees alla vittoria. Fisico robusto e stazza imponente (non a caso verrà ribattezzato "Schwarzenegger" dai giornalisti), Hideki ama disegnare, è appassionato di spiritualità, ma non disdegna sigarette e alcool. Detesta la stampa del suo paese natio (che paragona a nefaste cavallette): un'avversione, quella nei riguardi dei connazionali, che cela tutta la rabbia accumulata da ragazzo ad Amagasaki, quando, abbandonato dal padre (Steve Thompson, un militare americano) e bullizzato dai coetanei per il suo essere un mezzosangue, vive un'adolescenza traumatica. Un inferno da cui evade solo grazie all'amore per il baseball. In un'esistenza vissuta sempre "in trasferta", Hideki sfida le leggi di mercato del baseball nipponico, spalancando le porte della Major League Baseball ai giocatori del Sol Levante. E corona il suo sogno: giocare per gli Yankees. Ma ogni sogno può trasformarsi repentinamente in un incubo. Soprattutto se non si hanno le spalle per affrontare i media, una piazza esigente come quella newyorkese e una cultura diametralmente opposta a quella di origine.
A Scuola Da De Laurentiis
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:35:30+02:00Il pallone ormai è un business planetario che richiede competenze e abilità gestionali non alla portata di tutti. E se c’è qualcuno che ha saputo interpretare il nuovo ruolo di leader al meglio in un calcio in costante trasformazione, questo è senz’altro Aurelio De Laurentiis. Basti pensare alla rivoluzione tecnica che la scorsa estate, dopo aver conteso più volte lo scudetto alle grandi società del Nord, il suo Napoli ha compiuto, a partire dall’addio a uno dei suoi giocatori più rappresentativi: Lorenzo Insigne, napoletano, capitano e tifoso. Ciò nonostante, oggi il Napoli è una squadra che vince e convince in Italia e in Europa. Vincenzo Imperatore realizza in forma di business game il primo libro sul delaurentiismo, un modello imprenditoriale di successo, che mette in dialogo diretto il tifoso e l’uomo d’affari per fare emergere le capacità di chi, pur scontando un limitato consenso popolare, ha dimostrato che perseguire la massima efficienza gestionale non impedisce di sognare e di vincere in una piazza difficile come quella partenopea.
11 luglio 1982
WA_Cri_Memo2023-07-13T23:20:57+02:00Da un maestro del graphic journalism sportivo, la finale dei Mondiali di calcio del 1982 raccontata ed evocata fra cronaca e mito, ricostruzione storica e commedia umana, con uno sguardo su un'Italia capace, per un indimenticabile momento, di essere davvero unita. 11 luglio 1982: una data entrata nel mito, legata per sempre alla storica finale dei campionati Mondiali di calcio in cui l'Italia vinse 3-1 la partita contro la Germania Ovest. Un trionfo non soltanto sportivo, ma un momento di profonda condivisione che fu in grado di annullare le distanze tra classi sociali, generazioni, paesi e città, Nord e Sud. In occasione del quarantennale dell'evento, Paolo Castaldi racconta la vicenda di una famiglia che, salita su un treno a Milano per raggiungere la Sicilia, vive istante per istante lo svolgersi della partita, ascoltando nelle radioline la cronaca, le grida di esultanza per i gol, le azioni decisive, condividendo con gli altri passeggeri la trepidazione dell'attesa. Stazione dopo stazione, un chilometro dopo l'altro, leggiamo il racconto di una vittoria insperata, capace di unire il Paese in una festa che ha il sapore di una rinascita.
La bellezza non ha prezzo
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:28:23+02:00Autentico filosofo del calcio, uomo di Sport senza compromessi e senza mezze misure, allenatore amato ovunque abbia importato le sue idee, fondatore di Zemanlandia, la terra promessa del gol, Zdeněk Zeman è un’autentica figura di culto. In cinquant’anni di carriera ha diviso ma soprattutto unito, fatto discutere tifosi e addetti ai lavori, versare i proverbiali fiumi d’inchiostro però mai, prima d’oggi, si era raccontato con la sua viva voce. Mai aveva spiegato il suo calcio e illustrato i suoi metodi di allenamento così in dettaglio, mai aveva parlato in modo così intimo della sua vita fuori dal campo. Lo fa in queste pagine che sono esattamente come lui: profonde, piene di intuizioni folgoranti, divertenti e sincere nel raccontare sè stesso e tutto ciò che ha visto e costruito nel mondo del pallone. È la storia di un uomo – e di un allenatore visionario – che ha sempre anteposto i suoi ideali all’imperativo di vincere.
Un primo, sessanta secondi
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:26:13+02:00In oltre vent'anni di carriera ciclistica, Giovanni Visconti per ogni rara e faticata vittoria ha assaggiato l'amaro della sconfitta che in molti casi si è presentata con il volto beffardo di un piazzamento. Per lui non parlano tanto i risultati, quanto le storie di una vita che ha messo sempre al centro la bicicletta. L'infanzia nelle vie di Palermo e le prime corse tra mille sacrifici e trasferte avventurose. Il rapporto intenso e conflittuale col padre. La voglia di riscatto e di distacco dalla Sicilia, ma anche la fierezza delle proprie mai rinnegate origini. Il trasferimento e la nuova vita in Toscana. La nascita di accese rivalità sportive, in particolare quella con l'altro siciliano trapiantato sulle pendici del Montalbano: Vincenzo Nibali. Infine il passaggio tra i professionisti e, in centinaia e centinaia di corse, qualche successo, tante sconfitte e molte severe lezioni. Visconti non ha vinto quanto sognava di vincere, o quanto molti si aspettavano che lui vincesse. Però si è sudato ogni centesimo che ha guadagnato in carriera. Questo libro, scritto in tandem con Enzo Vicennati, è un lascito sincero e un affettuoso ringraziamento a quanti, lungo le strade del ciclismo, lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.
Mille briciole di luce
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:19:42+02:00Danni potrebbe sentirsi solo: sua madre non c’è più, e ha un padre che, per quanto lo ami, fatica a capire come stargli accanto. Ma Danni è accompagnato da una passione fortissima, segreta: la ginnastica ritmica, uno sport che è territorio esclusivo delle ragazze. E poi ha un cuore lieve e due grandi amici su cui contare, Ambra e Radu, che lo aiutano a coltivare il suo talento. Ma cosa può pensare la gente di un ragazzo che ama volteggiare con grazia? Tutto può cambiare in un attimo. E forse per Danni è arrivato il momento di volare ancora più in alto, se vuole seguire se stesso e andare oltre gli sguardi superficiali del mondo.
Le minacce dello sport moderno
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:17:07+02:00Il mondo dello sport nel corso degli ultimi anni ha subito una serie di gravi minacce che possono essere identificate nella discriminazione, nel doping, nel match fixing e nella violenza. Tali fenomeni sono profondamente contrari ai principi e ai valori essenziali dello sport, minandone alla radice l’integrità e la credibilità, e costituiscono molto spesso anche dei seri pericoli per la salute dei partecipanti. La presente opera, ideata e strutturata sulla base di un filo conduttore comune a tutti i capitoli, nasce con lo scopo di illustrare le origini e la normativa di riferimento di tali fenomeni, analizzando alcuni dei casi concreti più rilevanti e delineando i possibili risvolti e le prospettive del prossimo futuro. Il testo, nelle intenzioni dell’autore, non ha la pretesa di fornire soluzioni ma di creare l’occasione per riflettere con consapevolezza sul fatto che solo la conoscenza approfondita di tali temi costituisce un fondamentale punto di partenza per uno sport più leale, inclusivo e pulito.
Storie sotto il mare
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:12:09+02:00Avventurieri, palombari, inventori, militari, scienziati: seguendo il filo blu del rapporto tra l’uomo e il mare, tante storie straordinarie che sembrano uscite da un romanzo di Jules Verne. Da quando, negli ultimi due secoli, la tecnologia ci ha permesso di trascorrere molto più tempo sotto il mare, nelle profondità subacquee accade di tutto, come mostrano le straordinarie vicende raccontate in queste pagine. Pietro Spirito ripercorre la vita di Narciso Monturiol, inventore, nell’Ottocento, di un avveniristico sottomarino che avrebbe potuto ispirare il coevo romanzo Ventimila leghe sotto i mari. E poi la parabola di Raffaele Rossetti, l’affondatore, nel 1918, della corazzata Viribus Unitis, riluttante eroe nazionale che dopo la Grande guerra lottò contro il fascismo. Ancora, le imprese degli incursori della Decima Mas, tra battaglie, agguati e tanti misteri. Come misteriosa rimane l’avventura di Lionel Crabb, l’uomo rana britannico scomparso durante una missione nel 1956 per carpire i segreti di una nave sovietica. Tra i racconti anche il ricordo degli esperimenti italiani, a fine anni Sessanta, per realizzare futuribili cittadelle sommerse. Esperienze precedute dalla costruzione del batiscafo Trieste, nella città giuliana allora amministrata dagli angloamericani, con le confidenze della donna che aiutò Jacques Piccard a raggiungere il punto più profondo del pianeta. Un libro che – seguendo le affascinanti vie dei mondi sommersi – ci ricorda quanto sia terribilmente umana la sfida verso sè stessi e l’ignoto.
Correre per un respiro
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:50:00+02:00PREMIO SPECIALE CONI.
«Sono Rachele e ho 29 anni. A un mese dalla nascita, è stato detto ai miei genitori che avevo la fibrosi cistica, una malattia genetica degenerativa da cui non si può guarire. La malattia non si vede perché colpisce principalmente gli organi interni; tutte le secrezioni sono alterate e molto dense, il muco ristagna ed è difficile respirare. Quando sono [...]
L’anno della coppa
WA_Cri_Memo2023-07-12T16:03:11+02:00Il 2 giugno 1963 l'Atalanta vince quello che, fino a oggi, è l'unico trofeo della sua storia: la Coppa Italia. Quell'eccezionale avventura sportiva, iniziata nel settembre 1962, e conclusasi con il 3-1, a San Siro, contro il Torino, non fu mai festeggiata, perché il giorno seguente, il 3 giugno, moriva, Giovanni XXIII, il papa bergamasco, e ogni celebrazione venne annullata dal lutto. Stefano Serpellini, tra storie e interviste, ripercorre le vicende della stagione calcistica 1962-63, intrecciandole al racconto dell'ultimo intenso anno di pontificato di Giovanni XXIII.
I miei colpi di testa
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:59:06+02:00Nato calcisticamente nel Montebelluna, nel 1978 esordisce in Serie A con l’Inter contro la Lazio, e segna il suo primo goal. Da quel momento in poi, la sua carriera vive fasi alterne: dopo l’Inter, infatti, “scende” in Serie B prima col Como e poi col Bari, poi ritorna all’Inter nell’81, l’anno successivo è al Milan, poi di nuovo all’Inter e, infine, nell’84 è al Torino e nell’85 alla Juventus di Boniperti. Ma, se la sua carriera lo porta a essere girovago, lo stesso non si può dire del suo talento, che procede in linea retta: nitido, evidente e decisivo. In area di rigore, grazie alla sua agilità e alla precisione dei suoi colpi di testa, è un giocatore che fa la differenza. Tre scudetti vinti con tre squadre diverse. La convocazione in Nazionale. Tanti goal segnati, ovviamente molti contro ex squadre. Finita la sua carriera di giocatore nel 1993, Aldo Serena non abbandona però la sua più grande passione: il calcio. E infatti inaugura una seconda fase della sua vita, quella in cui veste i panni del telecronista per Mediaset. In questa biografia, genuina, schietta e venata di malinconica tenerezza, Aldo Serena si racconta per la prima volta. Non ripercorre soltanto l’esperienza vissuta nelle squadre che ha attraversato, non si limita a ricordare i goal e le partite più significative, ma conduce il lettore all’interno di un mondo che ha fatto suo, dentro e fuori dal campo, e che ha sempre rappresentato il suo ideale più grande.
Granata rosso e verde
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:54:54+02:00Superga 1949, Monaco 1958, Medellin 2016: tre drammatici disastri aerei hanno unito nello stesso destino Torino, Manchester United e Chapecoense, lasciandosi dietro una scia di dolore che ancora non scolora, ma anche dimostrando che una squadra di calcio non può morire, perché vivrà per sempre attraverso i suoi tifosi. Come le cellule si rinnovano senza intaccare l'identità di un individuo, così il gruppo dei supporter cambia nei suoi componenti ma resta uguale a sè stesso, continuando a tramandare le proprie leggende di generazione in generazione. È ciò che hanno vissuto i cuori granata, i fan, i torcedor che hanno visto mancare la loro compagine al proprio amore da un giorno all'altro. Tifosi uniti da un'enorme perdita che li affratella e li promuove primi ad honorem nel campionato della resilienza. Tifosi che, parafrasando Franco Battiato, hanno cercato di "trovare l'alba dentro l'imbrunire", e ci sono riusciti. Questo libro intenso e commovente è dedicato a loro.
NBA confidential
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:52:31+02:00I capibranco. Storie e intrecci, gelosie e alleanze di spogliatoio, fatti e misfatti degli uomini franchigia Nba. I campioni del basket americano oltre la figurina, smitizzati e raccontati per quelli che sono dietro le quinte. Un identikit tratteggiato da chi li ha frequentati da cronista sul campo, oltre le esigenze di marketing dei media americani, tra cronaca e narrativa. Trionfi e cadute senza filtri, dettagliati per conoscenza diretta e con testimonianze mirate. Segreti, manie, bizze e virtù di stelle planetarie con radici diverse e destini incrociati. Dieci giganti sul parquet, dieci storie in cui i canestri sono solo incantevoli accessori, dieci ritratti di campioni di oggi e di ieri. Qui scoprirete i loro veri volti. Poi un salto nel futuro: quali saranno i prossimi?
Settimo Cielo
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:37:06+02:00Nel calcio il 7 è sacralità, mistero, magia. Prima che i numeri si smarcassero dai ruoli sul campo, il 7 spiccava sulla schiena di ogni ala destra, che scivolava in mezzo ai mutevoli eventi di qualsiasi partita: funamboli spesso incostanti, a volte in equilibrio precario, ma sempre dannatamente eccitanti. Oggi, la maglia è indossata soprattutto da calciatori capaci di regalare emozioni infinite sulla fascia attraverso dribbling, fantasia, genialità. Ma viene sfoggiata anche da attaccanti letali, prolifici, dominanti. Nel suo secondo libro, Luigi Potacqui li fa salire alla ribalta, portando al centro della scena, oltre ai momenti memorabili in campo, le loro parabole personali, fatte di vittorie e sconfitte, di sicurezze e paure, di picchi di gloria e inesorabili cadute. Perché, dal talento ribelle di George Best al genio ordinato di Cristiano Ronaldo, vestire il numero 7 è al tempo stesso un grande onore e un'immensa responsabilità.
Volevo solo fare la calciatrice
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:30:11+02:00Alice è una bambina vivace e curiosa, che ha un sogno: diventare calciatore. Sì, perché le bambine, a metà degli anni Novanta in Italia, «non possono giocare calcio». Glielo dicono tutti, glielo impongono i genitori. E allora lei è disposta anche a essere "Alicio", a scontrarsi con la famiglia, a scegliere la scuola per la squadra di istituto, a lasciare casa per un ingaggio da pochi spicci, per coronare il suo sogno. In un percorso di crescita emotiva e fisica, attraverso le insidie che la nostra società ha preparato per le bambine che non hanno sogni conformabili, passando per innumerevoli città, persone, usi e costumi, sfide e difficoltà, Alice scoprirà come e a che prezzo realizzare tutti i suoi sogni, anche quelli che non aveva immaginato, diventare donna, moglie e madre, ma farlo a modo proprio, fino a giungere sulle prime pagine dei giornali: un contratto rinnovato al settimo mese di gravidanza e un rientro in campo a 100 giorni dal parto cesareo.
Volare libero
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:24:25+02:00«Non sono soddisfatto dei miei portieri, ti vorrei in prestito alla Sampdoria per il Torneo di Viareggio» disse Antonio Soncini. Iniziò così la storia incredibile di Gianluca Pagliuca, che dopo quel torneo non si è più fermato. Un'adolescenza fatta di alti e bassi con un unico obiettivo: diventare un calciatore. All'inizio giocava ovunque, poi arrivò in porta e da lì non uscì più. Una vita fatta di sacrifici, dalle prime esperienze alla Ceretolese fino alla chiamata della Sampdoria, dove diventa grande. Da Genova a Milano, sponda Inter, dove si consacra come uno dei portieri più forti di sempre. Poi il ritorno a casa, a Bologna, dove dimostra che l'età non conta, e il record di Zoff infatti viene battuto. Dai campi della parrocchia fino ad arrivare ai Mondiali, il coronamento di un sogno. In questo libro c'è l'essenza del calcio, fatto di vita vissuta: un sacrificio dopo l'altro per raggiungere i propri sogni.
Le leggende della boxe
WA_Cri_Memo2023-07-12T15:20:10+02:00La boxe è lo sport cinematografico per eccellenza, simbolo di violenza e riscatto, dramma e trionfo. Ma è anche quello che più si addice a una raccolta di vicende reali entrate nella leggenda. Trentasei storie, ma potevano essere molte di più, di vite fuori e dentro il ring: non potevano mancare Muhammad Ali e Mike Tyson, il Buono e il Cattivo, ma anche miti di casa nostra come Primo Carnera e Nino Benvenuti. Da Jack Johnson, primo campione nero dei pesi massimi di inizio Novecento riabilitato dal presidente “amico dei bianchi” Donald Trump, a Floyd Mayweather, l’imbattuto campione mondiale di cinque categorie risultato nelle classifiche di «Forbes» lo sportivo più ricco dello scorso decennio. Per finire con Canelo Álvarez, la leggenda proiettata nel futuro. Un pugile ha sempre una storia incredibile da raccontare, e ripercorrere le vicende di questi eroi popolari, a volte maledetti, fa assumere al libro di Fausto Narducci i contorni di un vero e proprio romanzo.
I Tre
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:46:02+02:00Lo sport è di norma segnato dal dominio solitario di un individuo o di una squadra, oppure dalla sfida prolungata tra due campioni o due team: i duellanti, appunto. La supremazia e la rivalità sono inevitabilmente limitate nel tempo: si parla spesso di «ciclo», riferendosi a un corso che raramente supera il decennio. Il tennis del Ventunesimo secolo è invece un'eccezione notevolissima per tutto lo sport, perché inscena una contesa a tre (il regno di Federer, Nadal e Djokovic) di una durata stupefacente.
Giocare come Dio comanda
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:35:29+02:00Attraverso gli incontri con coloro che hanno conosciuto Enzo Bearzot, questo libro regala il ritratto umano di un allenatore diventato un padre della patria calcistica italiana. Giocare come Dio comanda è un viaggio alla ricerca del "Vecio", Enzo Bearzot, e del suo calcio, un invito al racconto a chi con lui ha condiviso un pezzo di cammino. Le testimonianze sono a firma dei campioni del mondo dell''82 quali Dino Zoff, Beppe Bergomi, Franco Selvaggi, ex compagni di squadra e figure iconiche della serie A e della Nazionale, come il portiere Lido Vieri e l'idolo del toro Fabrizio Poletti, giornalisti come Gigi Garanzini, fino alle figure famigliari più strette, figlia e nipoti. Il risultato è un ritratto non scontato, mai banale, appunto: intimo. E, perché no, un amarcord (e a tratti un'analisi) dell'Italia dal Dopoguerra fino ai mitici anni '80.
Lebron James è l’America
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:31:04+02:00LeBron James è uno dei personaggi più noti al mondo, un’icona globale, uno per cui la parola «divo» è persino limitante. Raccogliendo l’eredità pesantissima di Michael Jordan e Kobe Bryant, i suoi chiari modelli, è diventato il primo ambasciatore della Nba e l’ha portata a successi ancora maggiori. Da quasi due decenni LeBron è il basket e il basket è uno sport che unisce continenti e popoli. Di questo campione, finito molto presto sotto riflettori sempre accesi, apparentemente conosciamo tutto: le statistiche formidabili, i nuovi incredibili record che arrivano puntuali a ogni nuova stagione (compreso quello recente e ambitissimo del maggior numero di punti segnati nella storia della Nba), i guadagni immensi tra contratti stellari e sponsorizzazioni stratosferiche, il sincero impegno umanitario e sociale, prima di tutto contro il razzismo e le discriminazioni.
Storie maledette del calcio
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:27:42+02:00Anche lo sport più popolare del mondo nasconde segreti indicibili, storie che non vogliono essere divulgate. Dal 1889 – universalmente riconosciuto come l’anno zero del calcio – sono ottantotto i giocatori morti sul rettangolo verde. Ma non solo. In questi racconti si parla di morti dovute al doping, suicidi inspiegabili che hanno lasciato sgomenti, o di agonie provocate da malattie rare. Sla in primis. Ma anche omicidi, che in molti casi non hanno ancora un colpevole. Da Taccola a Escobar, da Maradona a Fortunato: Roberto Maida narra le tragedie più dolorose e misteriose della storia del calcio arricchendole con testimonianze, inchieste e aneddoti straordinari. Tutto ciò che videocamere e microfoni non hanno mai potuto raccontare.
Vicini alle nuvole
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:22:16+02:00Da Van Impe a Pogacar, passando per Pantani, Chiappucci, Nibali e Contador, storie di successi e attacchi, di fantasia e coraggio nel ciclismo, per rendere omaggio alla figura dello scalatore, che fa saltare sulla sedia gli appassionati ogni volta che scatta su una salita. Il ciclismo ha varie declinazioni, ma nell’immaginario collettivo il più delle volte, quando parliamo dei grandi giri a tappe (Tour, Giro d’Italia e Vuelta), le imprese memorabili sono state firmate dai grandi scalatori. Il lavoro a quattro mani dei due telecronisti di Eurosport Luca Gregorio e Riccardo Magrini è basato sulle emozioni che dieci scalatori scelti hanno suscitato e permette di scoprire la grandezza delle imprese che hanno segnato le loro carriere. Il volume contiene la prefazione di un fan d'eccezione: Mauro Corona, scrittore, alpinista e grande appassionato di ciclismo.
La scelta di cavallina
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:18:55+02:00L'autore, prima di iniziare a scrivere questa storia, di Renzo Cavallina non conosceva praticamente nulla. La vicenda della sua deportazione era sconosciuta, così ha cercato di scoprire come aveva vissuto i due anni di prigionia e come si era salvato dallo stammlager berlinese. Mettere insieme tutti gli aspetti della sua vita è stato un percorso irripetibile e appassionante, nonostante al centro ci siano una sventura personale e una tragedia collettiva. Oltre alle avversità della vita privata, l'autore ha contemporaneamente ricostruito la parte sportiva. Cavallina infatti non è stato solo un portiere, ma anche un uomo molto amato, sia dagli sportivi di Parma - sua città d'adozione, dove era soprannominato il "gatto magico"- sia da tutte le persone che lo hanno conosciuto. Negli anni Sessanta ha allenato perfino in Libia: è stato uno sperimentatore audace, un antesignano degli allenatori italiani in Libia, dove ha vinto il campionato nel 1969, prima dell'avvento al potere di Gheddafi. Le sue gesta con la maglia crociata sono ricordate nel Museo Ernesto Ceresini, le sue virtù di soldato e di cittadino italiano sono fissate davanti all'ingresso monumentale dello stadio Tardini.
La nostra America
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:14:59+02:00Il basket italiano negli anni Settanta e Ottanta, quando con programmazione, apertura agli stranieri, contributo della televisione e sponsor appassionati si impose all'attenzione con un crescendo che nessun altro sport cosiddetto minore ha avuto in Italia. Da una leggenda dello sport come Dino Meneghin, al mito delle Scarpette Rosse di Milano, a Bologna che fu "Basket City", alla provincia diffusa che lottava pari a pari con le grandi città. Una storia irripetibile rimasta nel cuore di molti giovani di allora: cresciuti con il boom della pallacanestro che viaggiava in sincronia con la crescita irresistibile di un intero paese. E l'occasione per riviverla, sta nelle storie raccolte in questo libro, in cui parlano i principali protagonisti di allora, raccontando il sogno di quel basket, in quello che è un viaggio sentimentale nel tempo e nella memoria, con emozioni da rivivere una a una.
Veloce come il vento
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:43:08+02:00PREMIO LETTERATURA RAGAZZI.
Fausto Desalu, l'uomo che sussurra alle curve, il velocista capace di raccogliere il testimone da Jacobs per porgerlo a Tortu, il 6 agosto 2021 entra nella storia dello sport, conquistando nella staffetta italiana della 4x100, l'oro olimpico a Tokyo. Un risultato in cui non si osava neppure sperare: mai prima di allora, infatti, la squadra azzurra aveva [...]
Quando eravamo felici
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:51:07+02:00Il 3 luglio del 1990, allo stadio San Paolo di Napoli, va in scena la semifinale del campionato del mondo tra l’Italia, paese organizzatore, e l’Argentina, detentrice del titolo. C’è ottimismo sugli esiti della partita: gli azzurri hanno vinto tutti gli incontri disputati finora, e non hanno subito neanche una rete. Ma c’è anche una sottile paura, perché tra gli avversari, che alle carenze di gioco suppliscono con un’applicazione e una grinta feroci, c’è Diego Armando Maradona. La partita si concluderà ai calci di rigore, e la sconfitta dell’Italia segnerà un punto di non ritorno per una generazione che si è formata nell’ottimismo degli anni Ottanta, lontana dagli anni di piombo, esaltata dal benessere economico e dal crollo del Muro di Berlino, ma destinata ad affrontare la crisi dei primi Novanta tra stragi di mafia, Tangentopoli, fine della prima Repubblica.
Il prossimo anno non contatemi
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:06:25+02:00Ogni anno Edoardo organizza il fantacalcio. Studia molto ma è l’unico del gruppo a non averlo mai vinto. Desidera farcela, almeno una volta, per poi smettere. La decima edizione del torneo darà vita a un’appassionante stagione fantacalcistica, che andrà di pari passo con le sue avventure sentimentali. Dagli studi al rapporto con il gioco del fantacalcio, passando per quello con gli amici e la fidanzata. Un romanzo che vuole essere un inno a uno dei giochi più popolari del momento e, allo stesso tempo, una storia di formazione interiore che racconta una delle età più complesse e delicate: quel salto che ognuno deve compiere per crescere, quando mettere da parte i giochi è (forse) necessario per aprire le porte al proprio futuro.
Il tunnel perfetto
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:57:36+02:00"Il tunnel perfetto" è la storia vera di un bambino di dodici anni che sogna di poter volare un giorno a bordo di un tappeto volante per fuggire da un mondo ostile. Un'avventura straordinaria che ha inizio nel 1979 in Iran e approda, più di quarant'anni dopo a bordo di un aeroplano da gara che segnerà ben cinque record del mondo. Dalla Teheran della rivoluzione di Khomeini alla Manchester degli anni Ottanta, da Bologna al deserto della Namibia, da Salisburgo a Istanbul, un viaggio emozionante che racconta la genesi e la realizzazione dell'impresa più estrema mai concepita nella storia del motorsport: l'attraversamento di due tunnel gemelli a bordo di un aereo alla velocità di oltre 300 km/h, realizzata in Turchia il 4 settembre 2021. Un progetto pionieristico reso possibile grazie al sacrificio, a un durissimo lavoro di preparazione mentale e atletica, e a un importante contributo scientifico. "Il tunnel perfetto" è anche un viaggio senza filtri dentro l'anima di un grande atleta italiano che racconta per la prima volta il mondo del volo aereo sportivo.
Never walk alone
WA_Cri_Memo2023-07-12T01:02:19+02:00Jadel è tutto calcio e sport, Skip va pazzo per la storia ed è il primo della classe. Non potrebbero essere più diversi, eppure a unirli c'è un'amicizia inossidabile e una passione travolgente: quella per il Liverpool, la loro squadra del cuore. Così, quando nel 2019 i Reds sembrano davvero a un passo dalla finale di Champions League, non hanno dubbi: per tornare vittoriosi dallo stadio di Madrid devono portare con loro Rupert Gallagher, un misterioso anziano signore che in passato è stato uno straordinario portafortuna per la squadra, o almeno così si dice. In un attimo quella che sembrava una trasferta calcistica come tante altre si trasforma in un'avventura on the road tanto improbabile quanto entusiasmante: a bordo di una macchinetta scassata, guidata ovviamente da Rupert, Jadel e Skip attraverseranno - insieme ad Alex, il padre di Jadel, e a Irina, la splendida badante di Rupert - un pezzo di Europa. E scopriranno che, al di là delle vittorie e delle sconfitte, la magia del calcio si gioca anche fuori dal campo e crea nuovi, impensabili amici.
Calciorama
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:44:20+02:00PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI.
Il primo libro dedicato ai colori delle maglie del calcio. Le decine e decine di storie che stanno dietro i "colori sociali" di una squadra, raccontate da affabulatori di eccezione e illustrate da un autore cult del mondo del football. Il tifo calcistico nasce quasi sempre perché da bambini ci innamoriamo di un colore o di una combinazione di [...]
In campo la vita sparisce
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:48:39+02:00Diego Armando Maradona è il giocatore dai piedi d'oro, il principe, il re, il dio del calcio, e il demone in caduta libera verso gli inferi. Quella di Maradona è stata più di una storia sola, è stata la favola del talento che riscatta dalla miseria e poi la fiaba nera del campione che perde se stesso fra i cori, l'avventura di un umanissimo eroe popolare e un racconto picaresco con il pallone al centro, infine la tragedia di un titano abbandonato. Dall'Argentina alla Spagna, fino a Napoli, dal Mondiale dell'86 al doping e di nuovo al Sudamerica, con il suo romanzo-tributo Loris Caruso riconsegna la vicenda di Maradona all'epica cui appartiene di diritto.
La piuma del ghetto
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:43:00+02:00Leone Èfrati è stato un campione del pugilato italiano. Un peso piuma di grande cuore e temperamento. Nel 1938 sfiora il titolo mondiale negli Stati Uniti, mentre in patria viene cancellato dagli annuari sportivi fascisti e dai giornali. Rimosso perché ebreo. Restare in America sarebbe la scelta più sicura, ma dopo la promulgazione delle leggi razziali decide di tornare a Roma per essere vicino alla moglie Ester e alla famiglia. Ed è in Italia che viene tradito e consegnato ai nazisti. Lo deportano ad Auschwitz e poi a Ebensee/Mauthausen, dove una squadra di kapò e di SS lo massacra di botte per aver difeso il fratello. Nel 1947 sarà un bambino a rendergli per primo giustizia. Romoletto, dieci anni, il figlio di Leone. Opera pubblicata con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah
Ma quale DNA?
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:39:11+02:00"Ma quale DNA?" dell’antropologo Bruno Barba è un libro-riflessione sui tanti errori e sulle responsabilità della comunicazione sportiva nel creare un’immagine del calcio assai stereotipata. Perché continuiamo a parlare di squadre “ladre”, “protette”, “fortunate”, “pazze”, “sventurate”, attribuendo caratteristiche e poteri immutabili nel tempo? Perché crediamo esista un’essenza delle Nazionali o delle società calcistiche, indifferente ai cambiamenti politici, sociali, economici? Perché ostinarsi a usare un termine – “DNA” – non rendendosi conto che le squadra, come le comunità, sono soggette a trasformazioni, adattamenti e cambiamenti? Un libro che riflette sui tabù e sulle leggende del calcio, visti con leggerezza e tono (anche) ironico.
Dónde Está Daniel Schapira
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:34:48+02:00Il libro racconta la vita di Daniel Marcelo Schapira, un talento del tennis argentino e militante peronista, sequestrato a nemmeno ventisette anni nel 1977. Una delle trentamila desaparecidas, persone scomparse, dopo essere state prelevate dalle forze di polizia. Gli autori ricostruiscono la storia di Daniel avvalendosi delle testimonianze dirette di famigliari, amici, giornalisti e politici, che insieme al tennista hanno lottato nella stagione più buia della storia d'Argentina. Quella di Daniel, come risulta dalle testimonianze, è stata una vita trascorsa tra i campi di tennis e i nascondigli per sfuggire alla polizia militare. La sua giovane vita spezzata è diventata un simbolo di libertà per tutto il popolo argentino.
Lance deve morire
WA_Cri_Memo2023-07-12T00:28:46+02:0018 gennaio 2013. Lance Armstrong ammette davanti alle telecamere del programma di Oprah Winfrey di essersi dopato e che i suoi sette Tour de France consecutivi sono stati vinti con l'inganno. Come altri milioni di persone, Fausto è davanti alla TV. Però, per lui, quella notizia non è solo una notizia e da quel momento la sua vita va in frantumi. Nell'estate del 2000, quando sulle strade di Francia Armstrong in salita lottava testa a testa con Marco Pantani e si accingeva a vincere il secondo dei suoi sette Tour, a Fausto avevano diagnosticato un tumore ai testicoli, lo stesso che, quattro anni prima, aveva colpito, e da cui era poi guarito, il campione americano. L'unica via di salvezza da una morte quasi sicura è farsi curare in America. Fausto affronta la malattia guardando Armstrong prima alla tv, e poi sulle strade del Tour. Quasi in una corsa parallela, Armstrong vince e Fausto guarisce, Lance conquista la Francia e Fausto conquista Venus, la donna con cui è tornato a conoscere la felicità. Poi, d'improvviso, di nuovo il buio: Venus scompare, Lance confessa. La vita è una menzogna. E per estirpare la menzogna dalla vita, Fausto decide di impugnare una pistola…
Rincorsi dal vento
WA_Cri_Memo2023-07-11T23:54:18+02:00"Rincorsi dal vento" racconta emozioni, speranze e ambizioni, delle migliaia di atleti che ogni anno colorano le strade della Nove Colli, uno dei più grandi eventi sportivi. Qui si intrecciano le storie dei tanti che accorrono dai luoghi più lontani del mondo con il solo obiettivo di partecipare. C'è chi lo fa per condividerlo con tantissimi amici, chi per superare un momento di difficoltà, chi per un impeto di solidarietà, chi per sostegno nei confronti dei meno fortunati, chi per misurarsi dopo un trapianto o chi per amore, lanciandosi nella proposta di matrimonio mentre pedala accanto alla fidanzata. Ci sono poi gli irriducibili, che da più di trent'anni non si perdono un'edizione e si allenano intensamente a dispetto dell'età. E poi ci sono migliaia di volontari, che si spendono per la migliore riuscita di un evento straordinario. Sir Arthur Conan Doyle, il celebre scrittore e drammaturgo inglese autore di appassionanti romanzi gialli, amava dire: «Quando il morale è basso, quando il giorno sembra buio, quando il lavoro diventa monotono, quando ti sembra che non ci sia più speranza, monta sulla bicicletta e pedala senza pensare a nient'altro che alla strada che percorri». Ed è quello che fanno regolarmente i dodicimila e passa eroi, "rincorsi dal vento".
Dopo di noi
WA_Cri_Memo2023-07-11T21:02:57+02:00L'epopea di una piccola squadra di pallacanestro, costituita all'interno di un oratorio della provincia milanese alla fine degli anni Sessanta, dalla caparbietà di un prete e la passione di un adolescente di nome Luigi. Da quel primo embrione, la formazione del Basket Arese nel giro di due decadi scala tutte le classifiche nazionali fino alla serie maggiore, disegnando una delle parabole più sorprendenti del basket italiano. Nei tanti dream teams che si avvicendano, insieme a campioni meno noti, come: Basilico, Sarti, Audrino, Cenisio, Rossetti, On-gari, Della Monica, Noli, Maspero lasciano un segnale indelebile tanti protagonisti del panorama nazionale: Blasi, Lana, Della Flora, Baldi, Polesello, Anchisi, Portaluppi, non meno dei nomi che stupiscono la pallacanestro italiana giunti dalla prestigiosa Nba come: Floyd Allen, Danny Vranes, Darryl Middlenton, Adrian Dantley, Popeye Jones e John Fox. Ma è anche la storia di un'intera comunità, quella di Arese. L'orgoglio di una piccola cittadina rimasta nell'anonimato fino a quando non viene scelta come sede dell'Alfa Romeo, divenendo così parte della storia mondiale dell'automobilismo.
Brian Clough Il Più Grande
WA_Cri_Memo2023-07-11T21:03:35+02:00Quella di Brian Clough è una storia unica che occorre maneggiare con cura e Remo Gandolfi c'è riuscito, eccome! Remo ha avuto la capacità di rendere così fluido il racconto che al lettore sembra di cavalcare le onde dell'oceano su una tavola di surf. Da sempre conosciuto per il suo ego spropositato, tra le pagine di questo libro scopriremo un Clough che, pur rimanendo fedele alla sua immagine, sa essere diverso, sa essere sensibile, attento e sa riconoscere i propri errori. Il doppio racconto (la narrazione dei fatti e la versione di Clough) arricchisce ulteriormente l'opera che percorre l'intera vita del protagonista, dagli inizi di grande attaccante, al terribile infortunio che ne ha interrotto la carriera, alle varie esperienze in panchina, dai trionfi con Derby County e Nottingham Forest, alla cocente umiliazione dei famosi "44 giorni" di Leeds e agli ultimi anni passati a combattere i problemi con l'alcol. Questo e molto altro vi aspetta in ciascuna delle pagine di questa biografia. Che amiate o non amiate il football d'oltremanica qui si parla di calcio, di uomini, di sentimenti, di valori e di imprese.
Andrea Borella
WA_Cri_Memo2022-10-13T15:49:11+02:00Campione olimpico nel fioretto a squadre alle olimpiadi di Los Angeles 1984 e cinque volte campione mondiale.
VINCITORE PREMIO SPECIALE CONILa cena degli dei
WA_Cri_Memo2022-10-10T17:08:12+02:00Il Grande Vecchio era sicuro che in quel Luogo avrebbe trovato amici straordinari. La sua vita, un po’ riservata, gli aveva comunque consentito di frequentare uomini potenti, dive bellissime, campioni ineguagliabili, artisti formidabil. La cena fu un successo. Tutti andarono via felici.
VINCITORE PREMIO MEMO GEREMIA 2021La partita della vita
WA_Cri_Memo2022-10-10T16:54:10+02:00Un racconto lungo trent’anni e ricco di aneddoti, personaggi, successi, fallimenti, polemiche, rivelazioni, partite oscure, gioie e drammi personali che scorrono in queste pagine tra sport, famiglia, politica e amicizie pericolose come quella con il criminale serbo Arkan.
PREMIO SPECIALE ALI LIBRAIAlfonsina e la strada
WA_Cri_Memo2022-10-10T17:22:08+02:00Dalla povertà alla fama all’oblio, Alfonsina è stata una pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile. Il romanzo di Alfonsina Strada racconta le avventure della ciclista che per prima sfidò il maschilismo sportivo partecipando, unica donna, al Giro d’Italia del 1924.
PREMIO LETTERATURA PER RAGAZZISfidare il cielo
WA_Cri_Memo2022-10-10T17:27:05+02:00Come spiega ai suoi studenti il professor Osvaldo, nel primo di questi racconti, "la storia del calcio è importante: conoscerla significa conoscere molto altro, del mondo e della vita". Marco Cattaneo, mescolando realtà e un pizzico di fantasia, racconta ai ragazzi la storia del calcio e dell'Europa dal 1870 a oggi.
La rossa volante
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:51:22+02:00PREMIO SPECIALE CONI.
A 18 mesi un’autocisterna la investe nel cortile di casa, facendole perdere l’uso delle gambe. Sola e senza genitori si trasferisce a Roma in un centro fisioterapico. Il passaggio dai tutori alla carrozzina segna la svolta, il suo riappropriarsi del futuro. Oggi a 51 anni è la campionessa paralimpica italiana che ha vinto di più in tre [...]
Non è solo un gioco
WA_Cri_Memo2022-08-02T15:10:17+02:00Non è solo un gioco è un’analisi socio-antropologica delle tante sfaccettature che caratterizzano il gioco del calcio e del suo rapporto in continua evoluzione con l’individuo e la comunità. Nel testo, i concetti base dell’antropologia – i riti di passaggio, il fatto sociale totale, la corporeità, il social drama, la communitas, il capitale sociale – vengono spiegati attraverso il calcio in maniera rigorosa ma con un approccio accessibile a tutti.
Correre in aria
WA_Cri_Memo2022-08-02T15:02:40+02:00Larissa è una ragazza di 19 come tante, con i sogni, le sfide, gli ostacoli di crescita e definizioni di sé. È anche una ragazza speciale, salta più lontano rispetto a ogni sua coetanea del mondo. In questo romanzo autobiografico si racconta cosa vuol dire nascere speciali, ma sentirsi comunque normali, un romanzo sulla generazione Z, la voglia di emergere e quella di inseguire i propri sogni, anche quelli che in apparenza sembrano impossibili. Partire da un’idea e finire lontanissimo. Saltare da un punto e volare sempre più in là.
Una bandiera per amica
WA_Cri_Memo2022-08-01T20:00:31+02:00Che cosa ruota attorno al mondo degli Sbandieratori e chi sono realmente? Passione, sudore, sacrifici ed esercizi estenuanti sono solo alcuni degli aspetti di questa mirabile disciplina, erroneamente attribuita solo al mondo folkloristico. Attraverso questi mirabili racconti, il lettore potrà immergersi nel mondo delle bandiere, ripercorrendo la storia del gruppo Città Murata, una delle squadre più vincenti a livello nazionale.
Libero di Sognare
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:49:20+02:00PREMIO MEMO GEREMIA.
Questa storia comincia a Travagliato, nella campagna di Brescia, su quei campi Franco Baresi ha dato i primi calci al pallone. A quattordici anni inizia l'avventura nel Milan, e non ne ha ancora compiuti diciotto quando esordisce in Serie A. Fin dall'inizio Baresi ha conosciuto il calcio del coraggio gentile, e qui racconta il suo [...]
Lo sport e le donne
WA_Cri_Memo2022-08-01T19:41:43+02:00L’emancipazione della donna passa anche attraverso la scoperta dello sport. Questo ha permesso a molte donne di diventare cittadine consapevoli di una propria autonomia pari a quella dell’uomo. Con il progredire dell’istruzione, dell’accesso al lavoro al di fuori delle mura domestiche, e con l’avanzamento delle misure di salvaguardia della salute oltre che al superamento di limiti e ostacoli, quali la percezione della donna come “fattrice” o reclusa in un ambito di “lavori donneschi”, lo sport è diventato spazio di libertà. Eppure, la completa parità in questo ambito non è ancora stata raggiunta. Questo saggio è un viaggio tra storia e memorie, di pregiudizi, luoghi comuni e stereotipi nello sport femminile.
Il calcio ha perso
WA_Cri_Memo2022-08-01T19:36:13+02:00Oggi il mondo del calcio è cambiato: i diritti televisivi, che hanno imposto una parabola su ogni tetto e portato il calcio in tutte le case, hanno sottratto il pallone alla sua dimensione «artigianale» per trasformarlo in un’industria multimiliardaria…ma sull’orlo del fallimento. Matteo Spaziante e Franco Vanni hanno unito le loro competenze per analizzare in modo scrupoloso e dettagliato i motivi che hanno condotto il «giocattolo più amato dagli italiani» vicino al punto di rottura. I due autori cercano le risposte nei numeri, nelle storie e nelle parole dei protagonisti e dedicano questo libro ai tifosi che guardano le partite, che vanno allo stadio e trasmettono la passione ai propri figli. A chi, nonostante tutto, ci crede ancora.
Discese speciali e giganti
WA_Cri_Memo2022-08-01T19:32:03+02:00Una storia che racconta il mondo dello sci alpino, la vita dei suoi atleti e il percorso di preparazione che a noi spettatori viene nascosto. L’inverno che parte da maggio, i dialoghi con gli allenatori, le ore di video analisi per studiare gli errori e migliorarli. Amicizie e antipatie che si si srotolano in ore e ore di viaggio. Scherzi, ripicche, urla e pianti. Ansia e carica agonistica la notte prima della gara. Tra poco la vita di uno di questi atleti potrebbe cambiare per sempre. Un centesimo, pochi centimetri. Una rossa e una blu. Attenzione alla lunga prima del bosco. Via!
Buongiorno campioni
WA_Cri_Memo2022-08-01T18:36:12+02:00Leonardo Spinazzola è uno dei protagonisti indiscussi e più amati della cavalcata che ha portato gli Azzurri sul tetto d’Europa dopo 53 anni. Un pesante infortunio nei quarti di finale contro il Belgio lo ha costretto ad abbandonare la gara ma ha sfilato sorridendo in passerella con le stampelle nella notte della premiazione. E in questo libro Spina ha voluto regalare a tutti noi il dietro le quinte di questa straordinaria impresa, narrando episodi inediti retroscena ed emozioni che hanno segnato una avventura unica ed irripetibile.
1908 FC Inter
WA_Cri_Memo2022-07-15T16:55:42+02:00La travolgente storia della squadra più pazza d’Italia (mai retrocessa in B), raccontata e colorata in nero e in azzurro. Dall’Inter delle origini all’Ambrosiana che si esibiva all’Arena, da Angelo a Massimo Moratti, passando per l’epoca di Fraizzoli e di Pellegrini, fino all’Inter cinese dell’ultimo scudetto.
L’ultima scimmia
WA_Cri_Memo2022-07-15T16:36:41+02:00Nel tennis Roger Federer è l’ultima scimmia. Com’è possibile un’evoluzione dopo di lui? Una domanda a cui questo libro cerca di rispondere partendo dalle origini dell’uomo e cercando di annodare il gioco e i suoi cambiamenti all’evoluzione stessa della specie e – negli ultimi 50 anni – alle trasformazioni sociali e culturali. Un libro che racconta l’appassionante storia di un gioco, il Tennis, con una tradizione intatta ma al tempo stesso in continua evoluzione.
Tra i legni
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:42:16+02:00Grande campione, atleta esemplare e rispettato, ha trasformato il ruolo più misterioso del calcio in una filosofia di vita. Dino Zoff (classe 1942) è il più grande portiere della storia del calcio italiano. Le sue origini friulane, i centimetri di statura che non aumentavano e i primi provini; dalla provincia al Napoli e infine l’approdo alla Juventus. E ancora, la maglia azzurra e l’epica vittoria ai Mondiali di Spagna nel 1982. Una carriera inimitabile, costellata di record imbattuti, e una vita eccezionale, ma vissuta come fosse normalissima, scorrono appassionanti nelle pagine ricche, sentite, precise di questo libro.
Ero l’uomo ragno
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:38:16+02:00Walter Zenga non è stato soltanto un calciatore. Per molti tifosi del calcio, per tanti anni, ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento. Da giocatore è stato legato alla sua amatissima Inter, la squadra per cui ha sempre tifato. Da allenatore ha girato il mondo, passando dagli Stati Uniti alla Romania, dalla Turchia fino all’Arabia Saudita e guidando in Italia diverse squadre. Ecco allora una vita piena di esperienze e avventure differenti e coinvolgenti, in cui il pallone che rotola si mischia con gli affetti, con gli amori e con i sentimenti intensi e più profondi. Proprio come quello che lo tiene legato indissolubilmente, da sempre, al calcio.
Noi gente di montagna
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:32:45+02:00Oltre ad essere un grande scalatore Messner è anche un grande comunicatore del mondo dell’alpinismo e si spende da sempre per il rispetto della montagna. Tiene periodicamente una rubrica sulla Gazzetta dello Sport nella quale racconta i protagonisti e le vicende dell’alpinismo contemporaneo, oltre a stigmatizzare la retorica eroica e la commercializzazione della grande impresa, nel rispetto dell’ispirazione con cui i grandi alpinisti della sua epoca hanno affrontato le vette. Nasce una storia dell’alpinismo che è soprattutto una dichiarazione d’amore alla montagna: l’atto dello scalare più che uno sport una filosofia, l’alpinismo fra storia e futuro.
Un lavoro da mediano
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:27:24+02:00Alessandro Gazzi è uno dei pochi eletti che ha iniziato a giocare a calcio da bambino, è stato subito osservato dalle maggiori società, è entrato nelle giovanili della Lazio, in serie B nel Bari, con Antonio Conte ha conquistato la serie A dimostrandosi per molti anni uno dei migliori mediani della sua generazione. Ma la vita e la carriera di un calciatore professionista non sono facili, tra ansie dubbi ed incognite. In questo racconto di sorprendente sincerità e onestà, senza retorica, emerge il significato di cosa significhi giocare sui palcoscenici più importanti del calcio italiano.
Le ragazze di Mister Jo
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:22:54+02:00In un quartiere multietnico di Milano, dieci ragazze diverse fra loro, con storie e personalità uniche, hanno in comune la passione per la loro squadra: le Bimbe nel Pallone. Ad allenarle c’è Joanna Borella, in campo Mister Jo, che con la palla ha imparato a camminare e che oggi la usa per dare calci ai pregiudizi: perché il calcio non è solo uno sport maschile, perché la religione, le origini e il sesso non fanno differenze, e perché basta andare in rete tutte insieme per fare squadra anche nella vita!
Velata
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:18:11+02:00Questo libro non parla di sport femminile e basta. Affronta un delicato e specifico filone: lo sport femminile praticato da donne musulmane appartenenti a diverse tradizioni culturali e a diverse scuole di interpretazione religiosa afferenti a contesti diversi, dando voce a donne che hanno rotto il tetto di cristallo, lottando per coniugare sport e religione, cultura e passione e che stanno facendo un importante percorso non solo per se stesse ma anche per le altre e gli altri, musulmani e non.
Il ritorno degli dei
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:12:51+02:00Nel Luogo, a casa del Grande Vecchio, c'era la possibilità di fare incontri sbalorditivi e rivivere emozioni indimenticate. Ed ecco varcare quell'uscio personaggi spesso "distanti" fra loro, a volte persino con fama di "peccatori". Tutti egualmente grandi, e accomunati, forse, dalla mancanza di un'ultima carezza non ricevuta: il fuoriclasse che se n'era andato in una disperata solitudine, il campione garbato che aveva riunito un Paese nella gioia ... Per qualcuno di loro c'era anche in serbo un'opportunità non solo assolutamente inattesa, ma quasi miracolosa! A Pablito sarebbe stato concesso di tornare sulla Terra per contribuire a un'indagine delicata; Diego avrebbe avuto la gioia di rivedere Napoli...
Il mio ex faceva le olimpiadi
WA_Cri_Memo2022-07-14T18:07:45+02:00Terminata l’Università, la vita di Valeria, fino a quel momento trascorsa felicemente tra impegni e amicizie, viene stravolta dall’uragano Fabian che in un solo colpo le ha spazzato via certezze, progetti e abitudini. Il libro racconta di cosa significa vivere accanto a un atleta professionista, regolando la vita di coppia in base ad allenamenti, gare e ritiri in giro per il mondo. Il tutto con un’ottica orientata alla preparazione quadriennale in vista delle Olimpiadi, Valeria, giorno dopo giorno, raccoglie parole, emozioni e stati d’animo, che spiegano come sopravvivere accanto ad uno che di professione “fa l’atleta”.
La rivincita dei matti
WA_Cri_Memo2022-07-14T17:58:04+02:00L’estate 1982 per Agnese, chiamata da tutti Steno, non è solo l’estate magica in cui l’Italia di Paolo Rossi ed Enzo Bearzot vincerà i Mondiali di calcio contro la Germania, ma è anche l’estate in cui suo zio Arturo raccoglie i vecchi amici del manicomio per giocare la sua partita e sfidare gli infermieri dell’ospedale psichiatrico. Steno segue le incredibili avventure della squadra dei matti a cui è legato il destino della Nazionale azzurra. Il romanzo ispirato e appassionante di un grande scrittore: un inno al valore della diversità, una storia popolata di personaggi indimenticabili che si muovono sul palcoscenico di una città magica, Trieste.
Renzo e Ignazio
WA_Cri_Memo2022-07-14T17:52:49+02:00Amore per Palermo e per il Palermo, questo il tema dell’opera. Squadra da sempre condannata a campionati altalenanti, quando finalmente raggiunge la Coppa Italia scatena nel tifoso la voglia di riscatto. E il 29 maggio 2011 a Roma il Palermo si incontra con l’Inter. Il racconto di quella giornata memorabile parla della passione di una intera città per i rosanero, parla della sua accoglienza e del ricordo che ha lasciato in tutti i giocatori che hanno vestito quella maglia.
Il Milan col sole in tasca
WA_Cri_Memo2022-07-14T17:42:57+02:00L'avventura del Milan di Berlusconi inizia tra ironie e scetticismo, come la follia presuntuosa di un uomo tanto ricco quanto inesperto di calcio vero. La squadra però cambia radicalmente dal 1987 e la sua ascesa è scandita da trofei italiani e internazionali e da un'impronta di gioco spettacolare, lontana dalla tradizione difensivista italiana. Il «bel giuoco» chiesto dal presidente è realizzato da Arrigo Sacchi, allenatore visionario e geniale e da una rosa lussuosa, coronata dalla difesa più forte di ogni tempo e dai tre magnifici olandesi: Gullit, Rijkaard, Van Basten. Poi gli anni della maturità e del pragmatismo, con Fabio Capello e una società sempre più punto di riferimento mondiale. Giuseppe Pastore racconta i mille destini e le mille storie che si incrociano e si fondono come nel più avvincente e spregiudicato dei romanzi. Ma è tutto vero: è storia, è leggenda, è il Milan col sole in tasca.
Volevo fare la Corridora
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:56:31+02:00La vita, la passione, le battaglie della campionessa di ciclismo Morena Tartagni, che da piccola voleva seguire le orme di Alfonsina Strada. E’ stata la prima atleta azzurra sul podio dei mondiali di ciclismo nel 1968 oltre ad aver collezionato moltissimi altri titoli sia nazionali che internazionali. Con coraggio e determinazione ed in tempi difficili per ciclismo femminile ha collezionato oltre 100 vittorie. Ha ricoperto poi importanti ruoli nella Federazione ciclistica ed assessore allo sport e alle politiche giovanili del comune di Senago.
Un gioco da ragazzi
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:50:52+02:00Autobiografia vivace e sincera del più brasiliano di tutti i nostri calciatori, che in una lunga ed emozionante carriera è diventato la colonna della Roma e l’uomo chiave del Mondiale dell’82. Dopo la gavetta sui campetti, nonostante la piccola statura si è affermato con testardaggine e spirito agonistico. Ricche di aneddoti inediti con gli altri protagonisti dell’epoca le pagine di questa biografia svelano l’epoca in cui il calcio era ancora “un gioco da ragazzi” fatto di fatica ed entusiasmo e soprattutto un protagonista assoluto, unico e vero.
Step back
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:46:45+02:00Un viaggio contromano nella storia del basket, attraverso le testimonianze dei protagonisti e le foto di Walter Breveglieri. Dalle suggestioni delle truppe americane che insegnarono i fondamentali del gioco ai nostri atleti al fascino degli Harlem Globetrotters, le Nazionali azzurre di Jim McGregor e Nello Pastore, le sfide Usa Urss ai tempi della Guerra Fredda, la storica Coppa dei Campioni vinta dal Simmenthal Milano nel 1966 … questo e molto molto altro in una incredibile carrellata di uomini storia eventi e ricordi incredibili.
Randagio
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:42:26+02:00Randagio è la storia di Fulvio Valbusa prima e dopo lo sci, come un ragazzo delle montagne veronesi è diventato uno dei più grandi fondisti di sempre e cosa rimane di un campione quando smette di gareggiare. Il racconto di una vita di sacrificio, tra lavoro e allenamenti massacranti, che man mano gli consente di raggiungere tutti i suoi traguardi, e del dopo, quando un nuovo obiettivo gli rivoluziona la vita: da Forestale seguire dopo 150 anni il ritorno dei lupi in Lessinia. Lupi di cui si innamora immediatamente e che diventano la sua nuova famiglia. Il racconto emozionante di un grande atleta e di un uomo sempre alla ricerca di nuove sfide, una vita come tante e come tante assolutamente eccezionale.
Quasi Nemici
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:38:39+02:00Storia non solo sportiva delle grandi rivalità del ciclismo, sport che si nutre anche delle passioni dei suoi campioni. Una storia di coppie contro, che racconta anche i mutamenti di un Paese per vocazione guelfo o ghibellino, che nel ciclismo si è specchiato e diviso. Sempre schierati dai tempi del Diavolo Rossa fino a Marco Pantani, passando per Coppi e Bartali Moser e Saronni Merkx e Gimondi Bugno e Chiappucci, sempre faziosi e molto italiani, rivali e quasi nemici, ma sempre con un chiodo fisso: arrivare prima dell’altro.
Papà sono un gamer
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:33:56+02:00A tredici anni Casper ha pochi amici e una grande passione: Minecraft. Quando si decide ad aprire un canale tutto suo, ottiene un successo inaspettato, con migliaia di follower e di visualizzazioni. Pur sapendo l’avversione dei suoi genitori per social e videogiochi, Caspi fa di tutto per tenere nascosta la sua vita virtuale. Si ritrova così diviso tra la vita reale, in cui è un nerd quasi invisibile, e il mondo online, in cui diventa un idolo dei gamer con il nome di Kriptonite.
Negri
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:28:36+02:00In America la questione razziale è ancora drammaticamente attuale e il grande palcoscenico dello sport è un osservatorio privilegiato per analizzare lo stato delle cose. E’ quanto ha fatto Francesco Gallo con il documentario “Negri – Sport in USA”, premiato in tutto il mondo, che ha analizzato 100 anni di sport e razzismo in America. Questo libro rielabora ed approfondisce le tematiche del docufilm, dimostrando il fatto che la storia dei neri nello sport è la storia dell’America.
Monte Bianco
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:07:20+02:00I ghiacciai e le vette del Monte Bianco, le sue pareti di granito e le sue creste di neve dove s'incontrano Italia, Francia e Svizzera, formano paesaggi di straordinario fascino. La prima ascensione ai 4810 metri della cima è stata compiuta nel 1786. Da allora, uomini e donne d'avventura hanno compiuto imprese straordinarie. Il libro racconta le loro speranze, i loro trionfi, le tragedie che hanno segnato questi due secoli e mezzo. E ancora, l'evoluzione dei materiali e delle tecniche di progressione, dei rifugi e degli impianti di risalita. Il Monte Bianco, da secoli, è anche un perno della storia d'Europa. Nel 1924, a Chamonix, sono nate le Olimpiadi invernali. Infine sono arrivati il Traforo del Monte Bianco, il boom del turismo estivo e invernale, le corse in montagna e il cambiamento climatico con il drammatico ritiro dei ghiacciai.
Milanello la casa del diavolo
WA_Cri_Memo2022-07-08T18:00:20+02:0059 anni di vita del centro sportivo più iconico d’Italia raccontati in 59 capitoli. Aneddoti racconti e retroscena del centro sportivo più vincente del mondo. Con il passare degli anni sono cambiate le persone, mai i valori. Milanello è diventata una sorta di luogo di culto, una scuola di comportamento: la casa e la “chiesa” del Diavolo. Più che un centro sportivo una teca di ricordi custoditi con gelosia da quanti hanno avuto l’onore di entrarci.
Major Taylor Il Negro Volante
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:50:09+02:00La biografia del primo atleta di colore nella storia del ciclismo, tra pregiudizi, invidie e tanto coraggio, Marshall “Major” Taylor, nato nel 1878 a Indianapolis da genitori figli di schiavi. Possiede però una bici e a 18 anni si specializza nelle corse di velocità dove si impone sui migliori corridori americani. E’ il primo ciclista di colore costretto ad affrontare il razzismo. La sua carriera verrà fortemente ostacolata dalle istituzioni ciclistiche e dai corridori bianchi, mentre negli Stati del Sud gli viene impedito di correre. Taylor continuerà a correre e collezionare vittorie negli Stati Uniti ed in Europa, affermandosi come il ciclista più veloce del mondo.
La Vanga in Campo
WA_Cri_Memo2022-08-01T17:02:52+02:00C’è una vanga, piovuta in un campo da calcio lanciata dalla tribuna. Alla società arriva una multa micidiale per il cui pagamento verranno organizzate una serie infinita di sagre. E’ un calcio senza riflettori quello raccontato da Francesca Muzzi, quello dei campi messi a disposizione dal parroco che però in cambio chiede di andare a messa alla domenica, quello dei campanili e del pane e salame, il calcio fango e zolle. Un viaggio surreale ed esilarante in un universo parallelo a quello dei campionati miliardari e del calcio spettacolo, da affrontare però con l’elmetto: dovesse volare in campo qualche vanga.
La bambina piu forte del mondo
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:44:05+02:00Niente attira l’attenzione di Stella come la gigantesca gabbia al centro del campo sportivo di Villa Gentile, dove i lanciatori del martello si allenano senza sosta a scagliare lontano pesanti sfere d’acciaio. Stella non ha dubbi, anche lei da grande farà questo sport e una volta raggiunta l’età, alle aspirazioni si sostituiscono gli allenamenti e Stella continua a lottare per il suo sogno. Ma l’allenatore Robori non è d’accordo: il lancio del martello è uno sport per maschi e lei è solo una femminuccia. Una storia di sport, amicizia, autodeterminazione dedicate alle bambine e ai bambini indomabili che sanno che non esistono cose ‘da maschi’ e cose ‘da femmine’, ma solo sogni in cui credere.
Il re degli ultimi
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:48:09+02:00PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI.
I sette anni di Maradona al Napoli sono la storia della sua vita. Re e popolo. Porta alla gloria una squadra che stava per retrocedere, la magia del numero 10 fa sognare tutti, in tanti lo pregano più di san Gennaro. Il Pibe è il campione del mondo che per beneficenza nel tempo libero gioca in mezzo alle pozzanghere e in segreto di notte porta un [...]
Il mio tennis
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:34:33+02:00Riccardo Piatti al tennis ha consacrato la sua intera vita fin da piccolino. Del tennis ha fatto il suo grande sogno, una sorta di “monopensiero”, sempre a caccia di nuove soluzioni e idee, proprio come “un meccanico di campioni” come ha scritto Ferrero, coautore del libro. Negli anni Piatti ha potuto lavorare con i più grandi, da Ljubicic a Sharapova a Skinner. Questo libro è soprattutto la definizione di un metodo, trasmette un sapere prezioso affinato nel tempo, fissando su carta autentiche lezioni di tecnica e psicologia valide per chiunque ami e pratichi il tennis a qualsiasi livello.
Il Grande Libro del Derby di Roma
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:27:31+02:00“Alla fine non sarà mai una partita come le altre”. Avversari sul campo ma amici nella vita normale Francesco Totti ed Alessandro Nesta per anni hanno rappresentato la vera essenza del derby che vede Lazio e Roma sfidarsi in campionato. Quella delle “stracittadine” romane è una lunghissima storia lunga oltre 90 anni, raccontata attraverso immagini straordinarie e tanti aneddoti particolari, frutto di una ricerca storica minuziosa, tanto da potersi considerare un viaggio irripetibile verso il cuore della capitale e nell’epica delle rispettive tifoserie.
Il ciclismo nel sangue
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:23:13+02:00Sin da piccola Paola prova un’attrazione magnetica per le due ruote. Grazie ad un caso fortuito, inizia le gare di ciclismo su strada dimostrando subito le sue potenzialità. Entra in nazionale, partecipa alle olimpiadi di Barcellona nel 1992, si innamora della mountain bike e del ciclocross, ottenendo anche qui ottimi risultati. Ma quelli sono gli anni del doping, e su questo inganno si infrangono i suoi sogni. Il racconto di una passione che si scontra con le ciniche regole dello sport. La storia di Paola Turcutto, una donna che ha saputo prendere una decisione difficile: quella di mantenersi fedele ai propri principi, di rifiutare il doping, rinunciando ai propri sogni.
Fuori dalla mischia
WA_Cri_Memo2025-10-22T16:46:52+02:00PREMIO LETTERATURA RAGAZZI.
Il rugby è lo sport per eccellenza, cultura dello stare insieme, senso di squadra, accettazione di vittorie e sconfitte, e la vita di Maxime Mbandà ne è un esempio concreto. Maxime, nonostante una vita serena e i successi nello sport, ha sperimentato direttamente le difficoltà dell’integrazione. Questo il motivo che lo ha spinto a scrivere al suo [...]
Flash
WA_Cri_Memo2022-07-14T16:09:49+02:00L’uomo più veloce del mondo è italiano. A Tokio con la medaglia d’oro nei 100 metri e nella staffetta 4x100 ha stupito il mondo. In questo libro racconta a cuore aperto la sua passione per la velocità, la crescita sportiva, la fatica degli allenamenti, l’inferno degli infortuni, i figli l’amore l’infanzia. Grazie al duro lavoro con il coach Paolo Camossi e con un mental coach ha trovato la chiave per correre per la vittoria, sempre affamato di record e sempre restando se stesso.
Dal cortile al Mundial
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:19:02+02:00Fermare il tempo e raccontare un’emozione. E’ questo che fa Giuseppe Tassi in questa storia che parla dell’amore per il calcio e lo sport di un bimbo, che riesce a coronare il suo sogno e finisce per raccontare l’emozione che vale una vita, la vittoria della Nazionale nel 1982 al Santiago Bernabeu di Madrid con Rossi, Bearzot, Sandro Pertini e la gioia di poter godere uno spettacolo unico ed indimenticabile. Nel mezzo tutta una vita e i personaggi incontrati , da Mennea a Canè, da Ormezzano a Turrini e tutti i colleghi che hanno reso indimenticabile questa storia di giornalismo e passione.
Codice Jury
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:19:26+02:00L’atleta simbolo dello sport italiano si racconta e condivide la sua formula per conquistare e mantenere il pieno benessere fisico e mentale. Il libro ripercorre la sua carriera e, con onestà, ammette le difficoltà e gli ostacoli che lui per primo ha dovuto affrontare e affronta ogni giorno. Leggendo il manuale scopriamo che oltre ad essere un grande atleta e un ottimo insegnante, Jury si dimostra una guida a cui affidarsi con fiducia, consapevoli che la “felicità del corpo, a volte è più intensa di quella dell’anima”.
Calcio di stato
WA_Cri_Memo2022-07-15T17:03:54+02:00Sportwashing. Sui giornali britannici e americani questa parola compare nel 2015, coniata da un gruppo di attivisti per i diritti umani e sta a significare lo sfruttamento dello sport per ripulire la reputazione di un Paese. Molto usata nei paesi del Golfo Persico, come il Qatar che nel 2022 organizza il primo Mondiale invernale. Il calcio e l’intero mondo sportivo stanno virando verso un nuovo epicentro, tra sconfinate risorse economiche e delicati equilibri geopolitici.
Black Boy Fly
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:20:12+02:00Benchè nel 1865 la Costituzione americana abbia abolito la schiavitù la segregazione razziale rimane una dura realtà. A Indianapolis c’è un ragazzo nero che corre in bicicletta più veloce di tutti, è Marshall Walter Taylor, ma tutti lo chiamano Major perché indossa sempre una vecchia giubba dell’esercito nordista. A dispetto dei pregiudizi Major è imbattibile. Ballestracci ci racconta la vicenda umana e l’ascesa sportiva di Major fino al 1901 e al suo imbarco per la tournee nei velodromi d’Europa e la definitiva consacrazione internazionale, allorchè diventa, dopo George Dixon, il secondo atleta afroamericano a conquistare il titolo di campione del mondo.
Adrenalina
WA_Cri_Memo2022-07-08T17:19:54+02:00Zlatan Ibrahimovic non ha più bisogno di dimostrare la sua forza o ricordarci i grandi successi sportivi che lo hanno reso un campione unico nel mondo. Ha deciso di mettersi a nudo, svelando una narrazione piene di confidenze e aneddoti, dove anche la paura trova spazio tra le pieghe del fuoriclasse, insieme alla dolcezza e alla fragilità, alla determinazione e al coraggio che hanno portato il ragazzino di Rosengård sulla vetta del mondo.
Silvio Martinello
WA_Cri_Memo2022-10-13T15:39:22+02:00Silvio Martinello è un ex ciclista su strada e pista italiano. Professionista dal 1986 al 2003, fu cinque volte campione del mondo e campione olimpico ad Atlanta 1996 nella corsa a punti, e quattro volte vincitore della Sei giorni di Milano.
Francesca Bortolozzi
Giacomo Candeloro2022-10-13T15:38:03+02:00Campionessa olimpica a squadre nel fioretto, due ori alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e ai Giochi di Atlanta 1996; un argento alle Olimpiadi di Seoul 1988.
Cuore di pugile
Giacomo Candeloro2021-08-22T18:05:41+02:00La passione, la sofferenza e le sfide di una ragazza che ha realizzato il suo sogno di salire sul ring.
Del rugby
Giacomo Candeloro2021-08-22T18:02:23+02:00Un'analisi sul futuro del rugby partendo dai punti di forza e debolezza del movimento italiano.
Trentacinque secondi ancora
Giacomo Candeloro2021-08-22T18:00:49+02:00Un gesto di protesta inatteso sul podio delle Olimpiadi che segna il riscatto politico, civile e sportivo.
Volevo solo pedalare
Giacomo Candeloro2021-08-22T18:01:12+02:00Alex ripercorre tredici anni di vita eccezionale, affrontata sempre col sorriso sulle labbra e la passione nel cuore.
Rossano Galtarossa
Giacomo Candeloro2022-10-13T15:38:41+02:00Rossano Galtarossa è un canottiere italiano, tra i pochi atleti italiani di sempre ad essere riuscito ad andare a podio in quattro edizioni dei Giochi Olimpici.
Fair Play
Giacomo Candeloro2021-08-22T17:41:29+02:00Tra realtà e finzione, Ivan Providence Martini realizza il suo sogno: diventare una stella del panorama calcistico italiano. Una favola moderna che mette in dubbio valori e principi dello spirito sportivo odierno.
Igor Cassina. Il ginnasta venuto dallo spazio
Giacomo Candeloro2021-08-22T17:40:27+02:00Per Igor Cassina la ginnastica è la vita, ma non mancano le sfide fuori e dentro la palestra, affrontate con forza di volontà e perseveranza per raggiungere sempre i propri obbiettivi.
Crazy for football
Giacomo Candeloro2021-08-22T17:40:53+02:00Una storia lunga cinquant'anni dove si intrecciano sfide leggendarie, sconfitte brucianti, colpi impossibili, i mille aneddoti dentro e fuori dal campo.
Eravamo immortali
Giacomo Candeloro2021-08-22T17:41:09+02:00Manolo ripercorre il suo vissuto fin da quando, giovane scalatore subiva la fascinazione della libertà e della sensazione di essere immortale trasmesse dalla montagna e dalla sovversione alle regole.
Francesco Toldo
Giacomo Candeloro2022-10-17T12:45:49+02:00Francesco Toldo è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere nell'Inter e nella Fiorentina, vicecampione d'Europa con la nazionale italiana nel 2000.
Abbiamo toccato le stelle
Giacomo Candeloro2021-08-18T19:21:48+02:00Venti racconti di sport, coraggio e umanità.
Capolavori. Allenare, allenarsi, guardare altrove
Giacomo Candeloro2021-08-18T19:26:39+02:00A metà fra racconto e biografia, una mappa per trasformare il potenziale in eccellenza.
Senza rete
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:21:24+02:00Il racconto di una donna che ha imparato l'arte di reinventarsi per ricominciare.
Alfabeto Fausto Coppi
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:19:56+02:00Se Achille fosse stato, invece che selvaggio e brutale, schivo, timido, aggraziato e triste, sarebbe stato grande come Coppi.
Il tennis è musica
Giacomo Candeloro2022-07-07T13:25:28+02:00Una storia lunga cinquant'anni dove si intrecciano sfide leggendarie, sconfitte brucianti, colpi impossibili, i mille aneddoti dentro e fuori dal campo.
1976, storia di un trionfo
WA_Steph_mEmO2021-08-16T15:53:19+02:00Lucio Biancatelli Alessandro Nzegorodchew / Ultra Sport
Tutti romani, tutti romanisti
WA_Steph_mEmO2021-08-16T15:25:58+02:00Andrea Cardoni / Marcos y Marcos
Frank Chamizo. La rivoluzione della lotta
WA_Steph_mEmO2021-08-16T15:24:00+02:00Maurizio Casarola / Infinito Edizioni
Aveva un volto bianco e tirato. Il caso Re Cecconi
WA_Steph_mEmO2021-08-16T15:21:55+02:00Guy Chiappaventi / Tunuè
Un’altra storia di Fausto Coppi
WA_Steph_mEmO2021-08-16T15:19:37+02:00Faustino Coppi Salvatore Lombardo / Libreria dello Sport
La versione di Gipo
WA_Steph_mEmO2021-08-16T12:54:17+02:00Alberto Facchinetti / Edizioni Incontropiede
Dino Viola. La prigionia del sogno
WA_Steph_mEmO2021-08-16T12:49:58+02:00Manuel Fondato / Ultra Sport
Lettera a un giovane calciatore
WA_Steph_mEmO2021-08-16T12:02:15+02:00Darwin Pastorin / Chiarelettere
Storia e geografia del Giro d’Italia
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:57:18+02:00Giacomo Pellizzari / Utet
La stoccata vincente
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:46:45+02:00Paolo Pizzo Maurizio Nicita / Sperling & Kupfer
La farfalla dell’est
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:35:54+02:00Angelica Savrayuk Ilaria Leccardi / Bradipolibri
999. Le storie vere dei campioni mancati
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:34:23+02:00Paolo Amir Tabloni / Diabasis
Volevo solo pedalare
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:15:01+02:00Alex Zanardi Gianluca Gasparini / Rizzoli
Mia. Come sono diventato lo zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre
WA_Steph_mEmO2021-08-16T11:11:12+02:00Ivan Zaytsev Marco Pastonesi / Rizzoli
Vietato dire non ce la faccio
WA_Steph_mEmO2021-08-16T10:47:23+02:00Nicole Orlando Alessia Cruciani / Piemme
Cuore di pugile
WA_Steph_mEmO2021-08-16T10:23:54+02:00Cristina Zagaria / Il battello a vapore - Piemme
La vita è come andare in bicicletta
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:50:55+02:00Antonella Bellutti / Sonda
Pietro Polo, il più forte gregario di Francia
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:44:23+02:00Giacinto Bevilacqua / Alba Edizioni
Il rettangolo dei sogni
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:39:08+02:00Mario Bocchetti Silvio Crisali Ciro Ruotolo / Europa Edizioni
Lo scudetto “rubato”
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:35:22+02:00Francesco Bramardo Gino Strippoli / Priuli & Verlucca
Sergio Brio. L’ultimo stopper
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:29:09+02:00Luigia Casertano Sergio Brio / Graus
Vivi, ama, corri. Avanti tutta!
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:27:35+02:00Leonardo Cenci Rosangela Percoco / Salani Editore
Più magri camminando
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:21:19+02:00Maurizio Damilano Giuseppe G. Parodi / Sperling & Kupfer
Storia di Fiordaliso
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:09:38+02:00Loredana Frescura Marco Tomatis / Giunti
Mi sono perso in Appennino
WA_Steph_mEmO2021-08-13T17:03:06+02:00Gian Luca Gasca / Ediciclo Editore
Judo. Superare i propri limiti
WA_Steph_mEmO2021-08-13T16:54:24+02:00Fabio La Malfa / Luni Editrice
Igor Cassina. Il ginnasta venuto dallo spazio
WA_Steph_mEmO2021-08-13T16:51:08+02:00Ilaria Leccardi / Bradipolibri
La montagna di un uomo venuto dal mare
WA_Steph_mEmO2021-08-13T16:43:40+02:00Stefano Michelazzi / Alpine Studio
Io corro da solo
WA_Steph_mEmO2021-08-13T16:32:10+02:00Francesco Pannetta / Gemini Grafica Edizioni
Il caso Pantani. Doveva morire
WA_Steph_mEmO2021-08-12T17:31:14+02:00Luca Steffenoni / Chiarelettere
Piccolo manuale di yoga per bambini
WA_Steph_mEmO2021-08-12T17:13:41+02:00Clemi Tedeschi / Mondadori
Crazy for football
WA_Steph_mEmO2021-08-12T16:13:49+02:00Francesco Trento Volfango De Biasi / Longanesi
Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta
WA_Steph_mEmO2021-08-02T01:24:57+02:00ANGIONI MARTIN / Utet
La giusta parte
WA_Steph_mEmO2021-07-30T15:22:38+02:00BONAN ALESSANDRO La giusta parte La nave di Teseo
Velocità Fango Gloria
WA_Steph_mEmO2021-07-30T15:15:22+02:00CAIROLI ANTONIO Velocità Fango Gloria Rizzoli
Le parole che mancano al cuore
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:14:12+02:00CANINO FABIO Le parole che mancano al cuore Sem
Le salite più belle d’Italia
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:11:58+02:00CASSANI DAVIDE Le salite più belle d'Italia Rizzoli
Alfabeto Fausto Coppi
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:08:13+02:00CERVI GINO BATTISTUZZI GIOVANNI Alfabeto Fausto Coppi Ediciclo
Maradona è amico mio
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:06:21+02:00CIRIELLO MARCO Maradona è amico mio 66thand2nd
Invasione di campo
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:03:07+02:00CRUCIANI ALESSIA Invasione di campo Il battello a vapore
Perdenti con le ali
WA_Steph_mEmO2021-07-29T18:00:54+02:00CUBEDDU CARLOTTA Perdenti con le ali Il battello a vapore
Storia dello sport in Italia
WA_Steph_mEmO2021-07-29T17:03:31+02:00DIETSCHY PAUL PIVATO STEFANO Storia dello sport in Italia Il Mulino
Il profumo dell’asfalto
WA_Steph_mEmO2021-07-29T16:51:54+02:00FISICHELLA GIANCARLO Il profumo dell'asfalto Sperling & Kupfer
Questione di stile. L’anima juventina
WA_Steph_mEmO2021-07-29T16:46:40+02:00GALLO PASQUALE Questione di stile L'anima juventina La staria
Il mestiere più bello del mondo. Faccio il giornalista
WA_Steph_mEmO2021-07-29T16:05:04+02:00GARLANDO LUIGI Il mestiere più bello del mondo Faccio il giornalista Rizzoli
Abbiamo toccato le stelle
WA_Steph_mEmO2021-07-29T16:01:38+02:00GAZZANIGA RICCARDO Abbiamo toccato le stelle Rizzoli
Un sogno lungo 50 anni
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:52:21+02:00GRILLO ALESSANDRO Un sogno lungo 50 anni Versante Sud
I colori dei miei sentimenti
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:29:25+02:00GREGUCCI ANGELO ADAMO SAPIA FABRIZIO I colori dei miei sentimenti Ultra Sport
Coppi – L’ultimo mistero
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:25:20+02:00LAIOLO ADRIANO VIBERTI PAOLO Coppi l'ultimo mistero Ediciclo
Il Grande Torino
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:22:31+02:00MATTEUCCI MATTEO OSSOLA FRANCO Il Grande Torino Minerva
Calci e pugni sul tetto del mondo
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:20:47+02:00MONTEMURRO ROSSELA Calci e pugni sul tetto del mondo Altrimedia
Il tennis è musica
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:18:42+02:00PANATTA ADRIANO Il tennis è musica Sperling & Kupfer
Salto avanti. La ginnastica, l’Africa, la mia vita
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:17:00+02:00ROCCA ARIANNA LECCARDI ILARIA Salto avanti La ginnastica, l'Africa, la mia vita Capovolte
Sessantotto, l’anno del non ritorno
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:13:03+02:00SANTI CARLO Sessantotto l'anno del non ritorno Infinito Edizioni
Il sinistro di Signori
WA_Steph_mEmO2021-07-29T15:11:10+02:00SIGNORI BEPPE Il sinistro di Signori Minerva
Le sfide dei campioni
WA_Steph_mEmO2021-07-29T12:53:01+02:00VERGARI FEDERICO Le sfide dei campioni Tunuè
Il portiere che parava i rigori
WA_Steph_mEmO2021-07-29T12:50:24+02:00ZANETTI DANILO Il portiere che parava i rigori Zanetti Libreria
La vittoria impossibile
WA_Steph_mEmO2021-07-29T12:35:05+02:00A CURA DI ANDREA PELLICCIA AA.VV. La vittoria impossibile Racconti Odissea
Non fare una cosa stupida è come fare una cosa intelligente
WA_Steph_mEmO2021-07-29T12:32:46+02:00PETERSON DAN Non fare una cosa stupida è come fare una cosa intelligente Cairo Editore
Laetitia. Una favola del basket
WA_Steph_mEmO2021-07-29T12:29:05+02:00MUSACCO RICCARDO Laetitia Una favola del basket El Squero
Belìn, che paddock. Storie di corse, piloti, e altre pazzie della mia vita
Giacomo Candeloro2021-07-27T12:33:01+02:00Carlo Pernat ha scoperto e lanciato pluricampioni del mondo, ha vinto 20 titoli iridati.
Ha contribuito alla crescita planetaria della MotoGP come nessun altro.
In questo libro, racconta frammenti di […]
Alfonsina e la strada
Giacomo Candeloro2022-10-10T16:12:36+02:00Dalla povertà alla fama all’oblio, Alfonsina è stata una pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile. Simona Baldelli ha trovato lo sguardo e la voce per trasformare la sua epopea in un romanzo attento alle verità della Storia e sensibile alle sfumature dei sentimenti, creativo nella struttura e libero di intrecciare i fatti concreti con l’invenzione necessaria al gesto letterario. Accade allora che nelle pagine Alfonsina prenda vita e ci mostri, nella scoperta di un’impresa faticosissima e anticipatrice, il ritratto di una donna che mai volle porsi dei limiti. Il romanzo di Alfonsina Strada racconta le avventure della ciclista che per prima sfidò il maschilismo sportivo partecipando, unica donna, al Giro d’Italia del 1924.
Always Standing
Giacomo Candeloro2022-07-08T15:40:28+02:00Mille chilometri da Vigevano a Roma in sella a una bicicletta. Dieci tappe, quaranta città, 125 caffè, sedici panini, nove alberghi e diciotto ristoranti. Una passione innata per le due ruote. Un ragazzo, Roberto, che non conosce il significato della parola arrendersi, sostenuto da Alberto, l'amico di sempre in sella alla sua Vespa, perché l'unione fa la forza. E un "compagno di viaggio" indesiderato, Arnold-Chiari: la sindrome neurodegenerativa che affligge Roberto. Un viaggio per scongiurare la paura e sentirsi vivi. Un esempio da seguire per trovare dentro di noi la forza di guardare oltre, anche quando la vita ci colpisce con la sua peggiore ironia. Prefazione di Claudio Chiappucci. Introduzione di Marco Pastonesi.
Apnea
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:45:43+02:00Guardi in basso, davanti a te: il confine da attraversare è una piatta distesa azzurra apparentemente senza fondo, che attende solo di abbracciarti. Gonfi i polmoni, pieghi le gambe e ti prepari a trattenere il fiato, a lungo, per metri e metri e metri, sempre più giù, oltre i pesci colorati e le gorgonie, giù, fino a quando il freddo ti annebbierà la mente e rischierà di farti perdere la concentrazione… e poi la risalita: sbatti le pinne, raccogli le forze e ti spingi gradualmente verso l’alto. Ecco, ce l’hai fatta. Sei di nuovo fuori. Ora, finalmente, riprendi fiato.
Ayrton Senna
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:45:02+02:00Questo non è un libro come gli altri: è il racconto di una vita dove uomo e sport si intrecciano fino a diventare una cosa sola. Per Ayrton Senna, protagonista indiscusso della Formula Uno tra anni Ottanta e Novanta, infatti, non c’è felicità senza vittoria. “Vincere è come una droga, una sensazione intensa. Non ne puoi più fare a meno”, dichiarerà. Una dipendenza fisica e della mente. Che lo spinse costantemente a migliorare e a superare i propri limiti, costruendo il proprio mito con disciplina e sacrificio. L’unico modo che conosceva di stare nel mondo, del resto, era quello di essere sempre più veloce, il più veloce, fino a trasformarsi in suono, nelle variazioni del ronzio assordante e penetrante del moto sulla pista. La sua è una storia che si intreccia con le grandi domande della vita e dell’uomo. Con l’imprescindibile corsa senza resa – profondamente umana, istintivamente carnale e, insieme, spirituale – alla ricerca della felicità.
AZZURRI
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:44:39+02:00Nel 1934, a Roma, la nazionale italiana vince la seconda edizione della Coppa del Mondo. Mussolini, che da tempo ha deciso di usare lo sport come aggregatore identitario, siede compiaciuto sugli spalti. L’Italia, del resto, si è guadagnata gli elogi dell’opinione pubblica mondiale, non solo per l’ottima prestazione sportiva, ma anche per l’imponente piano edilizio che ha portato alla costruzione di otto stadi disseminati in tutta la penisola. Grazie alle fonti più diverse, come la tv e la letteratura, il cinema e la canzone popolare, i giornali e il web, Paolo Colombo e Gioachino Lanotte, storici di professione e appassionati tifosi, ricompongono la vasta cornice culturale che circonda le imprese della selezione azzurra. Così, ai momenti ormai leggendari impressi nella memoria dei tifosi, si alternano quelli della storia sociale, politica, economica e culturale italiana. Azzurri ricostruisce l’intricato percorso di un amore difficile, fatto di disinteresse e lacrime, rassegnazione ed esultanze incontrollate, e, allo stesso tempo, traccia la storia di un popolo che “ha cominciato a sentirsi unito in un’identità comune solo – e neppure sempre – quando undici dei suoi ragazzi si infilavano una maglia azzurra per scendere su un campo verde a inseguire una sfera di cuoio”.
Dieta & Running
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:47:56+02:00In tutta l’Italia è ormai comune incontrare persone che si allenano, a diversi livelli, nella corsa. Per fortuna si sta infatti diffondendo la consapevolezza che lo sport sia un elemento indispensabile per una vita sana e il running è l’attività più spontanea e accessibile a chiunque. Per ricavarne però il massimo beneficio, è fondamentale accompagnare l’abitudine a correre con un’alimentazione corretta, equilibrata nei nutrienti e adatta a sostenere lo sforzo. Alimentazione che si rivela cruciale quando si vogliono preparare maratone e ultra trail. Con questo libro il professor Angelini offre a tutti i runner uno strumento rigoroso, esaustivo e insieme chiarissimo per capire come comportarsi a tavola per stare bene e migliorare le proprie performance. Ricchissimo di informazioni e di consigli pratici nati da un’esperienza pluridecennale, Dieta&Running è un libro che mancava: una vera bibbia per tutti coloro che vanno a correre. Necessario quanto un buon paio di scarpe.
Donne in bicicletta
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:43:46+02:00Grazie a uno scrupoloso lavoro di scavo e ricerca, impreziosito dalle testimonianze dirette delle protagoniste, Antonella Stelitano rende finalmente giustizia all'epopea del ciclismo femminile tricolore, fino a oggi colpevolmente trascurato dalla storiografia nonostante i grandi successi ottenuti sul piano sportivo e sociale. Sì, perché i chilometri percorsi da tante "ragazze sprint" – per anni sbeffeggiate, derise e addirittura insultate per la loro passione – hanno contribuito in maniera determinante non solo ad arricchire il palmarès di medaglie del ciclismo italiano, ma anche ad abbreviare il lungo e faticoso cammino verso l'emancipazione femminile.
Doppio passo
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:43:23+02:00Siamo in Inghilterra, durante la Prima Guerra mondiale. Un gruppo di ragazzi si muove tra le case, la grande fabbrica che domina il paesaggio e il grande cortile di mattoni dove si svolgono partite di calcio furiose come battaglie. Ma Martin il protagonista, non ama il pallone, anzi. Così, quando scopre che in un cortile vicino c'è una ragazza a lui molto somigliante che con il pallone fa magie, organizza uno scambio di persona con conseguenze impreviste... Un libro a metà tra fumetto, romanzo e illustrazione per raccontare, il talento e la caparbietà di Lily Parr, mitica calciatrice nell'Inghilterra degli anni '20.
Equilibrio dinamico
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:43:03+02:00Equilibrio Dinamico nasce dall’esperienza quotidiana e non vuole rivolgersi soltanto agli addetti ai lavori, ma a tutti coloro che ritengono che lo sport possa diventare uno stile educativo. L’amore per il pattinaggio, e in particolar modo per l’attività di avviamento a questo straordinario sport, prende qui forma in un testo appassionato, estensibile a molti altri sport, che vuole offrire una lettura nuova del rapporto tra educatore sportivo, bambino e/o persona disabile, basandosi su esperienze pratiche e sulla loro analisi. “Questo libro concorre allo sviluppo di una sempre maggiore consapevolezza di quell’agire educativo nel processo di accompagnamento, crescita e maturazione a cui gli operatori, le famiglie e le diverse istanze sociali dell’universo sportivo sono chiamati” (Roberta Baldi).
Fino a che punto?
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:42:42+02:00L’atleta come merce da comprare o vendere per realizzare una “plusvalenza” e l’atleta come macchina, dalla quale ci si aspetta il massimo rendimento. È in queste due metafore che affonda le radici il football trafficking, definizione che comprende i casi sia di tratta che di traffico di esseri umani nel calcio e in molti altri sport e che riguarda migliaia di giovani originari di regioni povere. La narrativa che va per la maggiore attribuisce le colpe a sedicenti agenti e intermediari, i quali sfruttano a proprio vantaggio l’ingenuità di giovani che nello sport intravedono la loro unica possibilità di mobilità sociale e di realizzazione. La realtà è però ben più complessa, con responsabilità condivise da tutti gli attori del sistema: club, mezzi d’informazione, federazioni e istituzioni politiche nazionali e internazionali e, talvolta, le famiglie stesse dei ragazzi coinvolti.
Giù la maschera
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:42:11+02:00Prima le notti brave a Jesi, le compagnie sbagliate e le fughe da casa che punteggiano un’adolescenza scapestrata. Poi la scherma che, con la sua ferrea disciplina, prova a domare il carattere ribelle di Elisa Di Francisca. Ma anche quando le medaglie cominciano a fioccare, restano le liti tra gli assalti, le “evasioni” dai ritiri della nazionale, gli amori proibiti e l’insopprimibile voglia di libertà. Archiviata una relazione violenta, pungendosi spesso di lingua e fioretto con Valentina Vezzali, Elisa supera la rivale e decolla alla conquista di Europei, Mondiali e Olimpiadi, laureandosi due volte oro a Londra 2012 e argento a Rio 2016. Un’ascesa emozionante che non fermerà il suo desiderio di diventare madre continuando a gareggiare ai massimi livelli. Tra confessioni private e inediti retroscena sportivi, si snoda il racconto in diretta, e senza filtri, di una campionessa imperfetta ma sempre autentica. Luci e ombre di una persona vera che ha seminato per strada i mostri che la inseguivano e compiuto la sua rivoluzione più grande riscoprendo se stessa e i valori della famiglia e dell’amore. Che non va mai confuso con la dipendenza.
Grand Hotel Calciomercato
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:41:45+02:00Soldi, promesse rispettate e patti non mantenuti, trasferimenti che diventano affari di Stato e coinvolgono banche nazionali e presidenti del Consiglio ma anche calciatori che dicono “no” perché consigliati da… Dio! Sliding doors, incontri top secret, aerei persi, alberghi di lusso e strategie che si avvicinano molto a partite di poker. Il filo che lega tra loro i tantissimi retroscena di questa realtà parallela è leggero e divertente, proprio come le innumerevoli scaramanzie di chi vive il mercato in prima linea, sborsando milioni su milioni pur di prendere un calciatore: i presidenti. I meccanismi del mestiere sono tecnici e complicati ma qui capirete cos’è il calciomercato in modo semplice, ironico e popolare, anche grazie al racconto delle peculiarità più bizzarre delle operazioni che hanno fatto sognare milioni di appassionati.
Ho visto l’abisso
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:41:24+02:00Chi vuol toccare il cielo deve mettere in conto il rischio di precipitare nell’abisso. Eppure, spesso proprio quell’istante di buio e terrore insegna più di mille altre esperienze e fa scaturire le risorse per risalire dalla infime profondità in cui si è caduti. Tutto inizia nel novembre 2019 quando Simone Moro, affiancato dalla compagna di cordata Tamara Lunger, annuncia la sua nuova spedizione, una delle più emozionanti: seguirà le tracce di Messner e Kammerlander, dal 1984 rimaste intonse, che in un’unica traversata conquistarono i due ottomila Gasherbrum II e Gasherbrum I. Simone lo farà in inverno, con equipaggiamento leggero, senza aiuti meccanici. Ad attenderlo però c’è un ghiacciaio che con i cambiamenti climatici e i terremoti si è trasformato in un infernale labirinto di crepacci. Nonostante la sua estrema prudenza, in un attimo Moro viene inghiottito nelle viscere di ghiaccio e riesce a salvarsi solo grazie alla forza e al coraggio di Tamara e alla propria lunga esperienza di alpinista. Da questo momento si dipanano riflessioni di grande respiro: a quali forze nuove, formidabili riusciamo ad attingere quando vediamo l’abisso? E che cos’è un abisso: è una frattura nera nel ghiaccio o può presentarsi nella vita di un alpinista con il volto del tradimento di un amico, della rinuncia obbligata a un sogno, di un lutto inaccettabile? O anche con quello della strage da Covid di Bergamo a cui Simone assiste al suo rientro? In questo nuovo libro Moro offre ai suoi lettori spunti straordinari sulle inevitabili montagne russe della vita. Che l’alpinismo può insegnarci ad affrontare.
I cavalieri della favola rotonda
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:41:00+02:00Questo è un libro da leggere con un pallone a fianco. Un pallone da accarezzare e da sfregare, come la lampada di Aladino. Chi ama il calcio sa che il pallone ha tante storie da raccontare. Storie di partite epiche, gol da leggenda e campioni straordinari che hanno custodito il sogno che avevano da bambini. Sono i nostri Cavalieri della Favola Rotonda, una favola che ogni volta ci emoziona e ci fa battere il cuore. Nel calcio funziona così: c’era una volta. Ed è sempre una volta nuova. Ogni storia è una stella che brilla nel cielo infinito della nostra fantasia dove Maradona e Pelè si passano il pallone di tacco, Messi e Cristiano Ronaldo dribblano gli avversari tra finte e controfinte, Baggio e Totti chiudono gli occhi prima di un calcio di rigore. C’è una storia che ci appartiene, perché parla di identità e condivisione. È la storia degli Azzurri, i ragazzi della nostra Nazionale. Da sempre giochiamo al loro fianco. Provando a divertirci, cercando quel piccolo segreto che è la felicità. Quando avrete finito di leggere l’ultima coloratissima pagina, quando avrete chiuso il libro e la scintilla dell’ultima storia brillerà ancora, solo allora vi accorgerete che il pallone che avete tenuto al vostro fianco vi ha fatto compagnia. Come un amico vero. Come un cavaliere della favola rotonda capace – come voi – di rimanere in silenzio e ascoltare la musica dei sogni.
Ibra raccontato ai ragazzi
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:40:27+02:00L'attaccante che da quattro decadi fa tremare qualunque difensore. Lo showman che fulmina i cronisti con frasi a effetto. Il compagno di squadra che lascia il segno nello spogliatoio. Zlatan Ibrahimovic è tutto questo, e molto di più. Tra decine di interviste inedite e tantissime citazioni memorabili, preparati a conoscere la storia del campione svedese che ha giocato e vinto con i più grandi club del mondo. I suoi segreti? Personalità, intelligenza, grinta... e una valanga di gol spettacolari. Se non sei fan di Ibra c'è una sola spiegazione: ancora non lo conosci!
Il ciclista curioso
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:40:06+02:00L’idea di questo libro nasce da una riflessione in una pausa fra una pedalata e l’altra. La bici non è solo un mezzo di trasporto o uno sport, si sono detti Davide Cassani, ex ciclista professionista e ora CT della Nazionale maschile, e Giacomo Pellizzari, scrittore e pedalatore tanto incallito da autodefinirsi “ciclista pericoloso”. La bici è uno strumento di scoperta. Con la bicicletta è possibile gustare il piacere di scoprire, la curiosità di andare sempre oltre nel Paese che ha la Bellezza più sfacciata del mondo e, insieme, custodisce straordinari tesori nascosti. La bicicletta è il mezzo più adatto e versatile per immergersi nelle Meraviglie d’Italia perché consente di adattarsi ciascuno al proprio ritmo, di fermarsi e ripartire secondo l’emozione del momento e, soprattutto, lascia sempre la libertà di deviare dalla via prestabilita per andare alla ricerca di uno scorcio, di una chiesetta o di un borgo di cui fino a poco prima non si sospettava nemmeno l’esistenza. Questo libro propone 20 itinerari dalle Alpi alla Sicilia con diversi gradi di difficoltà, tutti accumunati dal fatto di riservare grandi sorprese: panorami, antiche vestigia, pievi o castelli, tradizioni popolari, storie locali e via libera alla curiosità. Già, la curiosità: è proprio questa attitudine che può spingerci ad affrontare la salita, a scegliere la strada più tortuosa. Ad attenderci dopo la fatica, ciclisti curiosi, ci sarà il piacere più grande. La scoperta.
Il Dio che non c’è
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:39:30+02:00Sono caduti uno dopo l'altro gli dei dello sport. Oggi, fatichiamo a trovarne di altri, di nuovi, di corroboranti, quelli che entusiasmano intere generazioni. Giancarlo Dotto, da mitomane incallito, passa in rassegna un'epoca mitologica, quella che ha visto Maradona e Federer, Edberg e Jordan, e tutti quei nomi illustri che hanno gioito e narrato le gesta di questi grandi atleti. Così si vedrà Carmelo Bene inginocchiato davanti alla televisione dopo una punizione al bacio di Platini, l'inquietudine di Foster Wallace per la finale degli Us Open che vide Federer trionfare su Agassi nel 2005, lo stesso Dotto che, con una radiolina a transistor, ascolta la voce di Paolo Valenti che racconta la telecronaca dell'incontro di pugilato tra Griffith e Benvenuti. Ora che non abbiamo più gli dei, triturati nella banalità quotidiana, incapaci di gestire i palmari grazie a cui ci illudiamo di avere un nome, un cognome, un'appartenenza, ci sentiamo come pesci caduti nella rete degli algoritmi, consumatori spasmodici di uno sport ridotto a puro sforzo fisico.
Il mio primo manuale della pallavolo
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:39:00+02:00"Ciao ragazze e ragazzi! Siamo i Teen Myths. Abbiamo un sacco di cose da raccontarvi e non vogliamo farvi perdere tempo, per cui vi presentiamo subito il protagonista di questo libro: eccolo, è Simone Gimone, palleggiatore e capitano della Trentino Volley! Sarà lui la vostra guida speciale, che vi porterà alla scoperta del meraviglioso mondo della pallavolo!". Scopri la pallavolo con Simone Giannelli, palleggiatore e capitano della Trentino Volley.
Il nostro Bartali
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:38:38+02:00Gino Bartali è stato un campione così grande, che per raccontarlo un giornale non basta. Da questa riflessione siamo partiti per un viaggio attraverso gli archivi del Corriere dello Sport e di Tuttosport: qui è nato Il nostro Bartali, dalle pagine dell'epoca che raccontano le sue imprese con la forza del presente. Calarsi nel suo tempo permette di cogliere sino in fondo il valore di Bartali e l'importanza di quello che ha fatto e ha rappresentato per l'Italia prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel panorama delle opere dedicate a Bartali, questa offre l'immediatezza delle testimonianze dirette degli inviati dei giornali. Dalle macchine e dalle moto al seguito della corsa, le loro cronache ci raccontano un Bartali contemporaneo. Non un monumento del passato, ma un uomo che pedala nel presente. Il nostro Bartali raccoglie, riproduce e presenta centinaia di pagine e, tra queste, l'autobiografia firmata da Gino e pubblicata a puntate da Tuttosport, in esclusiva, nel 1950. Un racconto corredato da fotografie e disegni che ci portano ad attraversare tre decenni, per restituirci il ritratto di un campione che è stato un riferimento per l'intero Paese.
Maurizio Giordani. Il richiamo dell’ignoto
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:33:18+02:00"Chi è interessato al mondo della ricerca e della scoperta in alpinismo, in questo volume può trovare qualche ottimo spunto. Una vita di preparazione di zaini, bagagli, sacconi, borsoni, bidoni per partire ancora una volta verso un obiettivo non ben definito, individuato a grandi linee ma ancora sfuocato, perché per gran parte ignoto. Durante i miei viaggi ho toccato l'incognita in molti modi diversi fra loro, ma mai l'ho lasciata in disparte, considerandola sempre essenziale, indispensabile per poter poi portare a casa quello che, partendo, vado a cercare. Racconterò dei miei, dei nostri successi, non solo di quelli più importanti, ma anche dei tentativi falliti, delle rinunce, di quello non completato, lasciato in sospeso... perché se è vero che la vetta è la ciliegina sulla torta, è pur anche vero che ogni tentativo non riuscito ha comunque una storia alle spalle e non è detto che sia meno interessante delle altre."
Il rovescio della medaglia
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:32:47+02:00Aveva paura di aprire quel file. Cosa ci sarà scritto? Forse qualcosa privo di senso? Si chiedeva Flavio. Con la malattia il nonno era entrato in un mondo grigio, aveva iniziato un viaggio senza ritorno, ma erano rimaste le sue storie di campioni. Racconti di sport, di uomini, di gare leali. Olimpiadi passate alla storia e diventate, ormai, mito. Tredici anni, innamorato dello sport con il sogno di vincere. Poi una gara scolastica e, finalmente, una medaglia che, ad un tratto, comincia a pesare troppo…
Il sogno di Achille
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:32:10+02:00“La prima cosa che capì da bambino fu che erano poveri.” Comincia così il romanzo di un uomo e di un mito, Gigi Riva. Storia di riscatto e di liberazione, com’è sempre stato per i grandi del calcio, da Pelé a Maradona a Messi, a voler citare solo i mostri sacri: e Riva è uno di questi. Storia di successi e imprese memorabili, ma anche di cadute, ferite e delusioni. Corre Riva, e con lui corre la storia d’Italia, attraverso anni belli e drammatici, di conquiste civili e sociali (lo Statuto dei lavoratori, le leggi sulla parità dei coniugi, sul divorzio, sulla previdenza sociale) scandite dalle bombe delle stragi che inaugurarono gli anni di piombo. Storia incalzante, appassionata; romanzo di formazione e fotografia di come eravamo, un paese che provava a darsi un’identità, a diventare moderno. Storia di un popolo, anzi di una nazione, la Sardegna, immortalata nell’anno in cui nel calcio italiano accadde l’impensabile: il Cagliari di Riva e dei suoi compagni Albertosi e Reginato, Tampucci, Cera, Niccolai e Tomasini, Domenghini, Nené, Martiradonna e Mancin, Poli, Brugnera, Greatti e Zignoli, Gori e Nastasio, diventa una grande squadra e vince lo scudetto. Era il 1970. Storia che parte da Leggiuno, in provincia di Varese, e attraversa l’Italia seguendo le magie, le sfide sportive ma anche umane, le ombre del suo protagonista. L’avventura di Riva e del Cagliari è sogno e realtà. Da allora non ha mai smesso di essere tramandata, di generazione in generazione, da chi c’era e da chi l’ha sentita raccontare. Un fatto rivoluzionario, inimmaginabile, meraviglioso. Un manipolo di “figli della guerra”, diciassette calciatori tutti nati durante gli anni del secondo conflitto mondiale, e un allenatore, Manlio Scopigno, detto “il filosofo”, portano la fantasia al potere. È l’epopea di un gruppo di uomini prima ancora che di atleti, e dell’isola che li accolse e li plasmò. L’eterno poema di gioie e tragedie, poesia e sentimenti, coraggio e paure, miserabili debolezze e nobili slanci di cui è capace l’animo umano.
Juventus FC 1897 le storie
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:31:36+02:00La leggendaria storia della squadra più amata e più odiata d’Italia. La Juve è un film che comincia in bianconero e prosegue in uno smagliante technicolor. Personaggi e interpreti: il suo undici imbattibile degli anni Trenta; i campioni stranieri che le hanno dato lustro, da Mumo Orsi a Charles e Sivori, da Platini a Zidane fino a Cristiano Ronaldo; i campioni italiani, da Boniperti a Del Piero, che l’hanno fatta amare dalle Alpi alla Sicilia; i presidenti carismatici e gli allenatori mai sazi di vittorie. Perché la Juve non è solo la Juve: la Juve è il calcio italiano.
L’avventura di Simone
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:31:13+02:00Questo libro racconta una storia vera, quella di Simone, un ragazzo down che un giorno incontra il judo, se ne innamora, lo pratica con forza, assiduamente, fino a diventare cintura nera e insegnante riconosciuto dal CONI, il primo nella storia italiana del judo. In pratica parla di un supereroe: Simone. Ma come tutti i supereroi, è una persona molto modesta, gentile, affabile e portata ad aiutare gli altri. Queste sue doti unite a una tenacia senza pari lo hanno portato a realizzare il suo sogno, quello di diventare una cintura nera di judo e senza saperlo è diventato una ispirazione per tantissime altre persone. Simone è diventato colui che indica la via, uno che ce l’ha fatta: in questo momento Simone è il più valido esempio di come il judo possa aiutare chi ha delle disabilità e un ausilio per tutte le famiglie che supportano questi ragazzi a credere che i sogni si possono realizzare. Non tutto è rose e fiori: la famiglia prima di tutto deve essere presente sempre, costantemente, come lo è stata quella di Simone; poi c’è la forza d’animo di chi pratica, che vuole a tutti i costi raggiungere l’obiettivo prefissato, non per meri scopi sportivi o agonistici, ma per la sua reale crescita umana. Questo è il valore aggiunto che fornisce il judo, ed è impagabile. L’avventura di Simone è un libro che deve essere di esempio, una specie di “ce la posso fare nella vita” lanciato a tutti, perché Simone è pur stato guidato e aiutato dai suoi maestri di judo, ma la strada l’ha dovuta percorrere tutta da solo, con le sue paure e le sue forze.
La bella stagione
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:30:41+02:00C'è qualcosa di speciale nella vittoria dello scudetto della Sampdoria del 1991, qualcosa che non si è spento e che anzi continua ad ardere di fiamma viva: l'amicizia. A distanza di trent'anni dalla Samp campione d'Italia, quei ragazzi talentuosi ma diversi sono ancora lì che si ritrovano a cena, si scambiano via chat informazioni e stupidaggini, alcuni lavorano insieme. Perché è stata quella meravigliosa stagione 1990-1991 a unirli per non dividerli più, quella con Paolo Mantovani alla presidenza e con Vujadin Boškov alla guida tecnica. Non è un caso che questo sia un libro collettivo. Tutti i calciatori di quella eroica rosa hanno scritto la loro parte, svuotando con entusiasmo ognuno il proprio cassetto dei ricordi e mettendo a disposizione della storia gioie e dolori, infortuni e colpi di classe, imprese in campo e vita privata. Chi ci ha messo il talento, chi l'allegria, chi la forza fisica, chi le proprie debolezze, chi la passione. E straordinario è, ancora una volta, il risultato. L'eccellenza sportiva fa da cornice meravigliosa a un quadro di relazioni fra calciatori amici, sottoposte agli alti e bassi delle loro variegate personalità, ma sempre leali, franche e profonde. Pagine di grande epica si affiancano ad altre di scherzi e avventure spassose. Un libro che sa rendere, forse come mai finora, lo spirito profondo del calcio, l'emozione del campo, il clima dello spogliatoio, l'anima di una squadra, di uomini che trasformano il 4-4-2 da schema a somma. È questa la vittoria eterna della "bella stagione".
La cena degli dei
Giacomo Candeloro2022-10-10T17:08:42+02:00Il Grande Vecchio era sicuro che in quel Luogo avrebbe trovato amici straordinari. La sua vita, un po’ riservata, gli aveva comunque consentito di frequentare uomini potenti, dive bellissime, campioni ineguagliabili, artisti formidabili: molti li avrebbe rivisti volentieri, qualcuno che – per anagrafe – aveva solo incrociato lo avrebbe voluto conoscere un po’ meglio. Così stilò un piccolo elenco e pregò Francangelo, il suo assistente, di cercarli. Quando vide arrivare quel celebre tenore con l’enorme foulard al collo, quel grandissimo pilota con lo sguardo malinconico, quel ragazzo timido con la bandana in testa, quella principessa col sorriso un po’ triste e altri ospiti strabilianti capì di aver avuto un’idea bellissima. La cena fu un successo. Tutti andarono via felici. Con un cavallino fra le mani.
La città azzurra
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:29:42+02:00Alfredo è un quarantacinquenne single che dopo la fine del suo matrimonio è tornato a vivere dai genitori. Le sue giornate si dividono tra il lavoro in un'azienda di gelati, la compagnia del bar e la grande passione per l'Empoli F.C., prossimo al centenario. La sua vita cambia quando, dopo vent'anni, in città torna Adriana, una vecchia amica di cui aveva perso le tracce e della quale da piccolo era segretamente innamorato. Per arrivare al suo cuore dovrà conquistare anche il figlio di lei, un ragazzino di sette anni di fede bianconera. Una storia d'amore, di passione per il calcio e per la vita di provincia.
La meta più bella della storia
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:29:21+02:00Il rugby sarà anche nato in Inghilterra, cresciuto in Australia, fortificato in sud Africa, eccitato in Francia, sublimato in Nuova Zelanda, si sarà abbronzato a Figi, Samoa e Tonga, ma è e rimarrà lo sport del Galles. Qui la vera Nazionale è quella di rugby, e al confronto le altre, calcio compreso, svaniscono. Gli eroi nazionali sono quelli del rugby: Gareth Edwards – che con i Barbarians segnò “la meta più bella della Storia” nella leggendaria partita contro gli All Blacks a Cardiff nel 1973–, come Giuseppe Garibaldi, e i suoi fratelli, JPR Williams come Tazio Nuvolari, Barry John come Fausto Coppi, Nigel Owens come Concetto Lo Bello. Ogni volta che una squadra gallese gioca, è come se uscisse da un cunicolo, venisse alla luce, risalisse sotto il cielo aperto da una miniera: un’ascesa, o meglio, un’ascensione. E ogni giorno in cui il Galles gioca al Millennium, la basilica di San Pietro del rugby, è il Giubileo.
La partita della vita
Giacomo Candeloro2022-10-10T16:59:39+02:00A luglio del 2019 Siniŝa Mihajlović scopre di avere la leucemia e comincia la sua lotta in ospedale: tre ricoveri e un trapianto. Ma un mese dopo è di nuovo, coraggiosamente, in panchina. L’allenatore del Bologna è fatto così, mette sempre tutto se stesso in ogni cosa che fa. E in queste pagine si racconta per la prima volta senza reticenze al vicedirettore della “Gazzetta dello sport” Andrea Di Caro, ripercorrendo le tappe di una vita. Nato a Vukovar da madre croata e padre servo, diventa calciatore e milita nella stella Rossa di Belgrado con cui vince ventenne una Coppa dei Campioni, distinguendosi per un sinistro micidiale sui calci piazzati. Dal 1992 comincia la carriera italiana che lo porta a vincere due scudetti, quattro Coppe Italia e quattro trofei europei. Nel 2006 si ritira e inizia la carriera di allenatore all’Inter come vice di Roberto Mancini. Un racconto lungo trent’anni e ricco di aneddoti, personaggi, successi, fallimenti, polemiche, rivelazioni, partite oscure, gioie e drammi personali che scorrono in queste pagine tra sport, famiglia, politica e amicizie pericolose come quella con il criminale serbo Arkan. Con un filo conduttore che è stato sempre la sua forza: l’attaccamento ai valori, ma anche il coraggio di cambiare e di riscoprire una vita diversa dopo ogni battaglia.
La ragazza che imparò a volare
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:28:07+02:00Simone Biles è nata nel 1997 ed è alta un metro e quarantadue (anche se a volte bara e dice un metro e cinquanta). Ha sempre avuto le braccia muscolose. Per questo i compagni di scuola la chiamavano "la soldatina", anche se lei cercava di non prendersela troppo. Ha avuto un'infanzia complicata, Simone, e ha scoperto che è importante cercare di cadere sempre in piedi... nella vita come nella ginnastica artistica, il suo sport, dove non devi mai esitare, alla fine dell'esercizio, perché anche un piccolo errore può costarti una medaglia. E lei ne ha vinte tante, da sola e con le sue migliori amiche, le ragazze della nazionale statunitense. Le è toccato affrontare grandi difficoltà per arrivare sul gradino più alto del podio, ha dovuto sconfiggere incubi e paure, ma ce l'ha fatta, ha avuto la meglio, ha eseguito salti e piroette che nessuno aveva mai neppure provato e ha davvero imparato a volare, grazie alla sua arma segreta: un'inesauribile gioia di vivere.
La strada si conquista
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:27:42+02:00La bicicletta per le donne non è mai stata solo un mezzo di trasporto, ma un veicolo con cui portare avanti battaglie, sfidare le convenzioni e tratteggiare la via per la propria emancipazione. Dalla sua nascita agli anni delle pioniere; dalle imprese di Alfonsina Strada, unica donna ad aver preso parte a un Giro d’Italia maschile, alla Resistenza che trasformò la bicicletta in un’arma preziosa; dagli anni ’60, con le battaglie sociali e il riconoscimento del ciclismo agonistico femminile, all’epoca odierna in cui, a fronte di alcune importanti conquiste, il lavoro da fare resta molto. La bicicletta è ancora sinonimo di resistenza e rivoluzione nei luoghi in cui le donne devono battersi per i diritti più elementari, ma anche nelle città occidentali, dove la lotta per il proprio riconoscimento va di pari passo con la ricerca di una mobilità democratica e inclusiva, con lo sguardo all’ambiente. La bicicletta è un’ottima alleata delle donne: perché è sostenibile, libera, non violenta, e permette di conquistare spazi fisici e sociali che a volte ancora sembrano preclusi.
Lo sport di domani
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:27:17+02:00A cosa ci riferiamo quando parliamo di sport? E come ne parliamo? Lo sport è cultura, ma per affermare questo principio servono un patto morale collettivo e un piano strategico di business. Sì, business, perché di questa parola non si può avere la paura ipocrita dietro la quale lo sport nasconde le proprie opacità. È il momento di sciogliere le situazioni ambigue, dando spazio a competenze e passione, rigorosamente in quest’ordine. Flavio Tranquillo analizza gli ostacoli che impediscono allo sport di diventare un vero bene pubblico e suggerisce una proposta per un futuro in cui praticarlo diventi un diritto per tutti e una componente dello sviluppo economico del Paese. Lo sport di domani delinea uno scenario in cui sono finalmente chiari i ruoli di Stato, privati, atleti, federazioni e leghe. Perché ripensare il mondo dello sport non è solo possibile, ma necessario.
Lukaku raccontato ai ragazzi
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:26:49+02:00Questa è la storia di un ragazzo altissimo per la sua età, con una passione sconfinata per il pallone, solare e gentile con tutti. Un figlio di immigrati congolesi, cresciuto in una casa popolare di Anversa, che una volta promise a sua madre: «Giocherò a calcio. Allora non dovrai più preoccuparti». Questa è la storia di un campione impressionante che non ha mai smesso di puntare in alto, lasciando dietro di sé affetto, rispetto e tanti, tanti gol. Un cannoniere che ha sempre affrontato fallimenti e successi con una certezza: solo chi non si ferma mai raggiunge la vetta. E per Lukaku la scalata non è ancora finita.
Ma restiamo con i piedi per terra
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:26:27+02:00L’Atletico Nord, campionato di Terza categoria, è la squadra del piccolo paese di Borgoriso, nella bassa novarese. Peccato che, in oltre trent’anni di storia, le casacche biancoverdi abbiano conquistato come massimo risultato un sesto posto, celebrato come uno scudetto. Ma la stagione che sta per iniziare lascia intravedere grandi novità, tra cui la presenza in squadra di un giornalista locale, Giovanni Merlini, che ha dato l’addio al calcio da ragazzino a causa di un allenatore fanatico e rispolvera gli scarpini a oltre trent’anni. Il suo contributo si rivelerà minimo, in compenso sarà lui a raccontarci le vicende della scalcagnata banda di pazzi dell’Atletico Nord. In Ma restiamo con i piedi per terra, Andrea Masciaga dà vita a un indimenticabile coro di personaggi e tratteggia in modo spassoso e profondo le loro storie, che poi sono le storie di tutti i ragazzi e degli uomini che ogni domenica (anzi ogni settimana, allenamenti compresi), in ogni angolo d’Italia, alimentano la magia, la miseria e lo splendore del calcio, quello vero.
Maestri di innovazione di vita di sport
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:25:58+02:00Maestri di innovazione di vita di sport è un libro che si rivolge a tutti, ma soprattutto ai ragazzi a cui l’autore consiglia in modo affettuoso di “distogliere gli occhi dagli schermi dei telefonini” e andare alla scoperta del mondo reale. E quale miglior sistema se non lo sport coniugato all’insegnamento? Il libro contiene numerose schede che raccontano le carriere di diversi personaggi (tra gli altri Fausto Angeli, Fabio Fabiano, Sergio Melai, Francesca Bortolozzi, Sandra Veronese) suddivise in tre sezioni: La storia, L’insegnamento e L’innovazione. Attraverso le pagine di questo libro è possibile scavare nell’animo di uomini di sport, innamorati del complesso mondo dei giovani.
Mondiali 1982
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:25:35+02:00Un allenatore contestato, solo contro giornali, tv e opinione pubblica. Il re del gol appena uscito dal gorgo del calcioscommesse. Un capitano di quarant’anni tra i pali. Enzo Bearzot, Paolo Rossi, Dino Zoff: dalla polvere alla gloria, il Mundial di Spagna del 1982 segna la loro rivincita. La rivalsa dell’Italia. Il riscatto di un gruppo che, isolatosi dal mondo esterno, porta a termine un’impresa sportiva memorabile, ribaltando ogni pronostico. Un cammino cominciato male, tra i veleni, nel girone di qualificazione di Vigo: tre pareggi, nessuna vittoria. Poi il silenzio stampa e il trasferimento a Barcellona: la cavalcata contro Argentina, Brasile e Polonia, quindi il trionfo nella notte magica di Madrid. Un successo straordinario che simbolicamente è racchiuso nell’urlo di Marco Tardelli al gol del 2-0 sulla Germania: rabbia e gioia insieme all’ennesima potenza. Liberate nell’estate più dolce della nostra vita.
Non dire addio ai sogni
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:24:53+02:00Sa essere amara la vita in Senegal, se nasci in uno dei suoi tanti paesi spazzati da vento e povertà. Nonostante le difficoltà, però, Amadou è cresciuto circondato dall'affetto della sua famiglia, e ora, a quattordici anni, ha il cuore e la mente gonfi di sogni. Quello più grande riguarda il calcio, e per Amadou è naturale immaginarsi lontano, magari proprio in quell'Europa dove giocano i suoi idoli. E così, quando due procuratori lo avvicinano alla fine di una partita fortunata, affermando che ha tutte le carte in regola per entrare nelle giovanili di una grande équipe francese, Amadou si convince che il suo desiderio stia per avverarsi. Vedono il riscatto a portata di mano anche mamma e papà, perché un figlio in Europa significa più possibilità economiche per tutti, e così nessuno mette in discussione la proposta ricevuta... nemmeno quando i due procuratori chiedono soldi per avviare l'impresa. Amadou ancora non lo sa, ma ad attenderlo all'orizzonte c'è un'odissea in cui tanti suoi coetanei sono naufragati. Toccherà anche a lui la stessa sorte? La strada sembra segnata, ma non c'è ragazzo più forte di quello che non vuole dire addio ai propri sogni.
Ogni giorno in battaglia
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:24:21+02:00Dalla borgata di provincia ai ring più prestigiosi, fino alla televisione e al cinema, il segreto di Sakara è “il codice del legionario”, un inossidabile sistema di valori che origina dall’antichità romana e arriva ai giorni nostri temprato con sangue e sudore. Il codice del legionario, per la prima volta presentato in un libro, è la legge dei guerrieri, la bussola morale dei combattenti. A chi lotta per un sogno, per un obiettivo professionale o personale, a tutti coloro che non si vogliono arrendere, Sakara offre un testo dritto come un jab, veloce come una spazzata, avvincente come una presa di lotta greco-romana.
Per non cadere
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:23:47+02:00A trent’anni dai suoi più grandi successi, Bugno si racconta nella sua prima autobiografia. Lo fa con quello stile, umile e signorile, che lo ha sempre caratterizzato. Una persona di poche parole, divenuta suo malgrado mito. Lui che odiava le interviste, lui che odiava le luci della ribalta, capace nonostante il carattere schivo di far innamorare migliaia di appassionati in tutto il mondo. Un viaggio in quello che è stato l’ultimo ciclismo prima dell’era moderna, prima degli scandali doping, senza radioline, misuratori di potenza o allenamenti computerizzati. L’ultimo ciclismo ancora a sensazioni, battiti cardiaci ed emozioni, raccontato da chi quel ciclismo lo ha dominato. Un passato glorioso al quale Bugno guarda senza nostalgia. Appesa la bicicletta al chiodo, ha voltato pagina e si è messo a pilotare elicotteri. La bici però è rimasta nel suo cuore, per questo oggi è il presidente dall’Associazione mondiale dei corridori professionisti, capo-sindacalista di quella che è stata la sua (prima) vita. Di quello sport che – ahilui – lo ha reso leggenda.
Retro running
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:22:38+02:00Conosci i benefici sorprendenti della corsa all’indietro? Nei praticanti di questa insolita disciplina sportiva il retrorunning favorisce lo sviluppo dell’equilibrio psico-fisico e dell’autostima. È una pratica inusuale, tutta da riscoprire, un gesto naturale capace di stimolare la produzione di endorfine, che dona ai retrorunners una gradevole sensazione di benessere. Un libro che tenta di comunicare la specialità della corsa all’indietro perché si tratta di un’azione primaria naturale, che nasce con l’uomo, non costa nulla e racchiude molteplici benefici.
Rialzati
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:22:10+02:00Mancano 30 chilometri all’arrivo e Adriano sta pedalando forte. Si alza sui pedali, stira la schiena, la inarca e… buio. Una maledetta buca sulla strada, una caduta, e la sua vita cambia di colpo. Adriano Malori, ventisette anni, campione del ciclismo mondiale, giace a terra, inanimato. In ospedale rinviene, e si ritrova paralizzato. Paura, frustrazione, disperazione. Il suo mondo si ferma. E poi riparte. Più veloce di prima. Adriano non ci sta, non vuole fare il malato. Si sottopone a un programma di riabilitazione rigido e costante, vuole tornare in bicicletta. Adriano si rialza e si rimette a pedalare, sempre più veloce, sempre più forte, finché è di nuovo in sella a gareggiare. Ma il destino non ha ancora finito con lui…
La magia del numero 10
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:21:38+02:00Sono i più romantici, i più imprevedibili, i più ammirati e i più temuti: inventano, stupiscono, emozionano, dribblano gli avversari, un soave colpo di tacco e via, si ritrovano in area, soli davanti al portiere. Sono i fantasisti, la più pura espressione del talento, gli unici che possono aspirare alla maglia numero 10, un maglia che, come disse Alex Del Pietro, al momento dell'addio, non va ritirata, perché i bambini devono continuare a sognarla. A loro Luigi Potacqui, fondatore della seguitissima community "Romanzo Calcistico", dedica questo libro. Con la coinvolgente passione di chi è cresciuto a pane e calcio, ripercorre le gesta di leggende come Pelé, Maradona, Baggio, Totti, Messi e tanti altri, ne racconta i momenti indimenticabili, riscopre i gol più emozionanti, scava fa rivivere le azioni che hanno fatto sognare, scava tra le ombre e le incertezze che li rendono umani. Perché il numero 10 ha la grandezza e la fragilità del poeta: solitario e trascinante, malinconico e prevedibile, gioca di cuore e invenzione, restando fedele alla gioia e alla bellezza di questo sport.
Sentiero Valtellina
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:21:15+02:00Un viaggio lento e autentico in bicicletta o a piedi nelle magnifiche terre delle Valtellina, cesta di diamanti incastonata tra maestose montagne incantate. Dal lago di Como alle Alpi di Bormio, seguendo il corso del fiume Adda, le ruote scivolano (e le scarpe avanzano) in mezzo a campi di grano e pannocchie, papaveri, trattori, cascine in pietra, ponti in legno, lavatoi, noci e pioppi secolari, rampe impervie e ripide discese, terrazzamenti eroici, contadini laboriosi, mele e miele, ruscelli, cascate e campanili. Percorrere questo sentiero consente di conoscere la storia delle genti che abitano la Valtellina, da sempre terra di passaggio e di confine nel cuore dell’Europa. “Il Sentiero che si snoda dal lago di Como ai piedi dello Stelvio regala a chi lo percorre emozioni genuine, vive, arcaiche, che gli permettono di toccare con mano l’essenza della Valtellina” (Marco Confortola). “Il libro di Lorenzo, questa guida che avete fra le mani, va letto prima della partenza, va sottolineato con entusiasmo e intelligenza e poi andrà riletto dopo che si è rimessa la bici in garage” (Renzo Fallati).
Serena e Venus Williams, nel nome del padre
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:20:47+02:00Due sorelle, due destini, due campionesse. E dietro di loro un padre. Questa storia americana di famiglia e successo comincia in un giorno di giugno del 1978, con la romena Virginia Ruzici che vince la finale del Roland Garros e guadagna in una settimana quarantamila dollari. Richard Williams guarda per caso la partita, considera il tennis una noia morale, ma rimane impressionato dal montepremi. “Dobbiamo fare due figli” dice alla moglie Oracene, “E pregare che siano femmine”. È un uomo fortunato: il 17 giugno 1980 viene al mondo Venus Ebony Starr, quindici mesi dopo, il 26 settembre 1981, Serena Jemeka. Giorgia Mecca racconta la fenomenale carriera delle due tenniste, da figlie obbedienti e sorelle devote a numero uno e due della classifica mondiale e stelle della cultura pop. Dai campi comunali di Compton, periferia della periferia di Los Angeles, al Centrale di Wimbledon, la cattedrale dei gesti bianchi, costrette dal loro arrivo a vestirsi di nero. Le sorelle Williams hanno conquistato complessivamente 30 titoli del Grande Slam, 44 se si considerano anche le vittorie in doppio. Per riuscirci hanno dovuto combattere avversarie, razzismi, ingiustizie arbitrale, pregiudizi. E hanno dovuto piegare il proprio corpo. Soprattutto hanno dovuto smettere di sentirsi sorelle e diventare nemiche. Fino a ritrovarsi il 28 gennaio 2017, vent’anni dopo il loro primo faccia a faccia, sotto rete a scambiarsi il definitivo segno di pace. Sempre e comunque nel nome del padre.
Sfidare il cielo
Giacomo Candeloro2022-10-10T16:10:53+02:00Come spiega ai suoi studenti il professor Osvaldo, nel primo di questi racconti, "la storia del calcio è importante: conoscerla significa conoscere molto altro, del mondo e della vita". E soprattutto del luogo in cui questo sport e tutti noi siamo nati: l'Europa. Un continente e molto di più, il cuore della nostra cultura, di ciò che siamo. E di vicende, di personaggi, di emozioni da raccontare, in più di un secolo di Storia del calcio e dell'Europa, ce ne sono tanti. C'è l'entusiasmo di Edoardo Bosio, che nel 1877 tornò dall'Inghilterra innamorato del football e decise di fondare la prima squadra italiana, a Torino. E poi il genio di Frederick Pentland, l'inglese trapiantato in Spagna che alla fine degli anni Venti rivoluzionò il modo di giocare dell'epoca, inventando il "tiqui taca". Ci sono il coraggio e l'orgoglio dell'austriaco Matthias Sindelar e dei giocatori ucraini dell'FC Start che, durante l'occupazione nazista, osarono sfidare gli uomini di Hitler, pagando con la vita. C'è la paura per la bomba lanciata in campo, e per fortuna mai esplosa, durante la partita Verona-Juventus, quando l'Italia attraversava i sanguinosi anni di piombo. Ci sono le rivincite e i risultati della lotta ai pregiudizi razziali, ottenuti dalla multietnica nazionale francese che vinse la coppa del mondo nel 1998 o con le lunghe battaglie di Nelson Mandela, che dobbiamo ringraziare anche per il primo mondiale organizzato in Africa, nel 2010. Ma ci sono pure le persone comuni: Espelancia, Simon, Jack, Andrea, Jussi, Luc... Giovani tifosi di ieri di oggi, arbitri e allenatori di piccole squadre, giocatori amatoriali, raccattapalle della domenica, che rappresentano un po' tutti noi: donne, uomini e ragazzi di ogni angolo d'Europa, accomunati da un'unica grande passione, quella per lo sport del calcio. Marco Cattaneo, mescolando realtà e un pizzico di fantasia, racconta ai ragazzi la storia del calcio e dell'Europa dal 1870 a oggi, attraverso ventiquattro partite indimenticabili.
Steffi Graf. Passione e perfezione
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:19:51+02:00Novembre 1999. Buio sugli spalti del Madison Square Garden di New York. Un’emozionata Steffi Graf, ormai non più giocatrice, entra in campo. Illuminata dall’occhio di bue va a ricevere ciò che le spetta: le istituzione del tennis sfilano davanti a lei e le donano quadri, fotografia, targhe, come farebbero i magi con una dea. La ragazzina che amava lo scambio e il gioco più di ogni altra cosa, però, si infiamma solo quando scopre il regalo del Roland Garros, il suo Slam preferito: l’anta dell’armadietto dello spogliatoio femminile che ha sempre usato, il numero 19. Oggi al Roland Garros l’armadietto 19 non c’è più, tra il 18 e il 20 si trova il 18 bis. Il 19 è di Steffi Graf, così come lo sono i sei Roland Garros vinti, i sette Wimbledon e il Golden Slam del 1988. Questo libro racconta in modo intimo la formazione di una delle più grandi tenniste di tutti i tempi. Racconta le sue convinzioni e le sue spigolosità ma anche gli slanci e i sogni. Ma soprattutto Elena Marinelli racconta il legame della tennista con il suo sport, un rapporto privilegiato, che ha tutti i lineamenti, le gioie e le sofferenze, di un amore infinito.
Storia popolare del calcio
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:19:28+02:00Si sente dire spesso che calcio e politica sono due cose separate ed è meglio non mischiarle. Lo affermano soprattutto le grandi istituzioni del calcio internazionale, che da parte loro, però, non si fanno problemi a mescolare a piacere sport, business e politica. Il loro interesse sembra essere piuttosto quello di tenere saldamente nelle proprie mani il monopolio del discorso politico-sportivo. La continua tensione sociale tra una classe dominante e una subalterna, popolare e lavoratrice segna anche la storia dello sport più diffuso al mondo, anche se è un aspetto che solitamente viene ignorato o mistificato. Questo libro vuole affrontarlo e raccontarlo, partendo dagli albori del football e arrivando fino ai giorni nostri, svelando angoli rimasti in ombra e illuminando di una luce diversa vicende celebri e personaggi noti. Il riferimento principale, fin dal titolo, va a Storia del popolo americano, il magistrale saggio in cui Howard Zinn ha ricontestualizzato la storia americana come storia di una lotta di classe. Il viaggio inizia nel XIX secolo con la battaglia per il professionismo e procede attraverso l'Europa, analizzando gli ostacoli che tennero lontani dal calcio le minoranze di colore e le donne. Spaziando poi dalla Spagna all'Algeria, dagli Stati Uniti al Sudafrica, dal Sudamerica all'Iran, tocca temi come l'antisemitismo, il colonialismo, il nazifascismo e l'immigrazione. Un racconto universale che ci spiega come lo sport possa essere molto più di uno spettacolo di massa, rappresentando il tessuto stesso di cui è composta la nostra società.
Sulla corsa
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:18:55+02:001976. Mauro ha undici anni e, insieme a un'altra cinquantina di bambini, partecipa a una gara di corsa organizzata dall'azienda del padre. È in quest'occasione che sperimenta per la prima volta le sensazioni che lo faranno innamorare della corsa, spingendolo a gareggiare per tutta la vita. Accanto al racconto sul corpo – l'impatto degli allenamenti, la scoperta dei propri limiti – c'è la riflessione sul gesto: sulla sensazione di straordinaria libertà che si prova correndo sul bordo strada, sulla dimensione introspettiva della corsa, sulla maratona come disciplina interiore, su cosa succede quando la corsa ti punge e diventa la tua malattia. Questo libro non rivela i dieci consigli per correre meglio, ma è il racconto di chi ha trovato nella corsa una forma privata di raccoglimento, il metronomo che scandisce il ritmo della propria quotidianità. Mauro Covacich scava nel mito e nell'esperienza della corsa in un'autobiografia atletica che attraversa i suoi romanzi, la vita personale, le storie di campioni leggendari, per esplorare le ragioni di una passione inarrestabile.
Tonfi e trionfi
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:18:28+02:00Spesso gli eventi sportivi non vanno come da previsione e così un giornalista sportivo deve preparare sempre anche i "pezzi di copertura", ovvero gli articoli per cautelarsi nel caso, ad esempio, una partita finisca molto tardi e non ci sia l'opportunità di cambiare rapidamente quanto scritto, oppure quando, in un grande appuntamento, si deve essere pronti a scrivere tutto e il suo contrario. In questo libro il giornalista Flavio Vanetti, firma per 40 anni del "Corriere della Sera", raccoglie gli articoli più belli e mai apparsi sul "Corriere della Sera" che narrano come sarebbe potuto andare lo sport se le sliding doors si fossero aperte in un altro senso.
Tornanti e altri incantesimi
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:17:54+02:00I francesi li chiamano Les 7 Majeurs: sono i sette passi delle Alpi Marittime, tra Italia e Francia, resi celebri dalle grandi imprese del Giro d’Italia e del Tour de France. Ciascuno supera abbondantemente i duemila metri. Un confine geografico, ma anche simbolico, filosofico, emotivo: quello tra ciò che crediamo di avere sotto controllo e ciò che invece è inafferrabile e, proprio per questo, più desiderabile. Se riesci a scalarli tutti in sole 48 ore, entri a fare parte della prestigiosa Confrérie des 7 Majeurs. Per riuscirsi ci vogliono allenamento, coraggio e, soprattutto, una certa predisposizione d’animo: essere, come Dante e Odisseo, come Springsteen e Jovanotti, come Nibali e Bartali, disposti a perdersi per ritrovarsi. Tornanti e altri incantesimi è la storia di un viaggio in bicicletta che è anche un viaggio di iniziazione. Una costante ascesa (e discesa). Un’avventura di padri e figli. Tra fatica del corpo e divagazioni del pensiero, marmotte che fischiano e camosci che saltano, il racconto di due amici alle prese con un’epopea fatta di occhi, muscoli e passione. Con il naso all’insù.
Un cuore da campione
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:17:25+02:00Ludwig Guttmann voleva essere un neurologo, curare le lesioni spinali, aiutare gli altri. Ma nel 1938, dopo la Notte dei Cristalli, capì che la situazione degli ebrei in Germania stava rapidamente precipitando: essere uno dei medici più stimati del paese non avrebbe salvato lui e la sua famiglia dalla deportazione. Raggiunse così l'Inghilterra, e qui avviò una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre l'approccio alla paraplegia. A Stoke Mandeville, l'ospedale che iniziò a dirigere nel 1944 nel Berkshire, i feriti di guerra non avrebbero incontrato né avversione né commiserazione. Questi giovani – perlopiù piloti della RAF impegnati a difendere l'Europa dalla minaccia nazista – erano «il meglio degli uomini» e non meritavano di marcire in un letto. Alla disperazione e ai sedativi, Guttmann preferì l'attività sportiva, l'aria fresca, la gioia dei rapporti umani. Ragazzi che la guerra aveva drammaticamente segnato tornavano alla vita grazie all'entusiasmo di una sana competizione. L'anno della svolta fu il 1960, quando grazie al medico italiano Antonio Maglio i «Giochi di Stoke Mandeville» approdarono a Roma, in occasione della XVII Olimpiade. Nacquero così le gare paralimpiche. Un cuore da campione non racconta solo la vita di un personaggio straordinario fortunosamente scampato alla Shoah, celebra anche un'avventura coraggiosa che ha cambiato in profondità il nostro modo di intendere lo sport, il corpo e i rapporti umani. Una rivoluzione che oggi sopravvive nella determinazione di tutti gli atleti paralimpici, nel grido di gioia di Bebe Vio e nella forza indomita di Alex Zanardi. Una rivoluzione iniziata con una palla medica lanciata da un letto all'altro, in un ospedale sperduto nella campagna inglese, e giunta infine sul podio olimpico con un oro al collo.
Valentino Rossi, il tiranno gentile
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:16:44+02:00Valentino Rossi è un’espressione sincretica fatta di velocità, cambiamenti del corpo e traiettorie impossibili. Un tiranno gentile che ha dominato la storia delle corse in moto. Un ragazzo da bar, prestato alla popolarità, che ha riportato il fattore umano, il pilota, nel cuore delle gare. Partito imitando i giapponesi, ha creato un nuovo tipo d’italiano, dove l’antica magia degli etruschi si fonde con la cocciutaggine dei samurai delle motociclette, innestandosi sulle manie imperiali romane. Tra riviera e pista, spieggia e paddock, impegno e divertimento, ha segnato e segna il suo tempo. Nove volte campione del mondo, oltre vent’anni di duelli e sorpassi, di rivalità aspre e di scelte coraggiose, è ormai entrato in una dimensione d’attesa. Si è trasformato in un marchio, una scuderia, un’Academy, mantenendo sempre la dimensione artigianale, genuina, felliniana all’interno di un successo hollywoodiano. Ha attraversato la vittoria, la sconfitta, il dolore per la morte di Marco Simoncelli, allievo, amico, erede. Ora è solo in pista, un alieno: per età, comportamenti, lingua e carattere. Corre, corre, corre e questo gli basta, con il sorriso come maschera della cattiveria che il tiranno deve avere per il bene del regno.
Vincenti. Storie di ginnasti coraggiosi
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:16:08+02:00Ci sono storie apparentemente lontane – distanti – eppure così intimamente vicine. Legate da una passione che diventa, talvolta, il motore per muovere tutte le cose, stravolgendole. Una passione che, in questo caso, si chiama ginnastica e unisce, come un sottile fil rouge, le vite dei protagonisti di Vincenti. Atleti, ginnasti, allenatori, che hanno fatto di questa disciplina la propria filosofia di vita. Entrano, a piccoli passi in palestra, quasi per caso, per comprendere, quasi subito, che la ginnastica è, prima di tutto, un grande amore: ti chiama, ti sceglie e ci caschi dentro, senza possibilità di scampo. Va così. E non puoi più farne a meno. Storie di sacrifici, rigori, fatica, lacrime… Disciplina, pazienza, resilienza e tanto coraggio, nell’affrontare gare che diventano la metafora della propria vita. Vincenti racchiude in sé storie di chi è riuscito a inseguire – e realizzare – i propri sogni.
Voglio essere una calciatrice
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:14:38+02:00If she can see it, she can be it: se può vederlo, può diventarlo, ha detto Geena Davis parlando del ruolo delle donne nel cinema. Questo lo spirito che è alla base della scrittura di Voglio essere una calciatrice, un manuale divertente, pieno di informazioni e piccoli consigli che spianano la strada al sogno di calciare il pallone per le ragazze di oggi. Dieci, venti, trenta anni fa, per diventare una campionessa di calcio bisognava avere dentro una forza, una tenacia, una grinta fuori dal comune, e un pizzico di sana follia. Conoscere, entrare, affermarsi in un mondo semisconosciuto, era davvero un'impresa per poche. Oggi, il calcio è alla portata di tutte. In Italia le partite della Serie A sono trasmesse in diretta, come anche le partite della Nazionale. Ma qual è la storia dello sport più amato al mondo quando a praticarlo sono state le donne? Quali sono le calciatrici che ne hanno fatto la storia e le Nazioni più quotate? Quali i primi passi da compiere per iniziare la carriera di calciatrice in Italia? Quali le scuole calcio migliori per diventare una campionessa? Livio D'Alessandro e Ronald Giammò, due giornalisti sportivi, padri di figlie femmine, ci guidano alla scoperta di un settore che sta crescendo di giorno in giorno e che punta a diventare uno dei più seguiti nel mondo.
Volare le montagne
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:14:07+02:00Volare. Il sogno di tutti. Marco Milanese scopre la passione per il vuoto mentre diventa alpinista, poi guida alpina. Cammina su linee tese fra le vette, perfino fra due mongolfiere. Scopre il BASE jumping. Scala pareti senza corde e scende con il paracadute dalle cime. Cerca la bellezza senza mezzi artificiali, si fa roccia e si fa aria. Indossa la tuta alare e vola le montagne. La sua non è una sfida all’estremo: è conoscenza, preparazione meticolosa, consapevolezza, scelta di vita. Comunione con la natura. Le sue avventure si intrecciano con le esperienze di rifugista, giardiniere, maestro di alpinismo per i ragazzi. Questo libro è il racconto di un giovane uomo con gli occhi rivolti al cielo e i piedi ben saldi per terra. Alla ricerca della linea perfetta, sempre, ovunque.
Volevo essere Garrincha
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:13:00+02:00La vita non è facile se sei un appassionato di cheeseburger e detesti il calcio ma i tuoi genitori sono vegani e hanno un food truck davanti a San Siro. Mettici poi che a scuola tutti ti prendono in giro, la bellissima Beatrice sa a malapena il tuo nome e tuo fratello che è in sedia a rotelle ti rimprovera di non giocare a calcio, "tu che puoi"... Meglio rifugiarsi in un angolo della palestra e sperare che gli altri si dimentichino di te. Ma quando il portiere della scuola finisce k.o., Mirco è costretto a sostituirlo, anche se lui, più che il portiere, sarebbe adatto per fare la palla. La storia di Mirco si intreccia con quella di Mané Garrincha, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, che portò il Brasile a essere campione del Mondo per ben due volte, nonostante ai suoi esordi si fosse sentito dire che non poteva giocare perché era gobbo, storpio e malato.
Whiteout. Coraggio, audacia, speranza.
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:12:13+02:00Chamonix, 8 dicembre 2018. La paraclimber Eleonora Delnevo e la palombara Dorota Bankowska sono invitate a condividere le loro esperienze di vita al TEDx. Fra il pubblico siede ammirata la guida alpina Anna Torretta. Nasce quella sera un’amicizia speciale, inattesa, all’insegna di tutte le forme dell’acqua: la neve e il ghiaccio, insieme alla montagna, sono il regno di Anna, prima donna a entrare nella prestigiosa Società delle Guide Alpine di Courmayeur. Il ghiaccio una delle passioni alpinistiche di Lola ma anche causa del suo incidente, paralizzata dalla vita in giù dopo il crollo della cascata che stava scalando. L’acqua scura degli abissi profondi è l’“ufficio” della polacca Dot, una delle poche palombare al mondo. Ma queste tre donne per carattere non sono abituate a mollare, sanno superare pregiudizi culturali, sono determinate ad affrontare ogni sfida nella vita. Lola è perfino riuscita a scalare la via Zodiac su El Capitan con la sola forza delle braccia. Quell’amicizia si trasforma presto in un ambizioso progetto, folle e vitale come le protagoniste: la prima gara di ice-sliding, una disciplina sportiva inclusiva al 100%. Perché il vero traguardo sta nella partenza.
Zlatan Ibrahimović, una cosa irripetibile
Giacomo Candeloro2021-08-02T00:11:14+02:00Zlatan Ibrahimović è stato molte cose. Un predestinato, un talento unico ma impossibile da inserire in squadra, un alieno, un estraneo. Il giocatore che vinceva campionati e coppe nazionali ovunque andasse ma che non arrivava mai in finale di Champions League e non convinceva tutti. Dopo il grande rifiuto di Josep Guardiola, che lo ha espulso dal sistema del Barcellona in cui Ibrahimović aveva tentato di integrarsi, ha avuto inizio la seconda parte della sua carriera. Quando ha smesso di provare a piacere a ogni costo per essere sé stesso fino in fondo. A cominciare dalla notte del 14 novembre 2012, in cui è diventato l'unico calciatore a segnare quattro gol alla Nazionale inglese davanti al pubblico che più lo aveva criticato. E il quarto gol, una rovesciata impossibile, è entrato nella storia del calcio come uno dei più difficili e belli. Con il primo trasferimento al Milan, passando poi per Parigi, Manchester e Los Angeles prima di tornare di nuovo in rossonero, lo Zlatan maturo ha ribaltato la prospettiva. È riuscito a compiere un'impresa che pareva impossibile: adattare la realtà al suo talento e alla sua fantasia. Ma anche lui si è adattato agli anni che passavano, mostrandosi via via più disponibile verso i compagni e offrendo un esempio di professionalità e concentrazione, dentro e fuori dal campo. Sempre con uno stile che è solo suo, è arrivato a quarant'anni e chissà... la sua storia non è ancora finita. Daniele Manusia dipinge un ritratto a tutto tondo di un campione irripetibile che ha sconfitto anche il tempo.
PREMIO LETTERATURA PER RAGAZZI
Cuore di pugile
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:50:32+02:00
La passione, la sofferenza e le sfide di una ragazza che ha realizzato il suo sogno di salire sul ring.
PREMIO SPECIALE CONI
Del rugby
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:58:44+02:00
Un'analisi sul futuro del rugby partendo dai punti di forza e debolezza del movimento italiano.
PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI
Trentacinque secondi ancora
Giacomo Candeloro2021-07-31T18:01:55+02:00
Un gesto di protesta inatteso sul podio delle Olimpiadi che segna il riscatto politico, civile e sportivo.
PREMIO MEMO GEREMIA
Volevo solo pedalare
Giacomo Candeloro2021-07-31T18:13:06+02:00
Alex ripercorre tredici anni di vita eccezionale, affrontata sempre col sorriso sulle labbra e la passione nel cuore.
PREMIO ALLA CARRIERA SPORTIVA
Francesca Bortolozzi
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:48:17+02:00
Campionessa olimpica a squadre nel fioretto, due ori alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e ai Giochi di Atlanta 1996; un argento alle Olimpiadi di Seoul 1988.
PREMIO MEMO GEREMIA
Eravamo immortali
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:15:35+02:00
Manolo ripercorre il suo vissuto fin da quando, giovane scalatore subiva la fascinazione della libertà e della sensazione di essere immortale trasmesse dalla montagna e dalla sovversione alle regole.
PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI
Crazy for football
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:16:04+02:00
Una storia lunga cinquant'anni dove si intrecciano sfide leggendarie, sconfitte brucianti, colpi impossibili, i mille aneddoti dentro e fuori dal campo.
PREMIO SPECIALE CONI
Igor Cassina. Il ginnasta venuto dallo spazio
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:16:15+02:00
Per Igor Cassina la ginnastica è la vita, ma non mancano le sfide fuori e dentro la palestra, affrontate con forza di volontà e perseveranza per raggiungere sempre i propri obbiettivi.
PREMIO LETTERATURA PER RAGAZZI
Fair Play
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:16:22+02:00
Tra realtà e finzione, Ivan Providence Martini realizza il suo sogno: diventare una stella del panorama calcistico italiano. Una favola moderna che mette in dubbio valori e principi dello spirito sportivo odierno.
PREMIO ALLA CARRIERA SPORTIVA
Rossano Galtarossa
Giacomo Candeloro2021-07-31T17:16:30+02:00
Rossano Galtarossa è un canottiere italiano, tra i pochi atleti italiani di sempre ad essere riuscito ad andare a podio in quattro edizioni dei Giochi Olimpici.
PREMIO ALLA CARRIERA SPORTIVA
Francesco Toldo
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:15:26+02:00
Francesco Toldo è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere nell'Inter e nella Fiorentina, vicecampione d'Europa con la nazionale italiana nel 2000.
PREMIO SPECIALE CONI
Capolavori. Allenare, allenarsi, guardare altrove
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:15:15+02:00
A metà fra racconto e biografia, una mappa per trasformare il potenziale in eccellenza.
PREMIO LETTERATURA PER RAGAZZI
Abbiamo toccato le stelle
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:15:02+02:00
Venti racconti di sport, coraggio e umanità.
PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI
Senza rete
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:14:51+02:00
Il racconto di una donna che ha imparato l'arte di reinventarsi per ricominciare.
PREMIO SPECIALE ALI LIBRAI
Alfabeto Fausto Coppi
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:14:35+02:00
Se Achille fosse stato, invece che selvaggio e brutale, schivo, timido, aggraziato e triste, sarebbe stato grande come Coppi.
PREMIO MEMO GEREMIA
Il tennis è musica
Giacomo Candeloro2021-08-18T18:14:17+02:00
Una storia lunga cinquant'anni dove si intrecciano sfide leggendarie, sconfitte brucianti, colpi impossibili, i mille aneddoti dentro e fuori dal campo.




























































































































































































































































































































































































































































































































